Joker


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Oggi non avevo voglia di andare sulla neve, viste le condizioni generali. Pensavo a una gitarella corta, invece l'anello completo e' discretamente lungo seppur con dislivello contenuto. Non sono partito dal tornante q.1289 ma da piu' in alto, quasi dove la strada finisce, in corrispondenza di un curvone si trova un cartello che indica vari sentieri. Ci si inerpica nel vallone, si supera il fiume e dopo....mi sono perso! ( quindi non seguite le mie tracce). Ho tirato su dritto verso la Cressa, raggiunta in 1h e 1/2, molto bella e panoramica, con neve negli ultimi 100m ma nessun problema. Da qui per cresta panoramica si giunge al Bec di Nona anch'esso molto carino e panoramico. Dal bec mi sono buttato giu per i pendii sud, non trovando il sentiero di discesa. Senza giungere a trovinasse, ho intercettatto una carrareccia e con lungo giro sono tornato alla macchina reperendo il sentiero iniziale.
Bella gita ma avventurosa, penso che partendo dal tornante giusto non si debba ravanare tanto come ho fatto io. Ma il tutto ha reso comunque avventurosa e appagante questa bella gita.
Un caro saluto al glucai-president! Questi sono i tuoi posti e sono davvero belli!

In punta alla Cressa

La cresta del bec

Cima del bec
Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: polverosa
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
note su accesso stradale :: Nessuno
quota neve m :: 2100
attrezzatura :: scialpinistica
Oggi avevo previsto una gita allo genevris, ma giunto al rifugio sperimentale c'erano le caprette che brucavano...(per non parlare della verdissima clotes, non un filo di neve). Dunque ho proseguito col 4x4 fino a sopra ciau pais..nulla..la neve non c'e'! Incredibile! L'ho poi trovata solo a pian della rocca, dove ho messo gli sci e seguendo le piste sono andato verso il triplex. Il primo pezzo e' cosi cosi, tra i cannoni fastidiosi che sparano. Dallo chalet mollino (che emozione vederlo tutto vuoto!) cambiano le condizioni e si arriva in Canada: il famoso pistone che dallo chalet va alla marmotta e poi alla cima del triplex e' uno spettacolo, nessuno di nessuno e powder sballoso sia in pista che nel bosco che ovunque! In cima freddo -5 e tanta neve. Amo sauze, ma cosi (impianti chiusi, nessuno, silenzio) ancora di piu'. Raro vedere i nostri monti in queste condizioni di solitudine, sono davvero affascinanti. La gita e' corta e facile, fattibile solo in casi particolari come oggi. Un saluto ai due skialp che accompagnavano un bravissimo skialpino di 9 anni. Bravi!!
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Bellissima chicca, a cui pensavo da tempo, gita entusiasmante che merita 5 stelle piene. Condizioni perfette.
Parcheggiata l'auto alle Bergerie della Balma (la strada non è buona nell'ultimo tratto), si passa il ponte e si prende un evidente sentiero che con percorso un po' "barocco" porta fronzolando qua e là. Finalmente, dopo un bivio, si trovano tacche rosse e bianche (e talvolta verdi) che conducono più decisamente (molto decisamente) su per lo splendido selvaggissimo vallone che punta al colle. Il fiume, talvolta ghiacciato, non va mai superato: si sale seguendo il sentiero e comunque su evidenti costoni, che poi diventano creste, fino al punto in cui si taglia decisamente verso il colle 2955. Il taglio non pone alcun problema con le condizioni odierne (tutto asciutto).
Al colle inizia la cresta SE, molto estetica, che presenta subito un salto di circa 20m, con tratti di II/II+ in esposizione. Corda fortemente consigliata, soprattutto per scendere disarrampicando. Non consiglio di avventurarsi a cercare di evitare il salto di cresta a dx o sx, pendii molto ripidi che non mi hanno dato molto affidamento.
Dopo qs primi 20m, la cresta continua e si può seguirne il filo (come abbiamo fatto noi), trovando passi di II+, oppure seguirla solo parzialmente (max II) aggirando alcune asperità per un aerea traccia di sentiero che si affaccia sui versanti.
Giunti a dove la cresta si abbatte, (il tratto citato da alcune guide come quello dove "sembra di camminare sul coronamento di un muro), resta un percorso molto estetico e caratteristico che facilmente porta in cima.
Nel complesso gita da affrontare con dovuta esperienza e con materiale alpinistico, la cresta non è mai difficile ma è sufficientemente esposta e può essere insidiosa soprattutto in discesa o con verglass (non oggi).
L'ambiente è superlativo, così come questa cima poco frequentata ma davvero meritevole.

Marculin in salita nel vallone

Marco che mi aspetta

La parte finale di cresta

[visualizza gita completa]

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Giornata fantastica, per me la migliore in assoluto di quest'anno. Non una nuvola, calda ma con una brezzolina leggerissima e fresca il giusto, cielo terso e limpido. Il massimo!
Sembrava quasi l'estate che non c'è stata.
La gita al Barrouard si svolge in luoghi abbastanza selvaggi e non molto frequentati (almeno in questa stagione..), e il posto è decisamente bello con la testata della Valgrande sempre di fronte, la Ciamarella imponente e bianchissima e la Levanna che si tocca col dito.
Dai piano dei Gias, dove si lascia la carrareccia, il percorso al Barrouard è una scala di 945m di dislivello che non molla di un centimetro, sempre dritta, su per il pendio e poi la cresta sempre in pieno Sud.
La strada si abbandona in corrispondenza di un sentiero ben marcato, che dopo si perde (tracce di bestiame) ma si ritrova più in alto, insieme ad alcuni ometti, nel momento in cui si aggancia l'evidente cresta.
Poi, come detto, su alla disperata sempre dritti fino al tratto finale un po' più roccioso. Ottimi panorami che si aprono ulteriormente in punta. Non si tocca neve.
Giornata spesa benissimo, in compagnia di karko e di due simpatici ragazzi incontrati in cima con cui abbiamo condiviso la discesa.

Cresta di salita

Quasi arrivati

Cima e Levanna
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Giornata dai colori magnifici, attorno ai 2100 abbiamo bucato le nuvole e il sole ci ha poi accompagnato per tutto il giorno. La gita e' un po' per amatori del genere "detriti mobili a gogo'".
Dai rifugi di valle stretta si arriva comodamente al lago, e subito prima di raggiungerlo bisogna deviare a dx verso una traccia (curiosamente non raccordata al sentiero principale per un centinaio di m), oppure su diretti per i prati. Si supera un altro bel laghetto e poi il pendio diventa pietroso, e per tracce non evidentissime si raggiunge il colle 2492m.
Successivamente si risale la cresta a sx del colle, inizialmente per traccia su ripido pendio molto mobile, poi piu' comodo quando la cresta si restringe. Si giunge ad un tratto orizzontale panoramico e subito dopo le cose diventano piu' impegnative. In corrispondenza di un saltino, il sentiero passa sotto la cresta lato est, ma non e' buono, anzi e' franoso ed in parte non piu presente per via della natura molto instabile del terreno. Le guide che davano questa gita per E credo siano ormai obsolete....
La via migliore da qui consiste nell'affrontare un piccolo camino leggermente esposto (I) e salire in cresta, e successivamente seguire la cresta stessa o il sentiero dove questo non e' franato o pericoloso. In tal modo, con un percorso abbastanza aereo al limite EE/F si raggiunge il castello finale e la vetta della Rocca di Thures. Attenzione in discesa per il terreno.
Ambiente autunnale incantevole e gran compagnia di SL e KK.

Il punto dove si trova il camino

Ultime rocce prima della cima

La guglia rossa si specchia

[visualizza gita completa]

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Se il buongiorno si vede dal mattino, questo autunno promette di regalare bellissime giornate, terse e colorate come oggi.
La gita alla Punta Charrà offre un percorso molto vario e suggestivo, panoramico dal primo all’ultimo metro.
Io sono partito dal Colomion (dislivello sugli 800m, sviluppo lineare lunghetto), ma ci vuole un’auto adatta perchè la carrozzabile non ha fondo buono. In alternativa, si può partire da Puys e raggiungere il Passo della Mulattiera attraverso un bel sentiero nel bosco, passando dalla Madonna della Sanità, ma il dislivello diventa 1400m. Giunti al Passo, circa 1h dall’auto, un sentierino si inerpica dietro il baraccamento militare e quasi subito inizia la ferrata degli alpini. Non è propriamente una ferrata, ma un sentiero straordinariamente suggestivo che taglia tutta la ripidissima parete N della Charra ed arriva al Passo della Sanità. Ci vuole circa 1 h per percorrerlo, 200m di dislivello, e poco più di un km di sviluppo. Il sentiero sfrutta una serie di cenge naturali e di tratti scavati nella roccia dagli alpini nel ’37, un’opera sicuramente grandiosa, ed è agevolato quasi in continuo da catene e cavi metallici (assicurarsi che tengano, perchè alcuni sono mal messi), ai quali volendo ci si può assicurare. La larghezza varia da 1 a 1,5m, quindi c’è spazio sufficiente, ma attraversa tratti esposti e quindi non lo consiglio a neofiti o inesperti: pur essendo un tratto facile e di grande fascino per gente abituata, ci vuole piede fermo e molta attenzione – soprattutto in discesa - per via dei fini detriti che lo ricoprono. Bisogna indossare il casco, poichè c’è qualche rischio di scariche, soprattutto nell’attraversamento dei canaloni.
Giunti al passo della Sanità, si segue un sentierino coi bolli rossi che risale sottocresta il versante sud. Anche questo sentiero a mio avviso è non banale, attraversa qualche tratto di arrampicata ed è anch’esso sostanzialmente sfasciumoso. Io ho preferito percorrerlo solo in discesa, mentre in salita ho tenuto il più possibile il filo di cresta che è molto bello e divertente (anche qui ci sono dei bolli rossi ma poi si perdono). Preferibilmente ci si tiene sul lato sud, ma in un paio di occasioni si è obbligati a passare sul lato N, che è più esposto. Comunque nulla di complicato: dopo un’antecima, in circa 45 minuti dal passo si giunge sulla cima.
Complessivamente, la gita richiede certamente un minimo di eperienza, ma offre un percorso arioso, decisamente insolito e molto caratteristico. E’ un angolo unico della Valle di Susa, che vale senza dubbio la pena di visitare per la sua valenza storica e paesaggistica.


Un tratto della ferrata

scorci di ValSusa

Ultimo tratto di cresta

[visualizza gita completa]

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Molta gente come al solito a pian del re, giornata bellissima all'inizio ma poi sono salite le nebbie della valle po.
Abbiamo fatto il sentiero della cascatella, il percorso rende sempre molto tranne nei tratti in cui si costeggiano i laghi.
Ultimi 200 m divertenti in ambiente di alta montagna, a tratti aereo, ma con difficolta' limitate. Il canalino di attacco e' stata la parte piu ostica, dato che era ancora bagnato per le piogge della notte. Si risale comunque facilmente grazie alla corda. Per il resto, solo attenzione a dove si mettono i piedi e alle rocce bagnate, si trova qualche tratto di I e un paio di II ma non c'e' esposizione particolare.
Gita nel complesso molto bella, obbligatorio usare il casco.
Bravissima silvietta che e' venuta su senza il minimo problema.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Salito sulla Meja in "tramonturna", a causa di impegni famigliari, questa gita mi ha regalato colori stupendi. Partenza alle 18,15 dalle baracche in rovina (scendere con l'auto per circa 10 min dopo il colle Valcavera per raggiungerle), su tracce si raggiunge in breve il colle d'Ancoccia e poi su sentiero in 30 min la base della parete.
La vista della Meja dal colle è impressionante: difesa da fasce di rocce verticali, pare impossibile salirla.
L'accesso al cengione è difeso da 10-15 m di roccette che possono essere un I ma sono agevolate da cavo metallico, quindi nessun problema. Il cengione è facile (sentiero). Il canale finale seppur desti un minimo di impressione alla prima vista, si fa salire molto facilmente ed il passaggio di II che lo divide a metà non dà problemi essendo anche agevolato da catena (utile più che altro in discesa o se bagnato). Dopo il canale si riprende per un attimo la cresta SE e si è sulla vetta. Splendido panorama sul sole che scende nell'aria serena.
Gita facile, unici pericoli oggettivi a mio avviso i detriti che ricoprono praticamente tutto il percorso (si può scivolare) e le pietre che potrebbero cadere dall'alto (utilizzare il casco).
Ambiente spaziale, questa non è solo una bellissima montagna ma tutto attorno l'ambiente è davvero bello. Molti stambecchi, gracchi e marmotte che si godevano le ultime luci del giorno. Alla macchina con i lumicini delle stelle che si accendevano.


La Meja dal colle d'Ancoccia

Lungo il cengione

Il canale alto

[visualizza gita completa]

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Bella, bellissima. Da tempo lumavo questa gita dalle sfumature particolari: tutta fuori sentiero, su terreni piuttosto impervi ma non difficili, in luoghi dimenticati estremamente solitari e selvaggi, solo noi tre sul percorso, la montagna pura. Bellissima. Ma ovviamente solo se siete amanti del genere, altrimenti sarete di parere diverso.
La relazione tecnica di pinin è ottima: da Ostafa si prende a dx in leggera discesa il sentiero 12 verso il pinter, si passa sotto la seggiovia e dopo 10 minuti (prima di attraversare il fiume, vedi foto coi bolli), in corrispondenza di una zona con alcuni grossi massi, si lascia il sentiero e si sale su per il vallone.
La traccia si perde inevitabilmente subito, e dunque si risalgono i ripidi prati sovrastanti (30-35) a muzzo, tenendosi preferibilmente sulla sx (direzione di salita). Poi inizia la pietraia, ma non è fastidiosa, ben compatta, ometti ogni tanto, e facilmente si giunge al colle Nord di Testa Grigia q. 3011(per identificarlo dal basso, prendere come riferimento due gendarmi evidentissmi, il colle è tutto a sx). Il colle da' accesso al lunare pianoro sovrastante, dove un po' più avanti si trova il sentiero di Gressoney. Ancora alcuni innocui nevai su questo percorso in piano che porta al colle fra i due Rothorn.
Dal colle, una traccia risale la cresta del grande Rothorn. Il terreno si fa più ripido e aspro, e in breve, tra saltini, si arriva sul terrazzo più facile che precede la vetta. Il famigerato camino che avevamo visto in molte relazioni, non l'abbiamo trovato.... O meglio: forse si, se era lui, ma non è di certo un passaggio chiave, dato che la traccia lo aggira traquillamente per facili balze (forse I), a mio avviso non alpinistiche. Giunti in cresta si arriva facilmente alla vetta per un passo al max di I. Panorama strepitoso data la posizione(siamo stati fortunati con la giornata).
In discesa facilmente si tocca anche il piccolo Rothorn, e noi siamo poi risaliti al Bec Forcu (3041m), chiudendo cosi con 3 tremila questa bella giornata. Discesa per la via dell'andata, da fare con più attenzione della salita, data la ripidità.
Gita condivisa con i leggendari Inox Adriana e Roberto, sempre pronti e in splendida forma. A mio parere, la gita è di livello EE grasso, non di più, ma dalle sfumature molto particolari.

Il masso dove si lascia il sentiero

Il colle N di Testa Grigia è l'intaglio a sx

Rothorn dal Bec Forcù

[visualizza gita completa]

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Bellissima giornata colta al volo, abbandonando l'ufficio al suo destino...
Partito molto presto, ottimo clima, nessun problema fino al Buco, due lingue di neve innocue.
Il buco e' attualmente agibile (ma mi dicono che ad agosto chiudera' per un po'). Uscito dal buco come al solito rischiando gli zebedei contro la grata, e in piu con un muro di neve a occluderlo dalla parte francese, ma e' stato ricavato un passaggio e alla fine si esce tranquillamente.
Seguito le sempre perfette indicazioni di Pedro, si scende lato francese per 100m e si individua un canalone (il secondo, bollino giallo e ometto) sul quale ci si inerpica fino a uscire a sx su un colletto, dal quale appare il Granero. Questo canalino ha fondo infido, direi schifoso, pietrisco, pietrini, pietroni, tutto abbastanza instabile quindi fare attenzione nel salirlo, seppur per nulla ripido e' la parte piu' "brutta" della salita. Dal colletto, ho cercato ometti per un quarto d'ora non trovandone, allora ho iniziato una specie di semicerchio sulla pietraia cercando di non perdere troppa quota, e in effetti dopo un centinaio di metri ho reperito la via degli ometti. Molti stambecchi, anche vicini, in questo selvaggio bellissimo vallone.
Proseguendo a vista con gli ometti si giunge al canale di salita del granero (la biforcazione di dx, che anche se non sembra portare direttamente alla vetta e' quella giusta).Il canale e' meno sfasciumoso del precedente, ma piu lungo e con alcuni tratti di I. Tutto facile, no esposizione.
Bellissima l'uscita in vetta: un castelletto un po' piu' aereo (forse tra I+ ma facile e appigliatissimo) e si giunge di colpo in cima, con panorami enormi dovunque.
In cima incontrato una simpatica famiglia di 3 persone che saluto, giunte dalla val pellice.
Gita un po' di ricerca, indaginosa, con tratti di terreno insidioso e bei panorami, alcuni saliscendi (il dislivello totale dal pian del re e' alla fine sui 1300), luoghi selvaggi (dopo il buco), Credo sia comunque la via piu breve e facile al granero dalla valle po. Consigliabilissima a patto che piacciano i tratti fuori sentiero lungo canalini e pietraie.

Canalone del Granero (a dx)

Poco sotto la cima

Uscita in vetta

[visualizza gita completa]

Non puoi contattare gli altri gulliveriani se non sei un utente registrato. Vai alla pagina di registrazione .

Tutte le sue gite

  • Rocciamelone da la Riposa (13/09/19)
    Almiane (Punta di) dal Ponte d'Almiane (24/05/19)
    Cialma (la) o Punta Cia da Carello (08/04/19)
    Patanua (Rocca) da Prarotto (30/03/19)
    Ostanetta (Punta) e Punta dal Razil o Rumelletta da Ostana, anello per Punta Selassa (10/12/18)
    Orsiera (Monte) dal Rifugio Selleries per la Via Normale del Canalone E (28/09/18)
    Rocciamelone da la Riposa (08/08/18)
    Triplex (Monte) e Roc Noir da Sauze d'Oulx (16/06/18)
    Valfredda (Punta) dal Ponte d'Almiane (25/05/18)
    Jafferau (Monte) dai Bacini Frejusia (30/04/18)
    Cervetto (Testa di) da Meire Bigorie (20/04/18)
    Saurel (Cima) da Bousson (13/03/18)
    Cialma (la) o Punta Cia da Carello (28/01/18)
    Vaccare (Trucco delle) e Pilone Madonna della Neve da Frais (13/01/18)
    Bosco (Cima del) da Thures (20/12/17)
    Melmise (Punta) da Bardonecchia, Sentiero di cresta (16/11/17)
    Bard (Cima di) da Grange dell'Arpone per la Capanna Vacca (21/10/17)
    San Giuseppe (Croce) da Vazon (24/09/17)
    Gran Vallone (Cima del) o Pointe de Peaumont da Rochemolles per il Passo di Roccia Verde (22/09/17)
    Genevris (Monte) da Sauze d'Oulx (10/09/17)
    Pierre Menue o Aiguille de Scolette Via Normale dalla Diga di Rochemolles (04/08/17)
    Bianca (Rocca) dal Colle dell'Agnello (28/07/17)
    Rocciamelone da la Riposa (17/06/17)
    Almiane (Punta di) dal Ponte d'Almiane (22/05/17)
    Coin (Testa del) dal Ponte d'Almiane (22/04/17)
    Bossola (Cima) da Pian Benecchio (27/03/17)
    Pala Rusà (Punta) da Pian Benot (17/02/17)
    Triplex (Monte) da Sauze d'Oulx (28/11/16)
    Colombo (Monte) da Schiaroglio (30/10/16)
    Quattro Sorelle (Punta) da Bardonecchia per il Poggio Tre Croci (09/10/16)
    Gran Guglia da Bout du Col, anello per il Lago Verde (25/09/16)
    Vergia (Punta) da Bergerie Balma (06/09/16)
    Casses Blanches da Grange Hubert (23/08/16)
    Genevris (Monte) da Sauze d'Oulx (17/08/16)
    Vallonetto (Cima del) dal Colletto Pramand (11/08/16)
    Moncrons (Punta di) da Traverses per il Col Bourget (08/08/16)
    Cialancia (Punta), Punta Cornour, Punta Founset dal Lago Lauson, anello per il Passo del Roux (05/08/16)
    Sella (Rocca) Via Amici (01/08/16)
    Rocciamelone da la Riposa (16/07/16)
    Chaberton (Monte) da Montgénevre per il Colle dello Chaberton (07/07/16)
    Manzol (Monte) dal Rifugio Barbara Lowrie (24/06/16)
    Guglie (Punta delle) da Colletto (12/06/16)
    Genevris (Monte) da Sauze d'Oulx (20/05/16)
    Lera (Monte) e Monte Rosselli da Valdellatorre per la Bassa delle Sette (28/04/16)
    Bellavarda (Uja di) e Punta Marsè da Lities (25/04/16)
    Dorlier (Cima) da Thures (10/04/16)
    Cialma (la) o Punta Cia da Carello (20/03/16)
    Tsa (Mont de la) da Buthier (20/02/16)
    Sigaro (il) quota 2820 m da Valgrisenche (28/01/16)
    Arpisson (Punta) da Gimillan per Tsaplana (27/12/15)
    Toasso Bianco da Santa Chiara per la Cresta Sud (23/12/15)
    Bonze (Cima) da Scalaro, anello per Colle di Bonze e Bocchetta di Valbona (23/11/15)
    Golai (Punta) dall'Alpe d'Ovarda (07/11/15)
    Chandelly (Mont) o Testa della Mentò da Pont du Grand Clapey per il Col Manteu (11/10/15)
    Rognosa d'Etiache - punta NE dal Rifugio Scarfiotti (21/09/15)
    Monviso Via Normale da Pian del Re (07/08/15)
    Grande Sassière (Aiguille de la) dalla Diga di le Saut (31/07/15)
    Nasta (Cima di) Via Normale da Pian della Casa per il Colle della Forchetta (24/07/15)
    Rocciamelone da la Riposa (14/07/15)
    Fallère (Mont) da Thouraz per il Lago Fallère (24/06/15)
    Pierre Muret (Tete) dalle Grange Mouchecuite (01/06/15)
    Vallone (Cima del) da Amburnet per la Cima Quattro Denti (17/05/15)
    France (Becca) da Vetan (11/05/15)
    Comagna (Testa di) da Plesod, anello per le miniere di Bechaz (02/05/15)
    Barbena (Rocca) dal Colle Scravaion (04/04/15)
    Palasina (Punta) da Estoul (13/03/15)
    Bossola (Cima) da Inverso (01/03/15)
    Genevris (Monte) da Sauze d'Oulx (22/02/15)
    Cervetto (Testa di) da Meire Bigorie (26/01/15)
    Vandalino (Monte) da Sea di Torre (06/01/15)
    Nona (Bec di) e Punta Cressa da Trovinasse, anello (20/12/14)
    Triplex (Monte) da Sauze d'Oulx (08/12/14)
    Barifreddo (Monte) versante NE e cresta SE (31/10/14)
    Barrouard (Monte) da Rivotti (24/10/14)
    Thures (Rocca di) o Roche Pertuse da Grange di Valle Stretta (04/10/14)
    Charrà (Punta) da Pian del Colle per il Sentiero attrezzato degli Alpini (23/09/14)
    Roma (Punta) Via Normale da Pian del Re (06/09/14)
    Meja (Rocca la) Via Normale dal Colle di Valcavera (27/08/14)
    Rothorn e Piccolo Rothorn da Ostafa (07/08/14)
    Granero (Monte) da Pian del Re per il Buco di Viso e il colle Luisaras (31/07/14)
    Sella (Rocca) Via Amici (21/07/14)
    Chenaille (Monte) dalla Comba di Champillon (18/07/14)
    Ciantiplagna (Cima) dal Colle delle Finestre per la Punta del Mezzodì e la Roche Pertuse (28/06/14)
    Vallette (Cima delle) dal Colle dell'Assietta e il Gran Serin e il Gran Pelà (13/06/14)
    Pintas (Monte) da Pian dell' Alpe (08/06/14)
    Mulattiera (Punta della) da Puy (01/06/14)
    Fetita (Punta) o Falita da Challancin (14/03/14)
    Seita (Monte) quota 2505 m SO da Besmorello (09/03/14)
    Nera (Rocca) da Crissolo (23/02/14)
    Fontana Fredda (Punta) da Cheneil (25/01/14)
    Moncrons (Punta di) da Sauze d'Oulx (01/12/13)
    Jafferau (Monte) dai Bacini Frejusia (25/11/13)
    Cialancia (Punta), Punta Cornour, Punta Founset dal Lago Lauson, anello per il Passo del Roux (07/11/13)
    Pian Real (Monte) dall'Alpe Fumavecchia per il Colle del Vento (26/09/13)
    Lamet (Pointe du) dal Versante S/SO e il Signal du Lamet (13/09/13)