Joker


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Oggi sono tornato su questa montagna dopo piu di 10 anni, in un pomeriggio di una giornata meravigliosa.
Tutto come ricordavo: la cima N e' facile, solo un passaggetto un poco esposto dopo il colletto. La sud e' piu' divertente e se vogliamo un po' piu da ricercare come via, ma e' lo stesso facile. La parte alta del canale e' un po' franosa.
Complessivamente bella montagna una delle piu svettanti della Valsusa, sulla cima sembra di volare


La cima nord

La sud

Cresta della N

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Pensavo che fosse piu diretta, invece i 13 km lineari a/r piu i quasi 1600m di dislivello ne fanno una gita abbastanza impegnativa fisicamente. Quello che non mi aspettavo e' il lungo tratto in leggera ascesa dopo le Grange fino al passo di Roccia Verde, che aumenta decisamente la linearita'.
All'inizio della gita, non disperate di fronte al cartello che indica 4 ore per il passo, saranno sicuramente di meno. Qui, un sapiente sentiero disegnato veramente bene supera i ripidi pratoni dietro Rochemolles mantenendo sempre costantemente la giusta pendenza (ne' troppo, ne' troppo poco) e con molte svolte giunge appunto alle grange (1,40-2h), che in realta sono ormai due catapecchie distrutte.
Da qui, il suddetto pianoro, teatro oggi di moltissime presenze di marmotte, camosci e di echi di continui bramiti di cervo in lontananza, porta in un'altra oretta al passo di Roccia verde, dal quale inizia la cresta Sud. Io non sono giunto al passo, ma ho pensato di tagliare e ho seguito un faticoso pendio erboso e poi detritico (qualche timido ometto) che in modo piu diretto, puntando alla cima, intercetta la cresta poco piu in alto a circa 2950m (bel colletto).
La cresta da qui e' inizialmente facile, seguire sempre il filo perche' ai lati i detriti sono piu' mobili. Invece, a 100m dalla cima, si impenna un po' e a mio avviso diventa non banale: non tanto per difficolta' tecniche, ma perche' la roccia e' molto inaffidabile, di quelle lamellari tipo zona Moncenisio che ti rimangono in mano: bisogna controllare ogni passo, e questo tratto invece che divertirmi non mi e' piaciuto.
In discesa ho rifatto l'esatto percorso, compreso il non-passaggio al colle.
Gita non troppo varia, ma da menzionare il bellissimo sentiero fino alle grange e la pace incantata del pianoro sospeso. La cresta non soddisfa, forse ero stanco io ma non mi e' piaciuta per la roccia.
Tuttavia, i luoghi sono molto selvaggi e silenziosi, e hanno un loro particolare fascino: nessun umano, ovviamente, ma moltissimi animali.

Rochemolles a volo d'uccello

Il bel vallone sospeso e inizio del pendio erboso-detritico

Tratto facile di cresta

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Montagna tutta d'un pezzo (tranne per la pessima qualita' della roccia), questa Pierre Menue ha un suo particolare fascino. Lungo le sue pendici nascoste si respira un'aria dimenticata, aspra, rude, per infine scoprirne un aspetto meastoso (si tratta pur sempre della cima piu alta delle Cozie settentrionali).
L'ascensione e' moto lunga, impegnativa, caratterizzata da sfasciumi (il nome..), tratti alpinistici ed esposizioni considerevoli: una cima da affrontare con grande consapevolezza.
Dalla diga, in due ore di ripidi pratoni su bel sentiero si giunge al passo, e sono gia' piu di 800 m nelle gambe. Volto lo sguardo verso la cima, questa pare lontanissima....e infatti e' cosi. Occorrera' ancora molto tempo e pazienza: presa la cresta, dove consiglio di tenere il piu possibile il filo perche' piu' agevole, si superano alcuni facili risalti per poi arrivare ad alcuni tratti gia' alpinistici. In particolare vi e' un tratto che giudico sull'F+ in cui si superano 3 successivi facili salti di cresta.
Giunti a circa 30-40m dall'evidente risalto AD della cresta, una traccia facilmente individuabile taglia il tetro versante ovest (oggi pulito) in leggera ascesa per raggiungere l'altra cresta. Qui e' facilissimo sbagliarsi, ovvero sbagliare il canale da prendere per uscire sulla cresta NNO. Infatti a noi e' successo.
Col senno di poi, posso dire che non si deve prendere il primo canale, che si trova dritto sotto la verticale della vetta, ma il secondo, non evidentissimo, che fa una specie di S e sul quale si vedono delle assicurazioni (da qui siamo scesi, effettuando due doppie). Noi invece siamo andati piu in fondo, prendendo il terzo canale (ce n'e' poi anche un quarto, con una fettuccia verde alla base) che non e' difficilissimo (PD tutto), ma che esce in cresta in un punto molto esposto. Quindi abbiamo dovuto percorrere circa 30m in piu' della esposta cengja sul versante Nord (questi 30m sono molto esposti). Uscendo invece in cresta nel punto giusto, la cengia sul versante N e' lunga circa 70m, leggermente ascendente, in forte esposizione ma fattibile.
La cima e' un impareggiabile balcone su Cozie e Vanoise, essendo molto isolata e verticale.
In conclusione, ho visto guide che giudicano PD- altre PD+; secondo il mio parere le difficolta' tecniche restano non eccessive ma la lunghezza e l'impegno (e soprattutto il fiuto necessario per trovare la via giusta, altrimenti la gradazione di alza) ne fanno una PD piena.
Grande gitona con Marco e le mitiche, mitiche Viola e Stella che diventeranno grandi alpiniste!

Dal colle della Pelouse: ancora lontanissma

Versante ovest da attraversare. Il canale giusto arriva in cresta a dx del gendarme piu alto

Il canala da su

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Facile gita che permette di toccare agevolmente 3 cime sopra i 3000. Dal parcheggio dopo Chianale, si sàle lungo il sentiero, con percorso molto intuitivo, per magri pascoli. Alla sx si eleva la Rocca Bianca, che da qui pare del tutto inespugnabile.
Giunti faticosamente al colle di S. Veran (sembra sempre vicino ma non arriva mai), si scopre un facile percorso alla vetta: si segue la cresta verso sx e con alcuni elementari passaggetti di I si giunge prima sulla cima NO e poi altrettanto facilmente sulla SO. Personalmente non ho trovato particolare esposizione. Panorama notevole su un bel circo di tremila, fra cui spicca il vicino Roc de le Niera.
Tornati al colle, si puo' salire anche il vicino Pelvo in mezz'oretta.
Discesa per lo stesso percorso, ambiente molto bello di alta montagna al cospetto del Viso.
Complessivamente sono 14 km a/r e 1400 m disl.

La Rocca salendo

Un passaggio

La cima SO di poco piu alta

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Pomeridiana alla sempre carina Amici 1 e 2. Stavolta partito dalla Fontana Sagnass (870m di quota), la traccia parte un centinaio di m più in basso lungo la strada, e non è evidentissima nella vegetazione folta della stagione. Una volta presa si segue facilmente. Concordo col giudizio precedente, nella parte alta le tacche blu portano un po' verso il sentiero canalone piuttosto che sulla conclusione più logica della via.
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Gita da pionieri, questa e' una montagna tanto bella da vedersi quanto rognosa da salirsi. Partito molto tardi, riesco a recuperare un po' di tempo grazie all'ottima imbeccata di chi ha scritto prima: partenza da sopra lo scarfiotti, dove la carrozzabile per pian dei morti incrocia il sentiero graciologico (2370m). Per valutare la fatica di queta gita, tuttavia, non contate il dislivello. Quello che vi fara' faticare saranno gli sfasciumi, ben oltre il dislivello. La prima parte fino alla paletta indicativa e' molto bella, omettoni ovunque e prati rossi. Poi se scende di poco e si prende l'evidentissimo canalone che sale tra la rognosa e il bric, e qui cominciano i sassi. All'inizio pochi, poi tanti, tantissimi, fino alla noia. Vi accompagneranno per tutta la gita, su tracce e ometti piuttosto sommari, navigando a vista. Il silenzio e' incredibile, pochissimi salgono su di qui, forse solo i masochisti, ma io amo la valle susa e questa montagna la devo salire. E' nei miei ricordi da decenni... Con una buona dose di ottimismo giungo sotto al colle della rognosa, che in alto sbarra il vallone. Qui si sfasciuma ancora verso dx e si prende la barra rocciosa dove sono subito evidenti dei bolli rossi. Finalmente un po' di arrampicata: poca, carina, due canalini facili, ma la roccia e' pessima e un roccone mi resta in mano mentre arrampico, franandomi addosso e per poco non mi butta giu... Tutto si risolve con qualche taglietto. Superata la facile barra rocciosa, non esposta ma fragile, si raggiunge il ripido pendio che porta alla cima. Di nuovo sfasciumi, ripidi. Per fortuna e' parzialmente innevato, neve marmo pur se tardi, ma preferisco la neve marmo, che mi porta alle ultime roccette e alla facile cima NE. Panorama bellissimo, apertissimo tranne che a SE ve la cresta continua. Discesa con cautela lungo il percorso di andata.
Non un'anima, ovviamente, un solo camoscio sui rochers, questa montagna mette alla prova ben oltre il dislivello. Esteticamente bellissima, piena di grandi silenzi e dominata ovunque dalle pietre.

Il colle della rognosa

Il pendio finale

Punta SE

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Il Re....sogno o son desto? Ma si, proprio lui, che emozione! Montagna straordinaria per tutto cio' che riveste.
Dico subito che le condizioni sono ottime, non servono ne' picca ne' ramponi, si attraversano giusto 40m di quello che ahime' fu il ghiacciaio. La normale del Viso e' una gita stupenda, in ambiente grandioso, molto lunga e mai banale.
Siamo partiti dal rifugio alle 4, e dopo aver fatto la ferrata delle Sagnette (anch'essa non banale e solitamente percorsa al buio) in 1h circa eravamo al colle. Dal colle si scende 50-100m nel fantastico circo sud del Viso, ma qui il sentiero si perde in una pietraia che comunque e' ben stabile. Raggiunto un enorme omettone su una morena, si ritrova il sentiero che sale deciso all'Andreotti (1h). Qui comincia la parte davvero divertente della gita: si attraversano i resti quasi pianeggianti del ghiacciaio che fu, e poi si prende una cengia verso sx che porta ai pianori superiori. Non e' una parete vera e propria, quanto una intricata teoria di cengette orizzontali e crestine che si interlacciano in modo tale che la via ci passi in mezzo. I primi risalti sono facili, dal Duomo di Milano in poi le difficolta' sono piu' continue ma non superano il II+. Noi abbiamo fatto tutta la salita slegati, cosi come i 4 ragazzi che sono saliti con noi, ma quasi tutti gli altri che abbiamo incontrato (una trentina di persone) salivano in cordata. Esistono chiodi solo a meta' dei fornelli e sulla traversata della est, i bolli gialli sono comunque chiari. La traversata della est in queste condizioni e' un semplice sentiero, dopo il quale ancora qualche I/II e si arriva sulla cima. Noi siamo arrivati alle 8, trovando solo una cordata di due francesi.
Il panorama e' talmente vasto che risulta schiacciato, una specie di cartina geografica, tanto il Viso sovrasta tutto il resto. Il Granero, poco sotto, sembra il Musine. Impressionante la vista a picco sul rifugio separato da piu' di un km di vuoto...
Al ritorno ci siamo legati. Ho trovato la discesa ben piu' complicata della salita, occorre disarrampicare in continuo su pendenze a tratti molto sostenute e con pezzi dove e' meglio non scivolare. L' ambiente e' eccellente ma severo.
Tenere in conto anche la risalita alle sagnette, e poi l'eterno ritorno al pian del Re.
Gita veramente meravigliosa che ho potuto fare grazie a Marco che mi ha accompagnato con la sua esperienza e bravura! Giornata blu molto calda anche in quota.

Un passaggio

Passaggio della est

Il povero ghiacciaio

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Montagna grandiosa, come non mettere 5 stelle! Da Le Saut si procede per chiaro sentiero lungo una morena che poi raggiunge la dorsale. Infine si costeggia il ghiacciaio per poi salire sempre su sentiero l'ultimo ripido pendio: il tutto, se ascuitto, e' escursionistico e facile. Il panorama immenso accompagna fin dall'inizio e si svela progressivamente, finche' in cima si apre un palcoscenico spaziale fra i piu' emozionanti che ricordi. La giornata magnifica, freddo intenso in cima. Pur se facile -ma solo in queste condizioni- e' ovviamente alta montagna e non va sottovalutata. Gran gita.

Il circo glaciale della Tsanteleina

Ultima parte della gita

Pendio finale

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Oggi il meteo ci ha preso in pieno: bella giornata al mattino, veloce peggioramento e temporali alle 2 quando per fortuna ero alla macchina.
Gita bella e faticosa, fino al rifugio tutto regolare (lo vedi da subito e non arriva mai..). Poi si reperisce un sentiero/traccia che prende dritta la pietraia. Molti segni biancorossi e molti ometti. In prossimita' del lago i bolli biancorossi vanno troppo a dx e bisogna invece seguire la vernice rossa (l'ho capito in discesa..) che porta dritti alla riva sx del lago. Il lago non si vede fino alla fine ed e' adagiato indicativamente proprio sotto la parete della Nasta. Lasciato il lago a dx, si risale il faticoso canale su una pietraia schifittosa dove i sassoni sono instabili, per me questa e' la cosa a cui fare piu' attenzione specialmente in discesa. Il canale non e' ripido ne' difficile. Dopo il colle si prende una cengia ascendente con qualche I e qualche leggera esposizione, ma la salita alla cima resta sempre facile. Bellissimi stambecchi sulla cima sud. Belle ed aeree le due cime. Ritorno l'ho trovato eterno, i gestori del Remondino sono stati molto cordiali!


Il canale

Lago da su

Cima sud

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Bellissima chicca, a cui pensavo da tempo, gita entusiasmante che merita 5 stelle piene. Condizioni perfette.
Parcheggiata l'auto alle Bergerie della Balma (la strada non è buona nell'ultimo tratto), si passa il ponte e si prende un evidente sentiero che con percorso un po' "barocco" porta fronzolando qua e là. Finalmente, dopo un bivio, si trovano tacche rosse e bianche (e talvolta verdi) che conducono più decisamente (molto decisamente) su per lo splendido selvaggissimo vallone che punta al colle. Il fiume, talvolta ghiacciato, non va mai superato: si sale seguendo il sentiero e comunque su evidenti costoni, che poi diventano creste, fino al punto in cui si taglia decisamente verso il colle 2955. Il taglio non pone alcun problema con le condizioni odierne (tutto asciutto).
Al colle inizia la cresta SE, molto estetica, che presenta subito un salto di circa 20m, con tratti di II/II+ in esposizione. Corda fortemente consigliata, soprattutto per scendere disarrampicando. Non consiglio di avventurarsi a cercare di evitare il salto di cresta a dx o sx, pendii molto ripidi che non mi hanno dato molto affidamento.
Dopo qs primi 20m, la cresta continua e si può seguirne il filo (come abbiamo fatto noi), trovando passi di II+, oppure seguirla solo parzialmente (max II) aggirando alcune asperità per un aerea traccia di sentiero che si affaccia sui versanti.
Giunti a dove la cresta si abbatte, (il tratto citato da alcune guide come quello dove "sembra di camminare sul coronamento di un muro), resta un percorso molto estetico e caratteristico che facilmente porta in cima.
Nel complesso gita da affrontare con dovuta esperienza e con materiale alpinistico, la cresta non è mai difficile ma è sufficientemente esposta e può essere insidiosa soprattutto in discesa o con verglass (non oggi).
L'ambiente è superlativo, così come questa cima poco frequentata ma davvero meritevole.

Marculin in salita nel vallone

Marco che mi aspetta

La parte finale di cresta

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