Joker


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Bellissima giornata colta al volo, abbandonando l'ufficio al suo destino...
Partito molto presto, ottimo clima, nessun problema fino al Buco, due lingue di neve innocue.
Il buco e' attualmente agibile (ma mi dicono che ad agosto chiudera' per un po'). Uscito dal buco come al solito rischiando gli zebedei contro la grata, e in piu con un muro di neve a occluderlo dalla parte francese, ma e' stato ricavato un passaggio e alla fine si esce tranquillamente.
Seguito le sempre perfette indicazioni di Pedro, si scende lato francese per 100m e si individua un canalone (il secondo, bollino giallo e ometto) sul quale ci si inerpica fino a uscire a sx su un colletto, dal quale appare il Granero. Questo canalino ha fondo infido, direi schifoso, pietrisco, pietrini, pietroni, tutto abbastanza instabile quindi fare attenzione nel salirlo, seppur per nulla ripido e' la parte piu' "brutta" della salita. Dal colletto, ho cercato ometti per un quarto d'ora non trovandone, allora ho iniziato una specie di semicerchio sulla pietraia cercando di non perdere troppa quota, e in effetti dopo un centinaio di metri ho reperito la via degli ometti. Molti stambecchi, anche vicini, in questo selvaggio bellissimo vallone.
Proseguendo a vista con gli ometti si giunge al canale di salita del granero (la biforcazione di dx, che anche se non sembra portare direttamente alla vetta e' quella giusta).Il canale e' meno sfasciumoso del precedente, ma piu lungo e con alcuni tratti di I. Tutto facile, no esposizione.
Bellissima l'uscita in vetta: un castelletto un po' piu' aereo (forse tra I+ ma facile e appigliatissimo) e si giunge di colpo in cima, con panorami enormi dovunque.
In cima incontrato una simpatica famiglia di 3 persone che saluto, giunte dalla val pellice.
Gita un po' di ricerca, indaginosa, con tratti di terreno insidioso e bei panorami, alcuni saliscendi (il dislivello totale dal pian del re e' alla fine sui 1300), luoghi selvaggi (dopo il buco), Credo sia comunque la via piu breve e facile al granero dalla valle po. Consigliabilissima a patto che piacciano i tratti fuori sentiero lungo canalini e pietraie.

Canalone del Granero (a dx)

Poco sotto la cima

Uscita in vetta

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Gita serale carina che non avevo mai fatto. Le vie sono facili, roccia asciutta. Concordo col mio caro compare pedrito che e' una delle piu' belle vie di salita alla Rocca. Vari tratti di I, quelli di II vanno cercati. A mio avviso piu' F che EE, Sceso al tramonto dal Tramontana: complimenti a chi ha inventato il nome, e' perfetto.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Un vero tuffo nei maestosi colori di questi luoghi della vallee. Il blu del cielo, il bianco dei monti attorno, il verde intenso in basso....una meraviglia che vale piu di 5 stelle. La gita e' complessivamente facile, e compendia in se' tutti i gradi dell'escursionismo: dal parcheggio al rifugio e' turistico (infatti era pieno di turisti francesi) poi fino al colle e' facile sentiero. Dal colle in poi si deve procedere fuori sentiero, e diventa EE dovendo dapprima risalire un pendietto erboso puntando all'ometto molto visibile in cima, e poi risalire un altro pendio erboso erto e molto lungo, con alcune tracce ma che poi si perdono, fino alla spalla della cresta, all'ometto quotato 2991. Da qui in poi, cresta e rocce. Si passa sull'altro lato e si transita lungo traccia per 3 intagli (sali scendi non fastidiosi) su ognuno dei quali c'e' un chiarissimo ometto. All' ultimo intaglio, non si puo continuare coi saliscendi e si deve tirar su verso la cresta, tra sassi e tracce, fino a raggiungerla. Nulla di esposto ma terreno disagevole. Si raggiunge cosi facilmente la punta sud.
Dalla punta sud, si puo ancora scendere in cresta e andare alla nord, di poco piu alta, e questo tratto seppur facilen ha un paio di punti leggermente esposti e un paio di passi di I, quindi diciamo un EE "abbondante". Non consiglio i tratti di cresta con rocce bagnate.
Nel complesso, panorami che spaziano su tutta la valle d' aosta, non manca nessuno dei suoi grandi monti, e' una gita che vale anche solo per quello ma va fatta in una giornata come oggi.
Non c'e' un albero in tutto il percorso ed e' a sud, quindi da non fare col caldo!
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Semplice sgambata su questa cima molto panoramica....peccato che quando siamo arriviati in cima il panorama era gia' quasi tutto andato, per via delle nubi e dei temporali in arrivo. E dire che alla partenza il cielo era blu, e il freddo discreto ci ha sorpresi piacevolmente (9 gradi al colle).
La carrozzabile e' un po' pallosa, si puo' tagliare in pochi punti e consiglio di farlo. Varie digressioni possibili lungo il percorso (cima fattiere, roche pertuse, punta del mezzodi). Molti animali in giro, marmotte e caprioli. Neve non se ne attraversa. Per chi segue fedelmente la ciclabile, un tratto sotto la vetta ma si passa agevolmente. Gta veloce che alla fine e' sugli 800m di dislivello, avrei messo due stelle per via della ciclabile un po' noiosa ma ne metto tre per la compagnia, dato che non facevo una gita con silvietta da...anni?
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Strada per il colle dell'Assietta chiusa a Pian dell'Alpe
Torno in questi luoghi a distanza di una settimana. Strada dell'Assietta ancora chiusa (cartello dice che apre il 15, ma informarsi) per cui si deve partire da 1900 (sbarra e parcheggio). Partendo da qui, mi sono limitato al Gran Serin.
Si percorre a piedi la bella e lunga carrozzabile che con percorso molto panoramico e ardito va verso il colle dell'Assietta. Dopo circa 6 km, in vista del Grand Serin, un sentierino lascia la strada per inoltrarsi nel vallone dei Morti, alla cui testata si arriva molto facilmente, in corrispondenza di un forte diroccato. Da qui facilmente a sx fino alla cima del Grand Serin, punto di ampli panorami su cui si trovano le rovine del vecchio Forte militare. Si puo' scendere dalla parte opposta per carrareccia e giungerre al colle dell'Assietta. Da qui si torna alla sbarra a 1900 (8,5km). Non c'e' neve sul percorso a parte un tratto di pochi metri vicino alla cima, aggirabile per sentierino.
Lungo sviluppo, poco dislivello. Giornata magnifica e buon clima, per via di un venticello fresco da nord. Mille colori e tante marmotte sul percorso che e' estremamente panoramico dall'inizio alla fine.

strada militare dell'Assietta

Cima del Gran Serin

Gran Serin dal Colle dell'Assietta
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Strada del colle delle finestre oggi chiusa da 1900 in su lato chisone
Lasciato l'auto a pian dell'alpe, ho risalito la strada (per fortuna chiusa) fino al colle delle finestre, poi preso la strada ex-militare della ciantiplagna e risalito i pendii sud per un evidente sentierino subito dopo la fontana. Un mare di gente al piano, e pure al colle, vista la bella giornata e le temperature estive. Solo due persone in cima, dove si apre un bellissimo panorama sulle due valli,

Monte Pintas

Ciclabile verso la Ciantiplagna

la vetta
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Carrozzabile dopo Puys adatta solo a fuoristrada
Oggi essendo un po' infortunato sono arrivato in auto fino a circa 1800 m. La carrozzabile e' percorribile con fuoristrada solo fino al colle colomion e poche curve dopo. Successivamente frane e neve non permettono di passare.
La strada di costruzione militare e' molto panoramica, soprattutto consigliatissima per passeggiare dopo il colle Colomion. Da qui in circa 1,15h si giunge al passo della Mulattiera, dove sorge un evidentissimo baraccamento militare abbandonato. Tratti di neve, facilmente passabili a piedi, sulla strada. Sotto la direttrice della punta Mulattiera, circa 700m prima del colle, la strada diventa una mulattiera e risale dolcemente le pendici della punta. Giunto a un baraccamento in disuso, senza raggiungere il colle, ho preso un comodo sentiero per la panoramica cima. Solo 5 altre persone in giro, nel complesso un bel percorso panoramico, al 90% su carrozzabile, che attraversa luoghi storici.
Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe lastroni esistenti
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: molto bagnata
note su accesso stradale :: Fino a challanchin no problem
quota neve m :: 1600
attrezzatura :: scialpinistica
E' primavera! Oggi con bum bum Frank sveglia più presto e come cani da trifola ci lanciamo su una sud a cercare il primo firn della stagione. Scelta azzeccata, perche' dalla cima alla quota 2330, dove abbiamo divallato, la neve era ottima e il firn si mostrava seppur non continuo. Scendere presto, max alle 10.30 -11, se no con le temperature mostrouse di oggi il tutto diventa pappa molle. Sotto la quota 2330 invece la neve e' uno schifo, cambia l'expo, ed a tratti e' difficile da sciare, soprattutto sul ripido pendio centrale dove tra resti di valanga e sastrugiate non si riescono a tirare due curve.
Insomma, tutti i tipi di neve, dalle 5 stelle sopra alle 2 stelle sotto.
L'ambiente e' una meraviglia, col Bianco che ti sorveglia la discesa. Noi alla partenza abbiamo preso la stradina da Challanchin, poi tagliata attraverso una chiara traccia nel bosco con segni di vernice rossobianca sugli alberi fino ad arpilles. Subito dopo arpilles preso il pendio diretto che porta in cresta alla quota 2330, tagliando il col di Bard.
La neve e' in rapidissimo scioglimento nella parte bassa, si parte ancora sci dalla macchina ma non durera' molto...quota neve 1600 mi ha sorpreso assai.
Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) umida
note su accesso stradale :: Ok a besmorello
attrezzatura :: scialpinistica
Oggi festeggio la 400esima con una bella gita in condizioni stupende e la bellissima compagnia di robiadrikarkoale. Moltissima oltre a noi gente nel vallone.
Dalla fine del paese di Besmorello si calzano gli sci e si imbocca la strada che si inoltra nel vallone dell'Ischiator. Si passa prima un ponte e poi, dopo circa 30 minuti si lascia il vallone (e la direzione per il migliorero) per inoltrarsi verso sx nel vallone inferiore dell'Alpette. Subito si affronta un pendio-canale che obbliga a qualche gucia, poi si esce sui pianori superiori per giungere infine alla base del pendio finale. Da qui, invece di affrontarlo direttamente, poiche' e ben ripido, si prende la dorsale verso dx, che porta facilmente a un colletto un cima al suddetto pendio. Dal colletto, uno strappo di circa 50m (sci, o se ghiacciato rampant o ramponi) porta alla quota che rappresenta la meta di questa gita, una anticima del monte Seita.
La discesa, se condizioni sicure, avviene per il pendio subito a sx della punta, oppure da quello di dx che scende dal colletto (entrambi ripidi, a tratti sono fra i 30 e i 35), se no dalla dorsale che pero' in alcuni punti non e' larghissima. Giunti ai pianori inferiori si prosegue tenendosi piu a dx del pendio canale di salita, per un pendio piu comodo ma anche esso discretamente ripido. Dopodiche' siamo nuovamente nel vallone di ischator dove la stradina conduce al paese.
Oggi un po' di ghiaccio nel tratto dal colletto alla punta, alcuni di noi saliti coi ramponi. Poi discesa dal pendio di dx sotto al colle, di neve da fiaba, fantastica, ma ormai tritatissimo ovunque.
Parte bassa bruciata dal caldo, crosta in formazione e neve pesante dove il sole ha lavorato.
Bellissima gita, un saluto ai miei validissimi compari.

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: ok fino alla partenza
Gita Glucai in un bellissimo posto. Oggi per l'occasione ho rimesso le racchette, per avere gli stessi "strumenti" dei miei compari. Bene così: infatti il primo tratto di bosco che porta al Tivoli è molto fitto, e sicuramente meglio con le ciaspole che con gli sci. Il Tivoli si raggiunge in circa un'ora, dopodichè c'è da percorrere la lunga dorsale, molto panoramica sul Viso, che porta al pendio finale. Per affrontarlo in modo più sicuro è meglio tenersi sulla sx, dove non è ripido se non negli ultimi 20m, ma assolutamente nulla di che. Sembrava comunque molto lavorato dal vento, quindi abbiamo usato circospezione. Dalla sommità del pendio, la cima è vicinissima.
Giornata senza una nuvola, caldissima, e neve primaverile inusuale per la stagione.
La fusione è notevole, soprattutto ovviamente a sud e in esposizione, per cui dalla dorsale in su il manto mi è sembrato molto ridotto rispetto alle precedenti settimane.
Bellissima compagnia con gli Inox Adri e Robi, Karko, Alessandra e Fabrizio.
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Tutte le sue gite

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