Joker


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Revival di questa gran classica, in versione tardo-pomeridiana.
Fa abbastanza impressione pensare che sono venuto quassù l’ultima volta 19 anni fa....praticamente una vita.
L’ambiente è sempre notevole, lo Chaberton regala sensazioni antiche ed è impetuoso nella sua mole, ma il percorso l’ho trovato un po’ palloso, mentre il ricordo era molto diverso..segno anche di come le passioni siano mutevoli nel tempo. L’impegno fisico è da non sottovalutare, sono circa 15km a/r con 1300m di dislivello (anche questa percezione è cambiata, purtroppo!!).
La stradina parte poco prima del village du Soleil, all’ingresso di Monginevro. Si segue una carrozzabile nel bosco per 20 min, poi questa si biforca e si deve seguire la diramazione di sx. Si continua lunga la bellissima valletta, con le barricate dello Chaberton alla nostra destra, fino a sbucare alla partenza di una seggiovia. Qui si vede molto evidente il sentiero che porta al colle, che si intercetta superando l’invaso asciutto del fiume. Il tratto da qui al colle è lungo e si svolge su terreno antipatico, un sentiero polveroso ricoperto da detriti....l’occhio non riesce a fuggire verso nessun orizzonte, davanti solo il colle che incute fatica; tratto faticoso, l’unica cosa da fare è testa bassa e pedalare.
Dal colle si apre tutto, si segue quindi la dorsale evidente che porta in cima. O lungo la strada (na palla) o lungo i ripidi tratti che la tagliano (detriti faticosi). Sono ancora 500m fin su, quindi non è breve.
In cima la sensazione è strana, e questa già la ricordavo; con sta spianata gigante e le torri si respira qualcosa di lievemente artificiale che non appartine al senso montano, tuttavia lo spettacolo panoramico è circolare e veramente favoloso perchè pochi monti svettano come questo.
Ritorno sul far della sera ed alla macchina al tramonto.
Pomeriggio meteo fantastico col cielo blu cobalto come solo raramente c’è. Venticello fresco che asciuga le fatiche, la giornata ideale per andar per monti.


Percorrendo la valletta

Verso il colle

Dal colle, il sentiero percorso

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Manzol, montagna rude che incombe in modo dirompente sull'alta Comba dei Carbonieri. Un posto davvero incantevole, questo valloncello che si dipana timido dalla Valpellice.
Con l'auto si giunge al Rifugio Barbara, strada a tratti un po' strettina ma di piu non si può perchè il valloncello è stretto.
Dal Barbara, superati verso destra 3 ponticelli di legno sui laghetti adiacenti al rifugio, si prende un sentierino che subito non è evidentissimo (lo sono invece le belle tacche bianco/rosse), ma quasi subito acquista la sua giusta personalità e si inerpica su, verso le bastionate rocciose alla nostra destra. Raggiunto il pianoro successivo, la pendenza si abatte e si transita trasversalmente in direzione della testa del vallone, con il Granero e la Meidassa al fondo del quadro.
A un certo punto si trova un bivio con chiara indicazione verso il Colle Manzol, la si segue e ci si dirige verso la pietraia che scende dal colle stesso. Si giunge comodamente alla base del canale a circa 2400.
Da qui e fino in punta (quindi approx. gli ultimi 500m di dislivello) il tragitto non mollerà più di un millimetro, dritto e rude su per il canale. Comunque fino al colle nessuna difficoltà oggi, non c'è neve mai nel canale, solo un po' prima in due cortissimi tratti decisamente innocui. Se ci fosse neve nel canale, invece, la cosa diventerebbe decisamente più impegnativa. Le catene che si trovano nella parte alta servono proprio ad agevolare la salita in caso di neve o ghiaccio, oggi si possono non utilizzare tranquillamente.
Dal colle alla cima la traccia è più difficile da mantenere, si trova e si riperde continuamente; ci sono ometti, ma non è facilissimo e per nulla intuitivo. La traccia si tiene generalmente sotto cresta, ma in alcuni punti rientra verso il pendio. Comunque, non vi è difficoltà e nemmeno esposizione, quindi si va su tranquillamente percorrendo ciò che si trova, fino a sbucare sulla cima, bella, aerea, e panoramica. Sono arrivato su con la lingua fuori, gli ultimi 500m di dislivello sono decisamente faticosi!
In cima arrivavano le nebbie dalla Comba, quindi poco panorama di là. Ho trovato lassù due ragazzi (strano, uniche anime vive di tutto l'itinerario) saliti dal Coi. In discesa, si torna gradualmente al caldo e si rimpiangono i "quasi" 3000 appena sfiorati...
Il rifugio è aperto e ora c'è abbastanza gente, anche sparsa sui prati intorno.
Gita in bellissimo ambiente, montagna complessivamente facile (in queste condizioni è EE), sicuramente merita una visita!



Manzol laggiu, vista dal rifugio

Il canale

Dal colle verso la cima

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Oggi prima sociale del gruppo Shankatos in formazione tipo: io con la tendinite e due scarpe diverse (stendo un velo pietoso), karko con mezzo ginocchio, inox1 con lombare e inox2 con cervicale...mancava solo il nostro pedrito per completare l'acciaccometro. Eppure la Glucai c'e' sempre, e alla fine ci siamo confrontati dignitosamente con questa cima delle Guglie, salendo i suoi circa 900 m in due ore, ma vedendo ahinoi ben poche guglie.
La gita: dopo infinita sterrata da Sampeyre, si supera la localita' Colletto di Sopra e, in corrispondenza di una grossa croce, si parcheggia e si prende il sentiero a sx, indicazione lago di Luca. La traccia si perde e ritrova nell'erba alta, supera un alpeggio, ma il colle da raggiungere sulla sx e' molto evidente. Per dolci pianori, su pascoli magri, si raggiungono alcuni invasi di laghetti ormai estinti, fino a sbucare sempre su sentiero al bellissimo lago di Luca. Che bell'ambiente, reso intimo dalle nebbie che salivano.
Costeggiata la riva dx del lago, si prosegue su traccia - qui poco evidente - fino a raggiungere le sovrastanti pietraie e infine il colletto a 2644, anche questo evidente. Un piccolo nevaio trascurabile da attraversare, poi si volge a dx e per ripida traccia si giunge in cima tra sfasciumi e erba. Dal lago alla cima EE, nessun passaggio significativo.
Poca visuale purtroppo in vetta, la sud del Viso oggi e' timida, e sale freddo dalla valle.
Scendiamo veloci dal lato opposto su tracce di sentiero, raggiungendo la dorsale che va verso la Rasciassa per completare l'anello. Ma l'incombere delle nebbie ci consiglia di ripiegare nuovamente verso il lago di Luca, con una facile variante su pendii erbo-pietrosi. Da qui veloce discesa lungo il tracciato di salita.
Bell'ambiente, completato mezzo anello, il sentiero e' comunque ben remunerativo fino in cima. Oggi un plauso speciale alla grande compagnia! Che pazienza che avete con me!

Lago di Luca

Nebbie in cima

Pendio est di discesa
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Ok
Bella ennesima sgambata su questo monte di casa, credo sia la numero 8. Ma il Genevris mi piace sempre tanto. Conosco questi boschi e mi trasmettono pace. Oggi partito dai dintorni dell'ex rifugio Genevris (sterrata dal rif. Sperimentale) proseguito sulla carrareccia per 200/300 m e poi tirato su per la ex-pista 35 fino al Tuasieres. Poi ancora su dritto ripido verso il colle, tagliato a Sx prima di raggiungerlo per beccare la comoda cresta SO. Tutta pulita, molto panoramica sull'alta valsusa ancora parecchio innevata in alto. Molte marmotte in giro, bellissimi silenzi, giornata di una limpidezza memorabile.
Giudizio Complessivo :: ** / ***** stelle
Passeggiata tardo-pomeridiana in zone poco frequentate. Da valdellatorre ho raggiunto la poderale che porta alla partenza dei parapendii, per poi prendere la cresta sud del Rosselli e raggiungere la sua cima su buon sentiero. Da qui sono sceso alla Bassa delle Sette, da cui per comodo sentiero in 20' si raggiunge sull'altra cresta, volendo, la cappelletta della Madonna della Neve.
Proseguendo invece sulla cresta in cui mi trovavo, ho iniziato a ravanare e fra arbusti, sentiero vago, erbetta secca alta fastidiosa, ho raggiunto la cima del Lera abbastanza faticosamente. Questo tratto e' brutto, sembra di camminare a Mordor....alberi rinsecchiti, il tempo maffo, strane rocce...bah. Tornato con piacere alla bassa, ho fatto l'anello scendendo giu' di qua verso la poderale iniziale, in un bel bosco dove ho incontrato anche 3 camosci. Sentiero ben segnalato con paline e tacche blu. Rosselli carino, Il Lera direi deludente. Percorso comunque molto molto panoramico su Torino e la sua piana.
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Oggi essendo obbligato a partire tardi, e vedendo il vento che infuriava lassu', ho optato per una salita escursionistica. Ero gia' stato al Bellavarda e in effetti mi ricordavo di questa stairway to heaven che non molla un singolo metro per oltre 1200. Oggi ne ho avuto la riconferma, ma la smazzata e' stata buona visto l'ottimo clima (freddo) che invitava a muoversi. Da san domenico (1770 m) tenere la sx, lungo il sentiero a tacche biancorosse, per non finire su traversi sbagliati che portano ai vari alpeggi sparsi a raggio su questo versante molto assolato. Dal colle si trova neve: io persevero nella mia specialita' maso-stupida di portare a spasso i ramponi, ma oggi in effetti potevano servire: io non li ho usati per pigrizia, ma il ragazzo prima di me si. In effetti si attraversano tratti nevosi tra cui in un paio e' meglio non scivolare, quindi il giudizio riguardo l'utilizzo e' molto personale. Tuttavia penso che in pochi gg si sciolgliera' tutta, se non nevica.
Gita bella e molto aperta: la testata della valgrande e' superlativa, lassu' il vento era fortissimo ma anche qui a tratti si faceva sentire. Poca gente, tre ragazzi che salivano da Cantoira e un'altro che scendeva.
I
Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) umida
note su accesso stradale :: ok fino al ponte
attrezzatura :: scialpinistica
Inizialmente doveva essere Dormillouse, ma Adri e Robi hanno proposto la Dorlier ed è stata una gran Dorlier! Complimenti per la scelta, tra l'altro nessuno di noi l'aveva ancora fatta. Spettacolo cosmico la discesa lungo il pendio della direttissima SO, bellissimo, stupendo firn senza parole, pendio dritto e ripido sui 35, meraviglia! Unico neo, è corto (200m circa). L'ho fatto per seguire il mio zaino che era rotolato giu fino in fondo... anzi grazie al simpatico skialp che ha sceso il pendio prima di me recuperando le mie chiavi della macchina (!) e il mio cellulare.
La salita è tutta in comune con quella della Dormillouse fino al pianoro a 2500m, scordatevi di calzare gli sci prima delle grange Chabaud (portage sui 30min). Poi qualche ghiaccetto affiorante (siamo saliti e scesi presto. obbligatorio!). Quando a 2550 si prende a sx per la Dorlier, si deve seguire una dorsale piuttosto ripida, che infine diventa cresta e negli ultimi metri è abbastanza stretta. La discesa può avvenire dalla dorsale, bellissima lo stesso, o dal pendio diretto, oggi spettacolare (ma fatelo solo se le condizioni sono strasicure). La neve è bella anche sotto, non piu firn cotto a puntino da 5 stelle e fischia come sopra, ma piu marcetta seppur mai sotto le 4 stelle fino alle grange. Tutto quello che ho detto vale se scendete per le 11 al max, poi sicuramente non è più cosi. Bellissima compagnia degli inox e gran bella gita.



Verso la Dorlier a sx, la Dormillouse a dx

Cresta della Dorlier dalla vetta

Arrivo in cima
Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: umida
neve (parte inferiore gita) :: umida
attrezzatura :: scialpinistica
Oggi festeggiamo la primavera con una superclassica, visto che i commenti di ieri non erano buoni non ci siamo sentiti di andare altrove. Partiti io e frank con basse aspettative, arriviamo in cima fra i primi e gia' ci stiamo per accontentare di discendere in traccia. Ma il lupo delle nevi la pensa diversamente, e cosi frank mi convince a scendere dal plateau: morale, bella discesa, al di la' di ogni piu' rosea aspettativa...certo non 5 stelle, ma bella marcetta primaverile, belle curve e gran soddisfazione. Bravo lupo! Tener conto che comunque siamo scesi presto, verso le 10, dopo non so cosa sia diventata dato il caldo notevole. Arrivati alle piste, abbiamo proseguito ancora un po' nel bosco trovando manto piu' umido ma sempre buono. Giornata meteo super
Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) umida
note su accesso stradale :: ok
attrezzatura :: scialpinistica
Bella gita, per fortuna sono partito presto, fra i primi, dopo è arrivato il mondo! Da Buthier si sale per traccia molto ben battuta, la via classica per questa gita si tiene verso dx, seguendo intuitivamente la direzione del ripetitore che si vede già alla partenza. Primi tratti belli aperti, si incontrano degli alpeggi, poi il bosco e infine questo si dirada. Si segue la cresta, molto bella. Mi sono fermato qui (1000m van bene lo stesso) perché arrivava il brutto tempo (alla partenza non c'era una nuvola)...peccato, la parte finale sembrava bella. La neve è bella, sempre sciabile anche nel bosco, tutto è però tritatissimo. Una marea di gente che saliva mentre io scendevo.
Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
attrezzatura :: scialpinistica
Torno oggi al Sigaro dopo molti anni, stavolta con Marco. Giornata velata, il sole non ha lavorato e forse è stato meglio cosi.
La gita è stata tutta diversa dall’altra volta, dato che non si parte più dalla diga di Beauregard ma da Valsavarenche (Hotel Foyer, ben indicato). Anche il vallone di salita è un altro, si trova più a valle di quello di prima ed è un po’ meno dolce ma comunque tranquillo. Però è magnifico come il precedente, che bellezza la Valgrisenche!
Dal Foyer una strada conduce verso la diga e ci passa di fianco, bellissimo il lago tutto bianco da su. Dopo 20/30 min si trova una galleria e si devono togliere gli sci (50m); subito all’uscita si devia su a dx per una traccia molto evidente, che conduce a una serie di case abbandonate e una bella chiesetta, dove ci si innalza per un pendio più ripido. Al suo culmine, aggirata una a dx gobba, si trova un altro alpeggio e si entra nel bellissimo vallone superiore, dove cominciano a vedersi compiutamente le grandi montagne della testata. Da qui si scorge bene anche la Becca di Pre d’Aumont, di cui il Sigaro è un piccolo gendarme della cresta (non lo definirei nemmeno anticima).
Il vallone superiore è molto dolce e suggestivo, si va su per dossi e si giunge infine ai piedi del pendio finale facile e comodo che porta alla base del Sigaro a 2800 circa.
Per la discesa, ovviamente si puo’ compiere anche dall’altra parte (facendo la gita che fu), ma noi abbiamo scelto la via di salita per i pendii molto belli e le condizioni sicure della neve.
La neve, già : decisamente meglio del previsto la parte alta, neve asciutta dove si tirano belle curve cercando le zone meno tritate e le esposizioni favorevoli, ma niente male. Successivamente si trova un po’ di crosta ma non sfondosa (meglio che il sole non sia uscito troppo..) e quindi ancora ben sciabile. Non bello invece l’ultimo pendio più ripido della chiesetta, neve di strana consistenza, crostina infida non portante, sastrugi.Da qui si prende la stradina e la discesa è comoda, anche se arrivati sopra la diga si deve spingere un po’ ed è una rottura.
Bella gita. L’ambiente è sopra tutto, immenso. La neve tutto sommato buona, la compagnia di Marcolino impagabile, insomma chi ce lo faceva fare di andare a lavorare??


Dolci pendii a metà salita

In vista del Sigaro

...so cosa vuol fare

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Tutte le sue gite

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    Moncrons (Punta di) da Sauze d'Oulx (01/12/13)
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