Joker


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Partito in realta' da Sauze d'Oulx. Non inserisco un nuovo itinerario perche' si tratta di percorso senza sentieri, tutto lungo le piste da sci. Dal paese di Sauze si percorre le Clotes, poi si risalgono ancora le piste fino a Pian della Rocca e infine facilmente al col Bourget, raccordandosi con l'itinerario dalla val Chisone. Dal colle si trova il sentiero che segue la cresta fino in cima. Disl totale circa 1000m.
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Torno dopo 3 anni in questa bella conca, per completare il circo delle sue punte. Stavolta dal lato 13 laghi, di accesso piu' comodo. Dalla seggiovia al Cappello d'Envie, che e' poco sopra, e poi tutto il giro fino alla Cornour, che di tutte queste cime e' senza dubbio la piu' interessante. La parte di tragitto che non mi e' piaciuta tanto e' il traverso su pietraia che si deve percorrere per agganciare la cresta della Cornour. La cresta invece mi e' piaciuta molto, il sentierino transita con tragitto EE tra passaggi vari di I che si possono cercare verso il filo per rendere la salita piu' divertente. Nel complesso, come detto da Pietro che ha fatto sta gita una settimana fa, tutti i su e giu' alla fine stancano piu' di quanto dica il puro dislivello. Giornata bella ma decisamente fredda.

Cresta della Cornour

In cima

Cappello d'Envie all'altro lato della conca
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Pomeridiana alla sempre carina Amici 1 e 2. Stavolta partito dalla Fontana Sagnass (870m di quota), la traccia parte un centinaio di m più in basso lungo la strada, e non è evidentissima nella vegetazione folta della stagione. Una volta presa si segue facilmente. Concordo col giudizio precedente, nella parte alta le tacche blu portano un po' verso il sentiero canalone piuttosto che sulla conclusione più logica della via.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Sta ormai diventando una piacevolissima abitudine annuale, la salita al Roccia, montagna che mi ispira molte sensazioni particolari, al pari di Monviso e Grampa, perche' stanno li come punti di riferimento fin da bambino.
Salire a 3500, poi, in una giornata tersa e limpida all'infinito come oggi, e' proprio un dono raro. Si vedevano distintamente i grattacieli di Torino dalla cima. E un mondo circolare di vette e ghiacciai ovunque a perdita d'occhio. Veramente spaziale.
Detto questo, tolgo una stella per via della tanta, troppa gente. Pero', dato che il Roccia e' anche un'esperienza umana, ho avuto molti incontri: intanto col caro amico MarcoZ compagno di 1001 skialp, poi con una simpatica ragazza rossa con cui ho chiacchierato per un pezzo in salita e in discesa, poi un signore over -anta che scalava il Roccia per la 984 volta (chapeau!), infine ho visto una bimba di 6-7 anni sicuramente giunta in cima (ri-chapeau!). Tutto bello!
Le condizioni sono estive, perfette.
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Revival di questa gran classica, in versione tardo-pomeridiana.
Fa abbastanza impressione pensare che sono venuto quassù l’ultima volta 19 anni fa....praticamente una vita.
L’ambiente è sempre notevole, lo Chaberton regala sensazioni antiche ed è impetuoso nella sua mole, ma il percorso l’ho trovato un po’ palloso, mentre il ricordo era molto diverso..segno anche di come le passioni siano mutevoli nel tempo. L’impegno fisico è da non sottovalutare, sono circa 15km a/r con 1300m di dislivello (anche questa percezione è cambiata, purtroppo!!).
La stradina parte poco prima del village du Soleil, all’ingresso di Monginevro. Si segue una carrozzabile nel bosco per 20 min, poi questa si biforca e si deve seguire la diramazione di sx. Si continua lunga la bellissima valletta, con le barricate dello Chaberton alla nostra destra, fino a sbucare alla partenza di una seggiovia. Qui si vede molto evidente il sentiero che porta al colle, che si intercetta superando l’invaso asciutto del fiume. Il tratto da qui al colle è lungo e si svolge su terreno antipatico, un sentiero polveroso ricoperto da detriti....l’occhio non riesce a fuggire verso nessun orizzonte, davanti solo il colle che incute fatica; tratto faticoso, l’unica cosa da fare è testa bassa e pedalare.
Dal colle si apre tutto, si segue quindi la dorsale evidente che porta in cima. O lungo la strada (na palla) o lungo i ripidi tratti che la tagliano (detriti faticosi). Sono ancora 500m fin su, quindi non è breve.
In cima la sensazione è strana, e questa già la ricordavo; con sta spianata gigante e le torri si respira qualcosa di lievemente artificiale che non appartine al senso montano, tuttavia lo spettacolo panoramico è circolare e veramente favoloso perchè pochi monti svettano come questo.
Ritorno sul far della sera ed alla macchina al tramonto.
Pomeriggio meteo fantastico col cielo blu cobalto come solo raramente c’è. Venticello fresco che asciuga le fatiche, la giornata ideale per andar per monti.


Percorrendo la valletta

Verso il colle

Dal colle, il sentiero percorso

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Manzol, montagna rude che incombe in modo dirompente sull'alta Comba dei Carbonieri. Un posto davvero incantevole, questo valloncello che si dipana timido dalla Valpellice.
Con l'auto si giunge al Rifugio Barbara, strada a tratti un po' strettina ma di piu non si può perchè il valloncello è stretto.
Dal Barbara, superati verso destra 3 ponticelli di legno sui laghetti adiacenti al rifugio, si prende un sentierino che subito non è evidentissimo (lo sono invece le belle tacche bianco/rosse), ma quasi subito acquista la sua giusta personalità e si inerpica su, verso le bastionate rocciose alla nostra destra. Raggiunto il pianoro successivo, la pendenza si abatte e si transita trasversalmente in direzione della testa del vallone, con il Granero e la Meidassa al fondo del quadro.
A un certo punto si trova un bivio con chiara indicazione verso il Colle Manzol, la si segue e ci si dirige verso la pietraia che scende dal colle stesso. Si giunge comodamente alla base del canale a circa 2400.
Da qui e fino in punta (quindi approx. gli ultimi 500m di dislivello) il tragitto non mollerà più di un millimetro, dritto e rude su per il canale. Comunque fino al colle nessuna difficoltà oggi, non c'è neve mai nel canale, solo un po' prima in due cortissimi tratti decisamente innocui. Se ci fosse neve nel canale, invece, la cosa diventerebbe decisamente più impegnativa. Le catene che si trovano nella parte alta servono proprio ad agevolare la salita in caso di neve o ghiaccio, oggi si possono non utilizzare tranquillamente.
Dal colle alla cima la traccia è più difficile da mantenere, si trova e si riperde continuamente; ci sono ometti, ma non è facilissimo e per nulla intuitivo. La traccia si tiene generalmente sotto cresta, ma in alcuni punti rientra verso il pendio. Comunque, non vi è difficoltà e nemmeno esposizione, quindi si va su tranquillamente percorrendo ciò che si trova, fino a sbucare sulla cima, bella, aerea, e panoramica. Sono arrivato su con la lingua fuori, gli ultimi 500m di dislivello sono decisamente faticosi!
In cima arrivavano le nebbie dalla Comba, quindi poco panorama di là. Ho trovato lassù due ragazzi (strano, uniche anime vive di tutto l'itinerario) saliti dal Coi. In discesa, si torna gradualmente al caldo e si rimpiangono i "quasi" 3000 appena sfiorati...
Il rifugio è aperto e ora c'è abbastanza gente, anche sparsa sui prati intorno.
Gita in bellissimo ambiente, montagna complessivamente facile (in queste condizioni è EE), sicuramente merita una visita!



Manzol laggiu, vista dal rifugio

Il canale

Dal colle verso la cima

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Oggi prima sociale del gruppo Shankatos in formazione tipo: io con la tendinite e due scarpe diverse (stendo un velo pietoso), karko con mezzo ginocchio, inox1 con lombare e inox2 con cervicale...mancava solo il nostro pedrito per completare l'acciaccometro. Eppure la Glucai c'e' sempre, e alla fine ci siamo confrontati dignitosamente con questa cima delle Guglie, salendo i suoi circa 900 m in due ore, ma vedendo ahinoi ben poche guglie.
La gita: dopo infinita sterrata da Sampeyre, si supera la localita' Colletto di Sopra e, in corrispondenza di una grossa croce, si parcheggia e si prende il sentiero a sx, indicazione lago di Luca. La traccia si perde e ritrova nell'erba alta, supera un alpeggio, ma il colle da raggiungere sulla sx e' molto evidente. Per dolci pianori, su pascoli magri, si raggiungono alcuni invasi di laghetti ormai estinti, fino a sbucare sempre su sentiero al bellissimo lago di Luca. Che bell'ambiente, reso intimo dalle nebbie che salivano.
Costeggiata la riva dx del lago, si prosegue su traccia - qui poco evidente - fino a raggiungere le sovrastanti pietraie e infine il colletto a 2644, anche questo evidente. Un piccolo nevaio trascurabile da attraversare, poi si volge a dx e per ripida traccia si giunge in cima tra sfasciumi e erba. Dal lago alla cima EE, nessun passaggio significativo.
Poca visuale purtroppo in vetta, la sud del Viso oggi e' timida, e sale freddo dalla valle.
Scendiamo veloci dal lato opposto su tracce di sentiero, raggiungendo la dorsale che va verso la Rasciassa per completare l'anello. Ma l'incombere delle nebbie ci consiglia di ripiegare nuovamente verso il lago di Luca, con una facile variante su pendii erbo-pietrosi. Da qui veloce discesa lungo il tracciato di salita.
Bell'ambiente, completato mezzo anello, il sentiero e' comunque ben remunerativo fino in cima. Oggi un plauso speciale alla grande compagnia! Che pazienza che avete con me!

Lago di Luca

Nebbie in cima

Pendio est di discesa
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Ok
Bella ennesima sgambata su questo monte di casa, credo sia la numero 8. Ma il Genevris mi piace sempre tanto. Conosco questi boschi e mi trasmettono pace. Oggi partito dai dintorni dell'ex rifugio Genevris (sterrata dal rif. Sperimentale) proseguito sulla carrareccia per 200/300 m e poi tirato su per la ex-pista 35 fino al Tuasieres. Poi ancora su dritto ripido verso il colle, tagliato a Sx prima di raggiungerlo per beccare la comoda cresta SO. Tutta pulita, molto panoramica sull'alta valsusa ancora parecchio innevata in alto. Molte marmotte in giro, bellissimi silenzi, giornata di una limpidezza memorabile.
Giudizio Complessivo :: ** / ***** stelle
Passeggiata tardo-pomeridiana in zone poco frequentate. Da valdellatorre ho raggiunto la poderale che porta alla partenza dei parapendii, per poi prendere la cresta sud del Rosselli e raggiungere la sua cima su buon sentiero. Da qui sono sceso alla Bassa delle Sette, da cui per comodo sentiero in 20' si raggiunge sull'altra cresta, volendo, la cappelletta della Madonna della Neve.
Proseguendo invece sulla cresta in cui mi trovavo, ho iniziato a ravanare e fra arbusti, sentiero vago, erbetta secca alta fastidiosa, ho raggiunto la cima del Lera abbastanza faticosamente. Questo tratto e' brutto, sembra di camminare a Mordor....alberi rinsecchiti, il tempo maffo, strane rocce...bah. Tornato con piacere alla bassa, ho fatto l'anello scendendo giu' di qua verso la poderale iniziale, in un bel bosco dove ho incontrato anche 3 camosci. Sentiero ben segnalato con paline e tacche blu. Rosselli carino, Il Lera direi deludente. Percorso comunque molto molto panoramico su Torino e la sua piana.
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Oggi essendo obbligato a partire tardi, e vedendo il vento che infuriava lassu', ho optato per una salita escursionistica. Ero gia' stato al Bellavarda e in effetti mi ricordavo di questa stairway to heaven che non molla un singolo metro per oltre 1200. Oggi ne ho avuto la riconferma, ma la smazzata e' stata buona visto l'ottimo clima (freddo) che invitava a muoversi. Da san domenico (1770 m) tenere la sx, lungo il sentiero a tacche biancorosse, per non finire su traversi sbagliati che portano ai vari alpeggi sparsi a raggio su questo versante molto assolato. Dal colle si trova neve: io persevero nella mia specialita' maso-stupida di portare a spasso i ramponi, ma oggi in effetti potevano servire: io non li ho usati per pigrizia, ma il ragazzo prima di me si. In effetti si attraversano tratti nevosi tra cui in un paio e' meglio non scivolare, quindi il giudizio riguardo l'utilizzo e' molto personale. Tuttavia penso che in pochi gg si sciolgliera' tutta, se non nevica.
Gita bella e molto aperta: la testata della valgrande e' superlativa, lassu' il vento era fortissimo ma anche qui a tratti si faceva sentire. Poca gente, tre ragazzi che salivano da Cantoira e un'altro che scendeva.
I
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Tutte le sue gite

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    Sella (Rocca) Via Amici (21/07/14)
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    Vallette (Cima delle) dal Colle dell'Assietta e il Gran Serin e il Gran Pelà (13/06/14)
    Pintas (Monte) da Pian dell' Alpe (08/06/14)
    Mulattiera (Punta della) da Puy (01/06/14)
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    Moncrons (Punta di) da Sauze d'Oulx (01/12/13)
    Jafferau (Monte) dai Bacini Frejusia (25/11/13)
    Cialancia (Punta), Punta Cornour, Punta Founset dal Lago Lauson, anello per il Passo del Roux (07/11/13)
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