Joker


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Giornata dai colori magnifici, attorno ai 2100 abbiamo bucato le nuvole e il sole ci ha poi accompagnato per tutto il giorno. La gita e' un po' per amatori del genere "detriti mobili a gogo'".
Dai rifugi di valle stretta si arriva comodamente al lago, e subito prima di raggiungerlo bisogna deviare a dx verso una traccia (curiosamente non raccordata al sentiero principale per un centinaio di m), oppure su diretti per i prati. Si supera un altro bel laghetto e poi il pendio diventa pietroso, e per tracce non evidentissime si raggiunge il colle 2492m.
Successivamente si risale la cresta a sx del colle, inizialmente per traccia su ripido pendio molto mobile, poi piu' comodo quando la cresta si restringe. Si giunge ad un tratto orizzontale panoramico e subito dopo le cose diventano piu' impegnative. In corrispondenza di un saltino, il sentiero passa sotto la cresta lato est, ma non e' buono, anzi e' franoso ed in parte non piu presente per via della natura molto instabile del terreno. Le guide che davano questa gita per E credo siano ormai obsolete....
La via migliore da qui consiste nell'affrontare un piccolo camino leggermente esposto (I) e salire in cresta, e successivamente seguire la cresta stessa o il sentiero dove questo non e' franato o pericoloso. In tal modo, con un percorso abbastanza aereo al limite EE/F si raggiunge il castello finale e la vetta della Rocca di Thures. Attenzione in discesa per il terreno.
Ambiente autunnale incantevole e gran compagnia di SL e KK.

Il punto dove si trova il camino

Ultime rocce prima della cima

La guglia rossa si specchia

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Se il buongiorno si vede dal mattino, questo autunno promette di regalare bellissime giornate, terse e colorate come oggi.
La gita alla Punta Charrà offre un percorso molto vario e suggestivo, panoramico dal primo all’ultimo metro.
Io sono partito dal Colomion (dislivello sugli 800m, sviluppo lineare lunghetto), ma ci vuole un’auto adatta perchè la carrozzabile non ha fondo buono. In alternativa, si può partire da Puys e raggiungere il Passo della Mulattiera attraverso un bel sentiero nel bosco, passando dalla Madonna della Sanità, ma il dislivello diventa 1400m. Giunti al Passo, circa 1h dall’auto, un sentierino si inerpica dietro il baraccamento militare e quasi subito inizia la ferrata degli alpini. Non è propriamente una ferrata, ma un sentiero straordinariamente suggestivo che taglia tutta la ripidissima parete N della Charra ed arriva al Passo della Sanità. Ci vuole circa 1 h per percorrerlo, 200m di dislivello, e poco più di un km di sviluppo. Il sentiero sfrutta una serie di cenge naturali e di tratti scavati nella roccia dagli alpini nel ’37, un’opera sicuramente grandiosa, ed è agevolato quasi in continuo da catene e cavi metallici (assicurarsi che tengano, perchè alcuni sono mal messi), ai quali volendo ci si può assicurare. La larghezza varia da 1 a 1,5m, quindi c’è spazio sufficiente, ma attraversa tratti esposti e quindi non lo consiglio a neofiti o inesperti: pur essendo un tratto facile e di grande fascino per gente abituata, ci vuole piede fermo e molta attenzione – soprattutto in discesa - per via dei fini detriti che lo ricoprono. Bisogna indossare il casco, poichè c’è qualche rischio di scariche, soprattutto nell’attraversamento dei canaloni.
Giunti al passo della Sanità, si segue un sentierino coi bolli rossi che risale sottocresta il versante sud. Anche questo sentiero a mio avviso è non banale, attraversa qualche tratto di arrampicata ed è anch’esso sostanzialmente sfasciumoso. Io ho preferito percorrerlo solo in discesa, mentre in salita ho tenuto il più possibile il filo di cresta che è molto bello e divertente (anche qui ci sono dei bolli rossi ma poi si perdono). Preferibilmente ci si tiene sul lato sud, ma in un paio di occasioni si è obbligati a passare sul lato N, che è più esposto. Comunque nulla di complicato: dopo un’antecima, in circa 45 minuti dal passo si giunge sulla cima.
Complessivamente, la gita richiede certamente un minimo di eperienza, ma offre un percorso arioso, decisamente insolito e molto caratteristico. E’ un angolo unico della Valle di Susa, che vale senza dubbio la pena di visitare per la sua valenza storica e paesaggistica.


Un tratto della ferrata

scorci di ValSusa

Ultimo tratto di cresta

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Molta gente come al solito a pian del re, giornata bellissima all'inizio ma poi sono salite le nebbie della valle po.
Abbiamo fatto il sentiero della cascatella, il percorso rende sempre molto tranne nei tratti in cui si costeggiano i laghi.
Ultimi 200 m divertenti in ambiente di alta montagna, a tratti aereo, ma con difficolta' limitate. Il canalino di attacco e' stata la parte piu ostica, dato che era ancora bagnato per le piogge della notte. Si risale comunque facilmente grazie alla corda. Per il resto, solo attenzione a dove si mettono i piedi e alle rocce bagnate, si trova qualche tratto di I e un paio di II ma non c'e' esposizione particolare.
Gita nel complesso molto bella, obbligatorio usare il casco.
Bravissima silvietta che e' venuta su senza il minimo problema.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Salito sulla Meja in "tramonturna", a causa di impegni famigliari, questa gita mi ha regalato colori stupendi. Partenza alle 18,15 dalle baracche in rovina (scendere con l'auto per circa 10 min dopo il colle Valcavera per raggiungerle), su tracce si raggiunge in breve il colle d'Ancoccia e poi su sentiero in 30 min la base della parete.
La vista della Meja dal colle è impressionante: difesa da fasce di rocce verticali, pare impossibile salirla.
L'accesso al cengione è difeso da 10-15 m di roccette che possono essere un I ma sono agevolate da cavo metallico, quindi nessun problema. Il cengione è facile (sentiero). Il canale finale seppur desti un minimo di impressione alla prima vista, si fa salire molto facilmente ed il passaggio di II che lo divide a metà non dà problemi essendo anche agevolato da catena (utile più che altro in discesa o se bagnato). Dopo il canale si riprende per un attimo la cresta SE e si è sulla vetta. Splendido panorama sul sole che scende nell'aria serena.
Gita facile, unici pericoli oggettivi a mio avviso i detriti che ricoprono praticamente tutto il percorso (si può scivolare) e le pietre che potrebbero cadere dall'alto (utilizzare il casco).
Ambiente spaziale, questa non è solo una bellissima montagna ma tutto attorno l'ambiente è davvero bello. Molti stambecchi, gracchi e marmotte che si godevano le ultime luci del giorno. Alla macchina con i lumicini delle stelle che si accendevano.


La Meja dal colle d'Ancoccia

Lungo il cengione

Il canale alto

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Bella, bellissima. Da tempo lumavo questa gita dalle sfumature particolari: tutta fuori sentiero, su terreni piuttosto impervi ma non difficili, in luoghi dimenticati estremamente solitari e selvaggi, solo noi tre sul percorso, la montagna pura. Bellissima. Ma ovviamente solo se siete amanti del genere, altrimenti sarete di parere diverso.
La relazione tecnica di pinin è ottima: da Ostafa si prende a dx in leggera discesa il sentiero 12 verso il pinter, si passa sotto la seggiovia e dopo 10 minuti (prima di attraversare il fiume, vedi foto coi bolli), in corrispondenza di una zona con alcuni grossi massi, si lascia il sentiero e si sale su per il vallone.
La traccia si perde inevitabilmente subito, e dunque si risalgono i ripidi prati sovrastanti (30-35) a muzzo, tenendosi preferibilmente sulla sx (direzione di salita). Poi inizia la pietraia, ma non è fastidiosa, ben compatta, ometti ogni tanto, e facilmente si giunge al colle Nord di Testa Grigia q. 3011(per identificarlo dal basso, prendere come riferimento due gendarmi evidentissmi, il colle è tutto a sx). Il colle da' accesso al lunare pianoro sovrastante, dove un po' più avanti si trova il sentiero di Gressoney. Ancora alcuni innocui nevai su questo percorso in piano che porta al colle fra i due Rothorn.
Dal colle, una traccia risale la cresta del grande Rothorn. Il terreno si fa più ripido e aspro, e in breve, tra saltini, si arriva sul terrazzo più facile che precede la vetta. Il famigerato camino che avevamo visto in molte relazioni, non l'abbiamo trovato.... O meglio: forse si, se era lui, ma non è di certo un passaggio chiave, dato che la traccia lo aggira traquillamente per facili balze (forse I), a mio avviso non alpinistiche. Giunti in cresta si arriva facilmente alla vetta per un passo al max di I. Panorama strepitoso data la posizione(siamo stati fortunati con la giornata).
In discesa facilmente si tocca anche il piccolo Rothorn, e noi siamo poi risaliti al Bec Forcu (3041m), chiudendo cosi con 3 tremila questa bella giornata. Discesa per la via dell'andata, da fare con più attenzione della salita, data la ripidità.
Gita condivisa con i leggendari Inox Adriana e Roberto, sempre pronti e in splendida forma. A mio parere, la gita è di livello EE grasso, non di più, ma dalle sfumature molto particolari.

Il masso dove si lascia il sentiero

Il colle N di Testa Grigia è l'intaglio a sx

Rothorn dal Bec Forcù

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Bellissima giornata colta al volo, abbandonando l'ufficio al suo destino...
Partito molto presto, ottimo clima, nessun problema fino al Buco, due lingue di neve innocue.
Il buco e' attualmente agibile (ma mi dicono che ad agosto chiudera' per un po'). Uscito dal buco come al solito rischiando gli zebedei contro la grata, e in piu con un muro di neve a occluderlo dalla parte francese, ma e' stato ricavato un passaggio e alla fine si esce tranquillamente.
Seguito le sempre perfette indicazioni di Pedro, si scende lato francese per 100m e si individua un canalone (il secondo, bollino giallo e ometto) sul quale ci si inerpica fino a uscire a sx su un colletto, dal quale appare il Granero. Questo canalino ha fondo infido, direi schifoso, pietrisco, pietrini, pietroni, tutto abbastanza instabile quindi fare attenzione nel salirlo, seppur per nulla ripido e' la parte piu' "brutta" della salita. Dal colletto, ho cercato ometti per un quarto d'ora non trovandone, allora ho iniziato una specie di semicerchio sulla pietraia cercando di non perdere troppa quota, e in effetti dopo un centinaio di metri ho reperito la via degli ometti. Molti stambecchi, anche vicini, in questo selvaggio bellissimo vallone.
Proseguendo a vista con gli ometti si giunge al canale di salita del granero (la biforcazione di dx, che anche se non sembra portare direttamente alla vetta e' quella giusta).Il canale e' meno sfasciumoso del precedente, ma piu lungo e con alcuni tratti di I. Tutto facile, no esposizione.
Bellissima l'uscita in vetta: un castelletto un po' piu' aereo (forse tra I+ ma facile e appigliatissimo) e si giunge di colpo in cima, con panorami enormi dovunque.
In cima incontrato una simpatica famiglia di 3 persone che saluto, giunte dalla val pellice.
Gita un po' di ricerca, indaginosa, con tratti di terreno insidioso e bei panorami, alcuni saliscendi (il dislivello totale dal pian del re e' alla fine sui 1300), luoghi selvaggi (dopo il buco), Credo sia comunque la via piu breve e facile al granero dalla valle po. Consigliabilissima a patto che piacciano i tratti fuori sentiero lungo canalini e pietraie.

Canalone del Granero (a dx)

Poco sotto la cima

Uscita in vetta

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Gita serale carina che non avevo mai fatto. Le vie sono facili, roccia asciutta. Concordo col mio caro compare pedrito che e' una delle piu' belle vie di salita alla Rocca. Vari tratti di I, quelli di II vanno cercati. A mio avviso piu' F che EE, Sceso al tramonto dal Tramontana: complimenti a chi ha inventato il nome, e' perfetto.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Un vero tuffo nei maestosi colori di questi luoghi della vallee. Il blu del cielo, il bianco dei monti attorno, il verde intenso in basso....una meraviglia che vale piu di 5 stelle. La gita e' complessivamente facile, e compendia in se' tutti i gradi dell'escursionismo: dal parcheggio al rifugio e' turistico (infatti era pieno di turisti francesi) poi fino al colle e' facile sentiero. Dal colle in poi si deve procedere fuori sentiero, e diventa EE dovendo dapprima risalire un pendietto erboso puntando all'ometto molto visibile in cima, e poi risalire un altro pendio erboso erto e molto lungo, con alcune tracce ma che poi si perdono, fino alla spalla della cresta, all'ometto quotato 2991. Da qui in poi, cresta e rocce. Si passa sull'altro lato e si transita lungo traccia per 3 intagli (sali scendi non fastidiosi) su ognuno dei quali c'e' un chiarissimo ometto. All' ultimo intaglio, non si puo continuare coi saliscendi e si deve tirar su verso la cresta, tra sassi e tracce, fino a raggiungerla. Nulla di esposto ma terreno disagevole. Si raggiunge cosi facilmente la punta sud.
Dalla punta sud, si puo ancora scendere in cresta e andare alla nord, di poco piu alta, e questo tratto seppur facilen ha un paio di punti leggermente esposti e un paio di passi di I, quindi diciamo un EE "abbondante". Non consiglio i tratti di cresta con rocce bagnate.
Nel complesso, panorami che spaziano su tutta la valle d' aosta, non manca nessuno dei suoi grandi monti, e' una gita che vale anche solo per quello ma va fatta in una giornata come oggi.
Non c'e' un albero in tutto il percorso ed e' a sud, quindi da non fare col caldo!
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Semplice sgambata su questa cima molto panoramica....peccato che quando siamo arriviati in cima il panorama era gia' quasi tutto andato, per via delle nubi e dei temporali in arrivo. E dire che alla partenza il cielo era blu, e il freddo discreto ci ha sorpresi piacevolmente (9 gradi al colle).
La carrozzabile e' un po' pallosa, si puo' tagliare in pochi punti e consiglio di farlo. Varie digressioni possibili lungo il percorso (cima fattiere, roche pertuse, punta del mezzodi). Molti animali in giro, marmotte e caprioli. Neve non se ne attraversa. Per chi segue fedelmente la ciclabile, un tratto sotto la vetta ma si passa agevolmente. Gta veloce che alla fine e' sugli 800m di dislivello, avrei messo due stelle per via della ciclabile un po' noiosa ma ne metto tre per la compagnia, dato che non facevo una gita con silvietta da...anni?
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Strada per il colle dell'Assietta chiusa a Pian dell'Alpe
Torno in questi luoghi a distanza di una settimana. Strada dell'Assietta ancora chiusa (cartello dice che apre il 15, ma informarsi) per cui si deve partire da 1900 (sbarra e parcheggio). Partendo da qui, mi sono limitato al Gran Serin.
Si percorre a piedi la bella e lunga carrozzabile che con percorso molto panoramico e ardito va verso il colle dell'Assietta. Dopo circa 6 km, in vista del Grand Serin, un sentierino lascia la strada per inoltrarsi nel vallone dei Morti, alla cui testata si arriva molto facilmente, in corrispondenza di un forte diroccato. Da qui facilmente a sx fino alla cima del Grand Serin, punto di ampli panorami su cui si trovano le rovine del vecchio Forte militare. Si puo' scendere dalla parte opposta per carrareccia e giungerre al colle dell'Assietta. Da qui si torna alla sbarra a 1900 (8,5km). Non c'e' neve sul percorso a parte un tratto di pochi metri vicino alla cima, aggirabile per sentierino.
Lungo sviluppo, poco dislivello. Giornata magnifica e buon clima, per via di un venticello fresco da nord. Mille colori e tante marmotte sul percorso che e' estremamente panoramico dall'inizio alla fine.

strada militare dell'Assietta

Cima del Gran Serin

Gran Serin dal Colle dell'Assietta
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Tutte le sue gite

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    Chenaille (Monte) dalla Comba di Champillon (18/07/14)
    Ciantiplagna (Cima) dal Colle delle Finestre per la Punta del Mezzodì e la Roche Pertuse (28/06/14)
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    Moncrons (Punta di) da Sauze d'Oulx (01/12/13)
    Jafferau (Monte) dai Bacini Frejusia (25/11/13)
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