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Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Giunto in cima allo Genevris dalla cresta NO, che non avevo mai percorso. E' un modo molto simpatico di arrivare al faro degli alpini per una via alternativa, sicuramente poco conosciuta e poco battuta, ma molto panoramica.
Si giunge in vari modi all'Alpe Laune, da qui ho preso un primo tratto di sentiero e poi tirato dritto per il bosco fino a intercettre la dorsale NO piu' o meno al suo inizio. La dorsale diviene cresta ed e' tutta percorsa da una labile ma ben identificata traccia (si puo' anche fare qualche breve roccetta), EE, tratti un po' ripida e sghiosa, che in alto diviene piu' semplice e porta comodamente in cima.
Gita pomeridiana per approfittare delle belle giornate che quest'estate ci sta regalando in serie.

Cima con la cresta a sx

La stessa cresta NO da su

Faro degli Alpini e nuvole da vento

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Mattinata di mezza estate con clima invernale, 1 grado alle 7 a 2000m. A parte questo, che peraltro non mi e' dispiaciuto, erano anni che volevo salire il Vallonetto dal lato Pramand e devo dire che mi e' piaciuto moltissimo.
La galleria dei saraceni e' chiusa al traffico veicolare, e c'e' il divieto di percorrerla a piedi per pericolo crolli. Il sentiero che una volta passava esterno e' franato (almeno, io non l'ho trovato) e quindi un mesetto fa avevo rinunciato. Oggi l'ho presa dall'altra parte, ho percorso la carrozzabile che da Millaures porta al forte Foens e poi al fontanone Seguret, 12 km. Accettabile (ma 4x4 alto essenziale) fino al foens, poi qualche tratto cosi cosi. Ben piu' brutto il tratto che scende a dx verso il fontanone dopo la deviazione per il col basset. Consiglio di evitare questo ultimo tratto, comunque corto.
Il sentiero parte chiaro dalla carrozzabile presso il fontanone, e risale il bellissimo vallone lunare che si apre sempre piu'. Verso l'alto il sentiero prende quota lungo la costa orografica destra del vallone, fino a sbucare ai piedi del pendio sassoso che scende direttamente dal vallonetto. Si incontrano 3 laghetti glaciali lungo la valle, ambiente davvero suggestivo.
Da 2900 il sentiero si impenna per risalire il pendio, a tratti ripido; il bivacco della cima e' gia' visibile. Con fatica e facendo attenzione per la natura detritica del terreno, si giunge al bivacco, nessuna difficolta', e subito dopo alla cima con piccola croce. Grandissimo panorama, forse solo da qui si vede quanto questa cima svetti sui dintorni.
Unico problema, sono arrivato qui troppo presto, verso le 9,30, trovando il pendio ovest ancora in ombra, e ho veramente battuto i denti nel risalirlo....qui la temperatura era molto piu' bassa dell'1 grado della partenza. Arrivando verso le 11 il pendio e' tutto al sole.
Gita bellissima, ambiente meraviglioso. Solo difficile l'accesso. C'era gente che saliva il vallone mentre io scendevo, non so da dove arrivassero (galleria saraceni, col basset) ma non da dove sono arrivato io con qualche difficolta'.

Vallone lunare e Vallonetto

Il vallone in alto

Bellissima cima e bivacco

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Partito in realta' da Sauze d'Oulx. Non inserisco un nuovo itinerario perche' si tratta di percorso senza sentieri, tutto lungo le piste da sci. Dal paese di Sauze si percorre le Clotes, poi si risalgono ancora le piste fino a Pian della Rocca e infine facilmente al col Bourget, raccordandosi con l'itinerario dalla val Chisone. Dal colle si trova il sentiero che segue la cresta fino in cima. Disl totale circa 1000m.
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Torno dopo 3 anni in questa bella conca, per completare il circo delle sue punte. Stavolta dal lato 13 laghi, di accesso piu' comodo. Dalla seggiovia al Cappello d'Envie, che e' poco sopra, e poi tutto il giro fino alla Cornour, che di tutte queste cime e' senza dubbio la piu' interessante. La parte di tragitto che non mi e' piaciuta tanto e' il traverso su pietraia che si deve percorrere per agganciare la cresta della Cornour. La cresta invece mi e' piaciuta molto, il sentierino transita con tragitto EE tra passaggi vari di I che si possono cercare verso il filo per rendere la salita piu' divertente. Nel complesso, come detto da Pietro che ha fatto sta gita una settimana fa, tutti i su e giu' alla fine stancano piu' di quanto dica il puro dislivello. Giornata bella ma decisamente fredda.

Cresta della Cornour

In cima

Cappello d'Envie all'altro lato della conca
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Pomeridiana alla sempre carina Amici 1 e 2. Stavolta partito dalla Fontana Sagnass (870m di quota), la traccia parte un centinaio di m più in basso lungo la strada, e non è evidentissima nella vegetazione folta della stagione. Una volta presa si segue facilmente. Concordo col giudizio precedente, nella parte alta le tacche blu portano un po' verso il sentiero canalone piuttosto che sulla conclusione più logica della via.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Sta ormai diventando una piacevolissima abitudine annuale, la salita al Roccia, montagna che mi ispira molte sensazioni particolari, al pari di Monviso e Grampa, perche' stanno li come punti di riferimento fin da bambino.
Salire a 3500, poi, in una giornata tersa e limpida all'infinito come oggi, e' proprio un dono raro. Si vedevano distintamente i grattacieli di Torino dalla cima. E un mondo circolare di vette e ghiacciai ovunque a perdita d'occhio. Veramente spaziale.
Detto questo, tolgo una stella per via della tanta, troppa gente. Pero', dato che il Roccia e' anche un'esperienza umana, ho avuto molti incontri: intanto col caro amico MarcoZ compagno di 1001 skialp, poi con una simpatica ragazza rossa con cui ho chiacchierato per un pezzo in salita e in discesa, poi un signore over -anta che scalava il Roccia per la 984 volta (chapeau!), infine ho visto una bimba di 6-7 anni sicuramente giunta in cima (ri-chapeau!). Tutto bello!
Le condizioni sono estive, perfette.
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Revival di questa gran classica, in versione tardo-pomeridiana.
Fa abbastanza impressione pensare che sono venuto quassù l’ultima volta 19 anni fa....praticamente una vita.
L’ambiente è sempre notevole, lo Chaberton regala sensazioni antiche ed è impetuoso nella sua mole, ma il percorso l’ho trovato un po’ palloso, mentre il ricordo era molto diverso..segno anche di come le passioni siano mutevoli nel tempo. L’impegno fisico è da non sottovalutare, sono circa 15km a/r con 1300m di dislivello (anche questa percezione è cambiata, purtroppo!!).
La stradina parte poco prima del village du Soleil, all’ingresso di Monginevro. Si segue una carrozzabile nel bosco per 20 min, poi questa si biforca e si deve seguire la diramazione di sx. Si continua lunga la bellissima valletta, con le barricate dello Chaberton alla nostra destra, fino a sbucare alla partenza di una seggiovia. Qui si vede molto evidente il sentiero che porta al colle, che si intercetta superando l’invaso asciutto del fiume. Il tratto da qui al colle è lungo e si svolge su terreno antipatico, un sentiero polveroso ricoperto da detriti....l’occhio non riesce a fuggire verso nessun orizzonte, davanti solo il colle che incute fatica; tratto faticoso, l’unica cosa da fare è testa bassa e pedalare.
Dal colle si apre tutto, si segue quindi la dorsale evidente che porta in cima. O lungo la strada (na palla) o lungo i ripidi tratti che la tagliano (detriti faticosi). Sono ancora 500m fin su, quindi non è breve.
In cima la sensazione è strana, e questa già la ricordavo; con sta spianata gigante e le torri si respira qualcosa di lievemente artificiale che non appartine al senso montano, tuttavia lo spettacolo panoramico è circolare e veramente favoloso perchè pochi monti svettano come questo.
Ritorno sul far della sera ed alla macchina al tramonto.
Pomeriggio meteo fantastico col cielo blu cobalto come solo raramente c’è. Venticello fresco che asciuga le fatiche, la giornata ideale per andar per monti.


Percorrendo la valletta

Verso il colle

Dal colle, il sentiero percorso

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Manzol, montagna rude che incombe in modo dirompente sull'alta Comba dei Carbonieri. Un posto davvero incantevole, questo valloncello che si dipana timido dalla Valpellice.
Con l'auto si giunge al Rifugio Barbara, strada a tratti un po' strettina ma di piu non si può perchè il valloncello è stretto.
Dal Barbara, superati verso destra 3 ponticelli di legno sui laghetti adiacenti al rifugio, si prende un sentierino che subito non è evidentissimo (lo sono invece le belle tacche bianco/rosse), ma quasi subito acquista la sua giusta personalità e si inerpica su, verso le bastionate rocciose alla nostra destra. Raggiunto il pianoro successivo, la pendenza si abatte e si transita trasversalmente in direzione della testa del vallone, con il Granero e la Meidassa al fondo del quadro.
A un certo punto si trova un bivio con chiara indicazione verso il Colle Manzol, la si segue e ci si dirige verso la pietraia che scende dal colle stesso. Si giunge comodamente alla base del canale a circa 2400.
Da qui e fino in punta (quindi approx. gli ultimi 500m di dislivello) il tragitto non mollerà più di un millimetro, dritto e rude su per il canale. Comunque fino al colle nessuna difficoltà oggi, non c'è neve mai nel canale, solo un po' prima in due cortissimi tratti decisamente innocui. Se ci fosse neve nel canale, invece, la cosa diventerebbe decisamente più impegnativa. Le catene che si trovano nella parte alta servono proprio ad agevolare la salita in caso di neve o ghiaccio, oggi si possono non utilizzare tranquillamente.
Dal colle alla cima la traccia è più difficile da mantenere, si trova e si riperde continuamente; ci sono ometti, ma non è facilissimo e per nulla intuitivo. La traccia si tiene generalmente sotto cresta, ma in alcuni punti rientra verso il pendio. Comunque, non vi è difficoltà e nemmeno esposizione, quindi si va su tranquillamente percorrendo ciò che si trova, fino a sbucare sulla cima, bella, aerea, e panoramica. Sono arrivato su con la lingua fuori, gli ultimi 500m di dislivello sono decisamente faticosi!
In cima arrivavano le nebbie dalla Comba, quindi poco panorama di là. Ho trovato lassù due ragazzi (strano, uniche anime vive di tutto l'itinerario) saliti dal Coi. In discesa, si torna gradualmente al caldo e si rimpiangono i "quasi" 3000 appena sfiorati...
Il rifugio è aperto e ora c'è abbastanza gente, anche sparsa sui prati intorno.
Gita in bellissimo ambiente, montagna complessivamente facile (in queste condizioni è EE), sicuramente merita una visita!



Manzol laggiu, vista dal rifugio

Il canale

Dal colle verso la cima

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Oggi prima sociale del gruppo Shankatos in formazione tipo: io con la tendinite e due scarpe diverse (stendo un velo pietoso), karko con mezzo ginocchio, inox1 con lombare e inox2 con cervicale...mancava solo il nostro pedrito per completare l'acciaccometro. Eppure la Glucai c'e' sempre, e alla fine ci siamo confrontati dignitosamente con questa cima delle Guglie, salendo i suoi circa 900 m in due ore, ma vedendo ahinoi ben poche guglie.
La gita: dopo infinita sterrata da Sampeyre, si supera la localita' Colletto di Sopra e, in corrispondenza di una grossa croce, si parcheggia e si prende il sentiero a sx, indicazione lago di Luca. La traccia si perde e ritrova nell'erba alta, supera un alpeggio, ma il colle da raggiungere sulla sx e' molto evidente. Per dolci pianori, su pascoli magri, si raggiungono alcuni invasi di laghetti ormai estinti, fino a sbucare sempre su sentiero al bellissimo lago di Luca. Che bell'ambiente, reso intimo dalle nebbie che salivano.
Costeggiata la riva dx del lago, si prosegue su traccia - qui poco evidente - fino a raggiungere le sovrastanti pietraie e infine il colletto a 2644, anche questo evidente. Un piccolo nevaio trascurabile da attraversare, poi si volge a dx e per ripida traccia si giunge in cima tra sfasciumi e erba. Dal lago alla cima EE, nessun passaggio significativo.
Poca visuale purtroppo in vetta, la sud del Viso oggi e' timida, e sale freddo dalla valle.
Scendiamo veloci dal lato opposto su tracce di sentiero, raggiungendo la dorsale che va verso la Rasciassa per completare l'anello. Ma l'incombere delle nebbie ci consiglia di ripiegare nuovamente verso il lago di Luca, con una facile variante su pendii erbo-pietrosi. Da qui veloce discesa lungo il tracciato di salita.
Bell'ambiente, completato mezzo anello, il sentiero e' comunque ben remunerativo fino in cima. Oggi un plauso speciale alla grande compagnia! Che pazienza che avete con me!

Lago di Luca

Nebbie in cima

Pendio est di discesa
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Ok
Bella ennesima sgambata su questo monte di casa, credo sia la numero 8. Ma il Genevris mi piace sempre tanto. Conosco questi boschi e mi trasmettono pace. Oggi partito dai dintorni dell'ex rifugio Genevris (sterrata dal rif. Sperimentale) proseguito sulla carrareccia per 200/300 m e poi tirato su per la ex-pista 35 fino al Tuasieres. Poi ancora su dritto ripido verso il colle, tagliato a Sx prima di raggiungerlo per beccare la comoda cresta SO. Tutta pulita, molto panoramica sull'alta valsusa ancora parecchio innevata in alto. Molte marmotte in giro, bellissimi silenzi, giornata di una limpidezza memorabile.
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Tutte le sue gite

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    Genevris (Monte) da Sauze d'Oulx (17/08/16)
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    Moncrons (Punta di) da Traverses per il Col Bourget (08/08/16)
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    Vallette (Cima delle) dal Colle dell'Assietta e il Gran Serin e il Gran Pelà (13/06/14)
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