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Chi sono

Il curriculum di cui dispongo e' un tangibile biglietto da visita dal quale attingere idee per sempre nuove gite da condividere in compagnia per quanto piu' possibile, in ambiente incontaminato e bello quale quello della montagna e', in un tripudio di emozioni continue a tutto vantaggio della salute fisica e mentale.
In altre parole, una scelta quella di fare montagna ispirata al bene sia del corpo che della mente nell'ottica di un sano modo di invecchiare.

Le mie gite su gulliver

sciabilità :: **** / ***** stelle
Da Plampinet si spallano gli sci fino alla base dell'ampio conoide. Gia' non piu' remunerativo in questo senso. Parlo ovviamente a nome di coloro che di spallare attrezzi quel piu' di tanto manco ne vogliono sapere.
Ancor meno ora che nel frattempo e' trascorsa un'altra settimana, ma qua' con tutta sta neve che sta di nuovo venendo giu'..le condizioni e' facile che vengano a ricrearsi..
Ripagato appieno della lunga escursione alla ricerca della prima neve.. e che neve..scendendolo in sci, tanto piu' bella e ideale quest'ultima andava diventando, man mano che progredivo verso l'alto. Dura solo nel pendione iniziale, salito con i coltelli rivelatisi utilissimi in questa prima fase. Non usati i ramponi, tanta e soffice la neve, a ricoprire la placca sottostante di cui si avverte la presenza ma che non si tocca a uscire dal canale sulla dx. Una rampa ascendente sempre sulla dx porta alla cornice ,che ho dovuto abbattere un po', per cosi uscire agevolmente, e muovere gli ultimi passi fino in vetta su crosta sfondosa, ma su terreno ormai facile.
A scendere calzero' i ramponi, onde evitare spiacevoli scivoloni dalle conseguenze immaginabili..fino al punto da dove decidero' di calzare gli sci, circa a meta' canale nella sua parte piu' stretta, e godermi una discesa di ripido che un po' mi mancava, ma non troppo. Esaltante il pendione sottostante anch'esso bello ripido..nella parte bassa invece la neve aveva gia' mollato un po' e curvare di botto gia' era diventato piu' difficile..ma va bene cosi..anzi benone.
Tre escursionisti d'oltralpe incontrati all'atto di rimettere gli sci in spalla, mi si sono avvicinati curiosi di sapere da che parte provenivo.

il gran pendione dalla sterrata al mattino presto..

tanta neve e di ottima qualita' limitatamente alla parte alta del canale..

come si puo' vedere ravin de la casse quello tutto alla sx non piu' fattibile al momento..

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sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) umida
note su accesso stradale :: strada pulita fino a Chialvetta
Canale in ottime condizioni con neve che si preserva soffice grazie alla expo favorevole. Un po' pressata ma sufficiente a garantire una discesa idi ripido abbastanza in sicurezza anche per chi di sci ripido come il sottoscritto, non se ne intende molto. Una discesa tutta in farina, essendo questa ormai stata spazzata via del tutto dai precedenti passaggi, non e' stata possibile. E' rimasto tuttavia un fondo sufficientemente morbido per una discesa comunque tutto sommato abbastanza divertente. Calzati gli sci non appena il canale terminato il tratto con rocce affioranti diventava tutto in neve.
Scesi dal canale di cui sopra dopo aver raggiunto le rispettive cime sud e nord salendo dai canali est sud est
In compagnia di Marco.

il canale nord dal colletto..

ripido..ma con bella neve..

il canale di discesa dal basso..
sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: molto bagnata
note su accesso stradale :: fino al tornante prima della sbarra per valanga sulla curva
quota neve m. :: 1800
Canale non proprio al top per una discesa di ripido comunque fattibile anche per un non ripidista come me. Scivolamenti degli strati superficiali a rigarlo tutto, con accumuli pallottolari di piccole dimensioni in scongelamento nella fase di discesa, gia' prima ancora che il sole facesse il suo ingresso, questo per via delle alte temperature in generale. Spallaggio di un'oretta scarsa ancora. A breve andar su per questo vallone ancora con gli sci non avra' piu' molto senso visto che dal lato piu' solatio si puo' gia' adesso arrivare al Migliorero senza quasi piu' pestar neve.
Con Rod

entrando nel vallone di mezzo con di fronte la Saletta..

il canale dal basso..

..lo stesso dall'alto..

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sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: visto cadere valanghe a pera
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) umida
neve (parte inferiore gita) :: molto bagnata
note su accesso stradale :: Strade di comodo accesso e ben pulite
quota neve m. :: 1600
Una bella gita in ambiente unico, all'interno di un vallone quello di Fontenil, peraltro a me noto per esserci gia' stato in occasione della gita alla Jumelles sud una manciata di anni fa..solo di poco piu' spostata rispetto alla meta di oggi, tradottasi da cima a fondo in un calvario inimmaginabile per via delle alte temperature che hanno mantenuto la neve a seconda delle esposizione, per lunghi tratti (quelli permanentemente in ombra) gelata, anche in fase di discesa. Per tutti gli altri tratti, (in pratica i piu' estesi) soggetti ai continui raggi solari e' stato tutto un convivere con uno zoccolo immane, da trascinare a ogni passo per ore, fino ad arrivare al punto da esaurire anche le ultime residue forze necessarie per finire l'opera. Cenni di lieve crosta in formazione alternata a lastre ventate nel canale pendio per i 200m ripidi finali alla vetta, ma che non presagivano alcunche' al pericolo di eventuali distacchi. Nella sostanza una gita che per lunghezza ,e impegno globale nell'insieme, e' consigliabile solo se in perfette condizioni, quelle che oggi noostante la bellezza dell'ambiente e un meteo da favola, sono venute a mancare del tutto o quasi.
Con emma, sempre una garanzia per gite di qualita', che ringrazio per questa idea (tutta sua) alquanto originale. Il connubio tra ciaspole e sci ripido, che in buona misura dimostra ci puo' essere compatibilita' tra le due discipline, seppur molto diverse tra loro e nella forma come nella sostanza.

e' gia' un po' che si cammino all'interno del vallone..

continuando ..con la meta in vista al centro in fondo..

pian piano si fa ingresso ai quartieri alti..

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sciabilità :: *** / ***** stelle
Ho disceso questo bel canale con gli sci su neve perfettamente trasformata con solo sottili strati di accumulo da vento. Il confine tra una OS e lo sci ripido, qui e' davvero sottile a giudicare dalle pendenze in alcuni punti prossime ai 40°. Questo a seguito della salita del Canale nord.est alla Mait d'Aval con completamento della traversata per cresta alla Mait d'Amunt e ridiscesa al colletto con finalmente gli sci ai piedi. Si pero' dopo averli tenuti sulle spalle 6 ore praticamente l'intera salita, e pensare che c'e' chi di fare portage non ne vuol nemmeno sentire parlare. Si parte da Villanova al momento, la strada al parcheggio alto e' chiusa per neve. Il dislivello di conseguenza sale a 1600mt.

La Mait d'Aval proseguendo per la Mait d'Amunt..

La Mait d'Aval vista dalla Mait d'Amunt..

Il Palavas..

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sciabilità :: ** / ***** stelle
osservazioni :: osservato fratture nel manto
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) umida
neve (parte inferiore gita) :: molto bagnata
note su accesso stradale :: Si arriva alla sbarra su sterrato sgombro da neve
quota neve m. :: 1800
Salita intrapresa di sicuro per la Comba Gias Verde. Nella nebbia si intravvedeva in basso il casotto isolato sito ca un km a valle del Migliorero. Arrivo in vetta al Ciaval da sx. Filata la cresta sovraccarica di fresca (in alcuni punti accumuli fino al mezzo metro) del tipo "marcione unico" a toccare il vertice dello Schiatau, dal quale e avvenuta la discesa diretta lungo il canalone che corre a fianco la Comba Ortiasee. Quello piu' a est sulla verticale dello Schiatau, e uscita diretta sul pianoro quotato 1913m di poco a monte della cascata. La valutazione del grado di difficolta' a giudicare dalla ripidezza (dai 35°-38° max), non mi pare vadi oltre l'OS. Lo stesso credo valga anche per il canalone della comba Ortiasse con pendenze pressoche' analoghe come tutto il versante sud dal Ciaval al Cavias si ritiene i pendii abbiano. Cmq il confine tra sci classico e sci ripido nel caso tipico di questa gita e' molto sottile. Brutta giornata. Neve pessima, sfondosa e pesante che ha penalizzato fortemente la sciata. Tra l'altro avvenuta limitatamente al tratto centrale in pieno canale per affiorar di pietre in alto, e totale mancanza della manna nella parte bassa. Con manto rinvigorito anche troppo a partire solo da quote decisamente alte e pioggie a dilavare tutto alle quote inferiori. Dove fino a non tanto tempo fa' neve non mancava.. Portato sci in spalle quasi x meta' gita, mettendoli ai piedi solo negli ultimi 600m, per poi rimetterli in spalle e filare la cresta in piu' tratti affilata, carica di fresca ed esposta. Picca e ramponi, arnesi sigillo di sicurezza in questi casi non stonano mai.
Con Emma

Stamane marca male nel Vallone dell'Ischiator..

La cresta..da Ciaval allo Schiatau..

scendendo dallo Schiatau nella nebbia..

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sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: molto bagnata
note su accesso stradale :: Al parcheggio egli impianti di Mottes si arriva senza problemi
quota neve m. :: 1600
:: scialpinistica
Un ritorno sulle scene dopo un periodo di molla dovuto ai soliti malanni di stagione, ci ha portati qui' su questa bella e bifida montagna sconosciuta ai piu'. Dai resoconti dei commenti di chi ci ha preceduto, non si registrano arrivi in vetta, almeno fino al nostro avvento. A dir la verita' la cosa mi ha incuriosito un po', e sono andato a estendere le ricerche al fine di scoprire se mai nessuno oltre a noi fosse mai salito lassu'. E con sorpresa scopro che in effetti gia' qualcuno ci aveva anticipato. L'autore o meglio l'autrice cui va il merito di averlo salito per primo e' la gulliveriana Pr18, alla quale facciamo i nostri complimenti. Partenza da Mottes all'alba ore 6.30, buon rigelo nonostante le temperature sopra lo zero. Portage ancora evitabile se ci si tiene sui prati a sx del torrente salendo. La neve ha cmq tenuto per il grosso dell'avvicinamento. Solo nel canale d'accesso alla vetta ha iniziato a mollare in modo vistoso. Salito interamente sci ai piedi e coltelli, messi per sicurezza. Se ne poteva pero' anche fare a meno, dacche' si sprofondava alla grande. Salite entrambe le cime separate tra loro da un colletto. Optato per la discesa ad anello sul lato sud. Primo tratto su terreno ghiacciato e scoperto sotto cresta fino a prendere la neve ridotta ormai a pappetta. Pochi metri che hanno richiesto l'uso dei ramponi. Avvistato un gruppetto di skialp a monte del colle Malatra' in attesa probabilmente dell'elicottero che li riportasse a valle.. Temperature tropicali da fine giugno inizio luglio. Cieli limpidi a prevalere al di sopra di qualche sporadica nuvoletta da calore. Con Franco.

.e' da poco spuntata l'alba nella Comba di Merdeux.

lassu' alta al fondo la nostra meta..

il rif. Frassati..

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sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: crosta portante
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
quota neve m. :: 2200
:: scialpinistica
Gita altamente remunerativa, con un discreto sviluppo e un dislivello non indifferente. A un'ora da Pont de l'Alp, si possono (ancora per adesso), far scendere gli sci dalle spalle ai piedi. Un portage accettabile se vogliamo considerato che siamo ormai nel pieno della bella stagione, con temperature a dir poco Africane. Eppure nonostante cio' vi e' stato un discreto rigelo sin dalle prime lingue di neve incontrate dai 2200m in su'. Il gran pendio nord finale con tratto a 45° nella parte alta sotto la vetta, si presentava inaspettatamente ancora in buone codizioni per una discesa su terreno ripido veloce e in sicurezza malgrado fosse gia' mezzogiorno. Meteo azzeccato in pieno, grazie all'attenta analisi delle previsioni fatta da Alessandro, come sempre una garanzia in tal senso. Esteso panorama dalla vetta sul vicino massiccio del Delfinato, sul gruppo dei Cerces, Queyrellin, Galibier, Aig.d'Arves e le cime di confine con l'Italia a est. Con i due ottimi compagni e bravi racchettisi Alessandro e Carlo.


L'Aig. de Lauzet...salendo alla Cassille.

Il Pic de la Mouliniere dal vallone di salita.

...visto ora dai pendii nord della Cassille

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sciabilità :: **** / ***** stelle
:: scialpinistica
Scialpinistica di un certo impegno, specie a partire dal canale molto ripido, (che ci a indotti a portare gli sci in spalla) fino in vetta per l'affilata crestina di roccia mista a neve, con passi alquanto delicati. Discesa in anello per il rifugio del Lago Verde e Bout du Col. Con Peter.