Joker


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Partito tardi a causa di finestra limitata di tempo, ma la giornata magnifica ha tenuto fino alla fine.
Bellissimi colori, l'autunno avanza imperioso, I prati si colorano di arbusti rossi, le temperature sono molto fresche.
Ho fatto l'anello, piuttosto lunghetto, lo pensavo più corto. Da Bout du Col per la poderale, che lascia poca tregua per la pendenza, si giunge all'uscita del bosco. Qui, dove la strada scende a dx e continua verso il Lago Verde, si deve prendere un sentiero a sx (paline che indicano chiaramente) risalendo tutta la china erbosa fino al suo culmine; la mulattierà è molto ben segnata, è un tratto ex-militare e conduce fino al colle. La Gran Guglia è di fronte, la poderale (quella che si prenderà al ritorno) la aggira a dx, la mulattiera a sx.
Giunti ai pianori alti, vi son vari bivi e ci si tiene sempre a dx, traversando la testata del vallone fino a giungere comodamente all'anticima con la campana. Magia, suonarla nel silenzio assoluto. Dall'anticima in breve si arriva a un colle (sopra visibile il baraccamento) dal quale si deve scendere lato opposto per circa 50m per intercettare la traccia che sale alla cima della Guglia.
Fino a questo punto la gita è E, da qui diventa EE/F (nè più, nè meno), dunque facile in condizioni normali, mentre oggi la roccia era bagnata e questo tratto l'ho trovato un pelo delicato. Si sale infatti tra placconi poco inclinati, con un minimo di expo, dove però la presa del piede deve essere sicura.
Sceso con attenzione, in poco si giunge al bellissimo rifugio del lago verde (locale invernale aperto), e poi per infinita poderale (su e giu, tratto un po' noioso) si aggira tutta la montagna dal lato opposto, fino alla partenza.
I valloncelli che si attraversano sono stupendi, si sfiora la neve sulle esposizioni a N ma non la si tocca mai: a parte I 40m finali la gita è facile. Bellissimo luogo, incontrata molta gente e vari animali sonneccchiosi.


Salendo, a dx la Guglia

Anticima con campana

La vetta rocciosa

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Meglio 4x4 fino all'alpe balma
Montagna immersa in silenzi di altri mondi, dimenticata e bella, selvaggia e spartana. Partito nel pomeriggio, non proprio l'ideale.
Dalla Balma (strada cosi cosi) proseguire verso il fondo del vallone lungo un sentiero che costeggia la sx del fiume. Giunti al fondo del vallone vi sono due possibilita': o si prosegue per prati e tracce, abbastanza comodo ma faticoso, oppure si intercetta un sentiero che passa sulla dorsale sx della strettoia del vallone. La direzione e' intuitiva, ma sicuramente in entrambi i casi perderete il sentiero, e alla fine il tratto fuori traccia sara' considerevole. Io ho tirato su per il vallone e la salita e' tranquilla, un po' ripida e molto faticosa solo in prossimita' del colletto della fontana. Qui la traccia evidente gira sul lato Prali, passa ascendendo sotto la cresta lungo prati, che diventano via via piu' ripidi. Alla fine si giunge ad un intaglio, l'ambiente diviene piu' roccioso, e i prati davvero ripidi. Qui, in vista della croce, si deve decidere se tirare su per un evidente canalone fino in cima, o aggirare la cresta tagliando sul ripido (da evitare con ghiaccio o bagnato) per agganciare l'altra cresta e guadagnare la cima.
Io qui mi sono fermato perche' era troppo tardi ormai, a circa 100m sotto la croce. La vetta e' molto slanciata, bella!
Non importa, sara' per la prox. L'importante per me oggi era stare sui monti, e mi sono goduto questa ennesima giornata super con una montagna di tutto rispetto.

Il tratto percorso, visto dal colle

Il monte Selletta dalla cresta

La cima in ombra (a dx)

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
La giornata spaziale di oggi meritava di essere celebrata su una cima, e avendo poco tempo questa è sicuramente una che fa al caso giusto. Cimetta panoramica, 900m scarsi di dislivello, molto caratteristica e riconoscibile per il mega-solco (penso una valanga) che divide in due il bosco sul pendio di salita.
Nella prima parte, il sentierino (ottima la descrizione dell'itinerario) segue appunto questo caratteristico solco, passando ora di qua ora di là. Poi esce dal bosco, e porta alla casermetta 2550m, dove finiscono tutti I sentieri. Da qui alla cima il passo è breve per tracce di bestiame.
L'itinerario si percorre abbastanza velocemente perchè va sempre su deciso, il cartello alle grange Hubert 1,20h non è poi cosi lontano dalla realtà.
Cima molto panoramica con insolita visuale sull'alta valsusa, curiosa la pietra spezzata che costituisce la vetta.

il caratteristico solco sul pendio

casermetta e cima

alta valle dalla vetta

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Giunto in cima allo Genevris dalla cresta NO, che non avevo mai percorso. E' un modo molto simpatico di arrivare al faro degli alpini per una via alternativa, sicuramente poco conosciuta e poco battuta, ma molto panoramica.
Si giunge in vari modi all'Alpe Laune, da qui ho preso un primo tratto di sentiero e poi tirato dritto per il bosco fino a intercettre la dorsale NO piu' o meno al suo inizio. La dorsale diviene cresta ed e' tutta percorsa da una labile ma ben identificata traccia (si puo' anche fare qualche breve roccetta), EE, tratti un po' ripida e sghiosa, che in alto diviene piu' semplice e porta comodamente in cima.
Gita pomeridiana per approfittare delle belle giornate che quest'estate ci sta regalando in serie.

Cima con la cresta a sx

La stessa cresta NO da su

Faro degli Alpini e nuvole da vento

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Mattinata di mezza estate con clima invernale, 1 grado alle 7 a 2000m. A parte questo, che peraltro non mi e' dispiaciuto, erano anni che volevo salire il Vallonetto dal lato Pramand e devo dire che mi e' piaciuto moltissimo.
La galleria dei saraceni e' chiusa al traffico veicolare, e c'e' il divieto di percorrerla a piedi per pericolo crolli. Il sentiero che una volta passava esterno e' franato (almeno, io non l'ho trovato) e quindi un mesetto fa avevo rinunciato. Oggi l'ho presa dall'altra parte, ho percorso la carrozzabile che da Millaures porta al forte Foens e poi al fontanone Seguret, 12 km. Accettabile (ma 4x4 alto essenziale) fino al foens, poi qualche tratto cosi cosi. Ben piu' brutto il tratto che scende a dx verso il fontanone dopo la deviazione per il col basset. Consiglio di evitare questo ultimo tratto, comunque corto.
Il sentiero parte chiaro dalla carrozzabile presso il fontanone, e risale il bellissimo vallone lunare che si apre sempre piu'. Verso l'alto il sentiero prende quota lungo la costa orografica destra del vallone, fino a sbucare ai piedi del pendio sassoso che scende direttamente dal vallonetto. Si incontrano 3 laghetti glaciali lungo la valle, ambiente davvero suggestivo.
Da 2900 il sentiero si impenna per risalire il pendio, a tratti ripido; il bivacco della cima e' gia' visibile. Con fatica e facendo attenzione per la natura detritica del terreno, si giunge al bivacco, nessuna difficolta', e subito dopo alla cima con piccola croce. Grandissimo panorama, forse solo da qui si vede quanto questa cima svetti sui dintorni.
Unico problema, sono arrivato qui troppo presto, verso le 9,30, trovando il pendio ovest ancora in ombra, e ho veramente battuto i denti nel risalirlo....qui la temperatura era molto piu' bassa dell'1 grado della partenza. Arrivando verso le 11 il pendio e' tutto al sole.
Gita bellissima, ambiente meraviglioso. Solo difficile l'accesso. C'era gente che saliva il vallone mentre io scendevo, non so da dove arrivassero (galleria saraceni, col basset) ma non da dove sono arrivato io con qualche difficolta'.

Vallone lunare e Vallonetto

Il vallone in alto

Bellissima cima e bivacco

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Partito in realta' da Sauze d'Oulx. Non inserisco un nuovo itinerario perche' si tratta di percorso senza sentieri, tutto lungo le piste da sci. Dal paese di Sauze si percorre le Clotes, poi si risalgono ancora le piste fino a Pian della Rocca e infine facilmente al col Bourget, raccordandosi con l'itinerario dalla val Chisone. Dal colle si trova il sentiero che segue la cresta fino in cima. Disl totale circa 1000m.
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Torno dopo 3 anni in questa bella conca, per completare il circo delle sue punte. Stavolta dal lato 13 laghi, di accesso piu' comodo. Dalla seggiovia al Cappello d'Envie, che e' poco sopra, e poi tutto il giro fino alla Cornour, che di tutte queste cime e' senza dubbio la piu' interessante. La parte di tragitto che non mi e' piaciuta tanto e' il traverso su pietraia che si deve percorrere per agganciare la cresta della Cornour. La cresta invece mi e' piaciuta molto, il sentierino transita con tragitto EE tra passaggi vari di I che si possono cercare verso il filo per rendere la salita piu' divertente. Nel complesso, come detto da Pietro che ha fatto sta gita una settimana fa, tutti i su e giu' alla fine stancano piu' di quanto dica il puro dislivello. Giornata bella ma decisamente fredda.

Cresta della Cornour

In cima

Cappello d'Envie all'altro lato della conca
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Pomeridiana alla sempre carina Amici 1 e 2. Stavolta partito dalla Fontana Sagnass (870m di quota), la traccia parte un centinaio di m più in basso lungo la strada, e non è evidentissima nella vegetazione folta della stagione. Una volta presa si segue facilmente. Concordo col giudizio precedente, nella parte alta le tacche blu portano un po' verso il sentiero canalone piuttosto che sulla conclusione più logica della via.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Sta ormai diventando una piacevolissima abitudine annuale, la salita al Roccia, montagna che mi ispira molte sensazioni particolari, al pari di Monviso e Grampa, perche' stanno li come punti di riferimento fin da bambino.
Salire a 3500, poi, in una giornata tersa e limpida all'infinito come oggi, e' proprio un dono raro. Si vedevano distintamente i grattacieli di Torino dalla cima. E un mondo circolare di vette e ghiacciai ovunque a perdita d'occhio. Veramente spaziale.
Detto questo, tolgo una stella per via della tanta, troppa gente. Pero', dato che il Roccia e' anche un'esperienza umana, ho avuto molti incontri: intanto col caro amico MarcoZ compagno di 1001 skialp, poi con una simpatica ragazza rossa con cui ho chiacchierato per un pezzo in salita e in discesa, poi un signore over -anta che scalava il Roccia per la 984 volta (chapeau!), infine ho visto una bimba di 6-7 anni sicuramente giunta in cima (ri-chapeau!). Tutto bello!
Le condizioni sono estive, perfette.
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Revival di questa gran classica, in versione tardo-pomeridiana.
Fa abbastanza impressione pensare che sono venuto quassù l’ultima volta 19 anni fa....praticamente una vita.
L’ambiente è sempre notevole, lo Chaberton regala sensazioni antiche ed è impetuoso nella sua mole, ma il percorso l’ho trovato un po’ palloso, mentre il ricordo era molto diverso..segno anche di come le passioni siano mutevoli nel tempo. L’impegno fisico è da non sottovalutare, sono circa 15km a/r con 1300m di dislivello (anche questa percezione è cambiata, purtroppo!!).
La stradina parte poco prima del village du Soleil, all’ingresso di Monginevro. Si segue una carrozzabile nel bosco per 20 min, poi questa si biforca e si deve seguire la diramazione di sx. Si continua lunga la bellissima valletta, con le barricate dello Chaberton alla nostra destra, fino a sbucare alla partenza di una seggiovia. Qui si vede molto evidente il sentiero che porta al colle, che si intercetta superando l’invaso asciutto del fiume. Il tratto da qui al colle è lungo e si svolge su terreno antipatico, un sentiero polveroso ricoperto da detriti....l’occhio non riesce a fuggire verso nessun orizzonte, davanti solo il colle che incute fatica; tratto faticoso, l’unica cosa da fare è testa bassa e pedalare.
Dal colle si apre tutto, si segue quindi la dorsale evidente che porta in cima. O lungo la strada (na palla) o lungo i ripidi tratti che la tagliano (detriti faticosi). Sono ancora 500m fin su, quindi non è breve.
In cima la sensazione è strana, e questa già la ricordavo; con sta spianata gigante e le torri si respira qualcosa di lievemente artificiale che non appartine al senso montano, tuttavia lo spettacolo panoramico è circolare e veramente favoloso perchè pochi monti svettano come questo.
Ritorno sul far della sera ed alla macchina al tramonto.
Pomeriggio meteo fantastico col cielo blu cobalto come solo raramente c’è. Venticello fresco che asciuga le fatiche, la giornata ideale per andar per monti.


Percorrendo la valletta

Verso il colle

Dal colle, il sentiero percorso

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Tutte le sue gite

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