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Chi sono

Il curriculum di cui dispongo e' un tangibile biglietto da visita dal quale attingere idee per sempre nuove gite da condividere in compagnia per quanto piu' possibile, in ambiente incontaminato e bello quale quello della montagna e', in un tripudio di emozioni continue a tutto vantaggio della salute fisica e mentale.
In altre parole, una scelta quella di fare montagna ispirata al bene sia del corpo che della mente nell'ottica di un sano modo di invecchiare.

Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: strada libera fino al colle del nivolet
Partenza diciamo a un ora alpinistica, come alpinistico risultera' l'arrivo i vetta dalla normale, per intenderci quella che per la rampa a monte il lago Lillet per cresta conduce in vetta. La si sconsiglia da sempre, ora piu' che mai, date le sempre peggiori condizioni che allo stato attuale la montagna in genere va assumendo, per effetto dei cambiamenti climatici.
Pero' nel mio caso non avevo altra scelta..che adottare questo sistema onde non incorrere in rischi di farmi male a salire dalla base.
Non sono dani arnold tanto meno alex honnold, le bravate le lascio fare a loro..
Io in qualita' di modesto alpinista in mancanza di soci al momento, altra scelta non ho che calarmi dall'alto per ricercare il divertimento e il piacere dallo scalare, ma con occhio sempre attentissimo alla sicurezza..
Mi calero' di conseguenza dalla vetta al termine di un laborioso, quanto faticoso approccio della durata prossima alle 5 ore (sfasciumi dappertutto e rocce verglassate in cresta intimavano alla calma nel procedere).
A conti fatti piu' sicuro mi son sentito in parete che sulla normale, dove la corda resta nel sacco, mentre fondamentale si e rivelata in parete l'attimo dopo.. chiamalo attimo..!
Seguendo alla lettera tutto quanto riportato nella dettagliata relazione del sito qui presente, reperite tutte le soste e ometti cammin facendo verso il basso con estrema facilita'.
Mi son preso il lusso di salire..e' scontato.. in sicurezza tutti i tiri piu' meritevoli dall'uno al quarto. Per il resto sopra altro non e' una cresta abbattuta di massi accatastati, ad eccezzione del tiro finale sulla torre che ho tralasciato (il timore era di fare troppo tardi poi a rientrare), scendendolo in doppia fino al primo gendarme che si incontra con 30m di calata esatta.
Laborioso ma divertente comunque tutte le volte a calata fatta, risalire per quella che era la lunghezza da arrampicare , nuova calata, e via a rifare la stessa cosa sui tiri sotto fino a pian pian piano arrivare a guadagnarne la base e di conseguenza la fine delle difficolta'.
Un sistema certamente complesso laborioso a dir poco, che comporta un uso razionale, metodico della corda, allo scopo di ottenere il massimo del divertimento con un occhio particolare alla sicurezza.



Un grazie a umberto bado anche da parte mia, per l'ottimo lavoro di attrezzatura della via, ora diventata plaisir.
Non saprei pero' in che misura ritenerla tale, dovendosi scammellare una bella manciata di km e svariati saliscendi per guadagnarne l'attacco..e non saprei quanto cio' possa giovare al fine di incentivarne la frequentazione.
A prescindere da tutto cio' anche se e' un posto fuori dal mondo quantunque affascinante come un po tutta la montagna in genere, e il tratto arrampicabile a stento arriva a fare 200 m di sviluppo in tutto, a mio avviso ne vale comunque la pena ugualmente..e' solo da rifletterci su un tantino..

pian piano andando incontro a un nuovo giorno..

luci accese sulla mare percia..

la via per la vetta passa di qua'..sullo sfondo di percia e foura'..

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: nessun problema
Noi abbiamo attaccato alla base del gran diedro per una placca di 5c con un passo di 6a a meta', fino a una sosta all'interno del diedro. Impensabile attaccare il muro di 6b di poco piu' a dx quantunque ben spittato senza un minimo di preriscaldamento. Non va dimenticato che il tracciato pur avendo tutti i connotati di una via da falesia, e' stata concepita e realizzata in ambiente d'alta montagna, particolarmente severo all'ombra delle Jorasses, con la vetta che sfiora i 3000m., e corde fisse come per accedere al bivacco, cosi anche per l'attacco della via, un approccio nell'insieme complesso e a dir poco faticoso.
Intrapreso da L1 cosi raggiunto (sicuramente riferito ad altra via) a salire l'aggettante faccia dx del gran diedro, la successione di spit (gli unici), che vedevamo dalla sosta.
Spittatura comunque ravvicinata e tale da consentire di azzerare un minimo le difficolta', a nostro giudizio nell'ordine del 6b.
A un certo punto nasce l'equivoco, spit piu' nessuno a indicare la linea da seguire. Diritto impossibile per un enorme tetto incombente, a sx la liscia e verticale faccia destra del diedro, nessuna protezione a far capire che su di qu' non si sale. Non resta che ascendere alla destra, rimontare una rampa (friend medio per uscire), e scoprire che ci eravamo ricongiunti alla via come da relazione di camptocamp, che seguiremo fedelmente fino in vetta.
Via nel complesso molto dura per quanto ben protetta, di un eccellente granito, non manca negli abbattimenti tra un tiro e l'altro roba che muove.
Le lunghezze non vanno mai oltre i 30 /35 metri di sviluppo. Sufficienti 8 /10 rinvii . Non serve integrare, si risolve il tutto grazie all'abbondanza di spit a garantire la sicurezza in ciascun singolo passaggio.

Ostinati come sempre a fidarci delle vecchie abitudini dure a morire, tra le quali omettere di consultare guide o meglio internet a tenerci costantemente aggiornati su tutto cio' che serve e interessa sapere al momento, preso a salire da Friboudze come da sempre si era fatto in passato. Troppo alti ormai per capire che proseguire (oltre una barriera di rocce al di sopra, e un torrente in piena alla nostra destra) , non c'era verso. Morale..ridiscendi di almeno 300m (di dislivello s'intende) a cercare il punto dove finalmente guadare, e cosi riprendere il cammino verso il bivacco, quando bastava proseguire in auto ancora un pezzetto ad arrivare allo spiazzo con palina di fianco.
Tradotto in cifre, raddoppiati tempi di avvicinamento da 4 a 6 ore, a 1600 i m. di dsl., 6 di sera al bivacco, direi anche fin troppo di lusso, alpinistica facile tecnicamente, faticosa fisicamente a tirar canaponi issati su per ripide scarpate.
Per contrasto viene considerata arrampicata una linea di salita dove ti devi fare un mazzo boia ad arrivare alla base anche se passati per un bivacco, solo perche' costellata di spit, mentre si dichiara alpinistica una salita dove per gran parte, tolto i due punti, dove si tirano dei canaponi, si cammina..e qui sta il paradosso!
Con Patrizio..per quest'anno va bene cosi..

lasciando il bivacco all'alba per scendere all'attacco..

il muro aggettante faccia destra del gran diedro da L1..

placca e tettino di 6a+..L3 di toi toi mon toit..

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: nessun problema
Disagi e difficolta' in questo itinerario tra antico e moderno di certo non mancano.
Tutto sommato comodo l'accesso dal pavillon con prima corsa delle 6.30, ma appena ci si trova scarpette ai piedi in angusta nicchia, suole bagnate perche sulla neve, a dover attaccare un muro liscio e verticale con protezioni ridotte all'ezzenziale l'umore ecco..gia' non e' piu' quello di prima.
Al socio a questo punto il compito di tirare da primo per esteso la parte piu' dura.
A me i due tiri centrali piu' abbattuti, che gia' bastano e avanzano.
La pertica con tutto il suo carico di storia, il montargli sopra, se da un lato trasmette una profonda insicurezza traballante come' nel vuoto assoluto, dall'altro infonde grande emozione.
Le doppie non sono filanti come si da a credere, su 9 da fare almeno meta' richiedono spostamenti a rischio pendolo, anche se minimi in alcuni casi.
Non la vedo una cosa tanto semplice da tirare via comoda in tempo per prendere l'ultima corsa.
Non siamo dei runners prima di tutto, ancor meno dei fenomeni cronometro sempre alla mano come si dovesse fare una gara tutte le volte, ma esattamente il contrario.
Inutile dire che abbiamo perso l'ultima corsa, che avremmo perso cmq, anche non avessimo avuto davanti un gruppo di giovani e baldi scalatori. Tre italiani, un francese, un tedesco, e un neozelandese in cordate da tre +tre, a far perdere un incredibile quantita' di tempo, aspettare che prima tutti salissero e poi scendessero a cominciare dalla sommita' di quel vertiginoso obelisco, giu' giu' per altre 8 rocambolesce doppie tutte attorno ai 50 m l'una, fino al ghiacciaio 400m piu' basso. (almeno un ora persa alla base della pertica a attendere di poter anche noi arrivare in cima).
Altro che in tempo per l'ultima corsa..siamo calati giu' a Entreves per 1900 mt di discesa nel cuore della notte che erano ormai le 23.30, nemmeno piu' in tempo per una pizza.
Possiamo peroì dire di aver vissuto la vera avventura nel suo significato piu' profondo.

Con l'irriducibile Patrizio.

la partenza..di certo non il massimo della goduria..

i primi e piu' ostici tiri..ma altri seguiranno..

sui tiri un po' piu' abbattuti della parte centrale..

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Tutto a posto
Arrivato qui in cima al Dente dalla Rocca in traversata, ho pensato che la soluzione piu' ovvia ma non scontata, fosse quella di calarsi con le doppie giu' per la via Fava anziche' dal sfasciumoso e alquanto pericoloso canalone della normale. Scelta che si rivelera' azzeccata in pieno.
Testato cosi la possibilita' oltre che di scenderla in doppia, (fattibilissima con soste per calate poste esattamente a 35 m distanti l'una dall'altra su due fix uniti con cordini fettucce e maillon), grazie al fatto di avere una corda dall'alto di salire 4 delle 6 lunghezze di 35metri tutte, ( non di 40 come citato in relazione), che caratterizzano la via. Avevo l'esigenza di scappare in fretta dalla parete per la terza minaccia di pioggia, che e' stata poi nell'ordine di giusto due tre goccie soltanto, ma intanto ormai ero fuori e comunque va bene cosi.

Una bella sgambata tra classico e moderno fai da te, fuori dal mondo in una rovente giornata di piena estate.
Una moltitudine di merenderos turisti o li si chiamino come si vuole, a prendere lettaralmente d'assalto il fondovalle su e giu' dalle Grange al ponte della Fonderia e viceversa. Difficile trovare un metro quadro di spazio libero nei prati circostanti, e posti a sedere nei due rifugi in zona.
Gli effetti del gran caldo che fa fuggire la gente in massa dalle citta' alla ricerca del tanto agognato refrigerio..qui oggi non si potevano non notare.

pronti per la prima di una serie di 5 calate esatte di 35 m cadauna..

testando il passo chiave della quinta e penultima lunghezza..

il muro finale appena sceso risalito e poi ridisceso..dalla selletta..del Dente..

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Dopo Frida per preriscaldarsi..tanto gia' fa poco caldo..per terreno avventuroso..con discesa a picco in un canyon gradini in pietra, e fune fissa al seguito giungiamo all'attacco di Mani Gemelle.
Un posto fuori dal mondo a tenere distanti i piu', dal momento che gia' c'e' troppo da ravanare..di conseguenza scomodo quanto a approccio. Per contro la via per quel poco che me ne intendo relativo a questa disciplina, oggi per molti aspetti somigliante piu' a una via di montagna, per quanto arrampicata in se, e' risultata essere di grande soddisfazione, al pari della compagnia di Frank e Stefi ad alternarsi al comando delle 12 lunghezze (il totale dei tiri delle due vie salite) di corda, con spittatura ravvicinata ma non troppo..niente e' regalato.. e volare non conviene ci si puo' gia' far male.

la partenza di Frida..a Stefi incominciare..

scendendo nel canyon..con le dovute attenzioni..

finalmente ci siamo..

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Bella via degna del nome che porta. Ti fa sembrare come essere in montagna, per lunghezza della linea di salita, la chiodatura distante, meno per le difficolta', certo un tantino piu' sostenute, per il fatto che e' di prestazione sportiva di cui si parla, lungi da quella che si identifica quale vera e propria impresa alpinistica, dove un paio di scarpette soltanto gia' non bastano piu'..sensibilita nei piedi quando si appoggiano sulla roccia, e un po di forza nelle braccia e mani, e il gioco e' fatto.
Ma per divertirsi godere del piacere dell'arrampicata anche se disciplina a se, in buona compagnia di Franco, Stefano, e Dario, a dare ognuno di loro a loro modo il proprio contributo, sia quando c'e da darsi una mano nelle difficolta', quando queste diventano sostenute, che a non far mancare su una tovaglia stesa su un prato quanto serve e anche di piu' per riprendere tono a via finita, questo e' sicuramente il posto ideale.

e' la partenza di un lungo viaggio verticale..

..di spit in spit..

su bella roccia..

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
In grandi linee il sunto di cio' che e' stato fatto di utile e curioso da portare agli onori delle cronache, e' tutto nel commento del socio che parla e racconta volentieri a nome di tutti i partecipanti al gioco delle danze su queste pareti di bassa valle, di quelle come in questo caso specifico per lunghezza e difficolta', che sembrano non finire mai. Sara' per questo motivo che a seguito di svariati tentativi nel tempo di convincere qualcuno a venirla a fare, tutte le volte era un no.
Adesso finalmente con la compagnia giusta sto lungo tormentone di sta tommy..(chissa' mai quando e se un giorno si riuscira' a metterla nel sacco..oppure destinata a rimanere incompiuta ancora a lungo.)..il giorno e' arrivato, con soci giusti in ogni senso..anche disposti a sciropparsi gli ancora 400m di dislivello a via finita..(le discese in doppia gliele lasciamo fare a chi a voglia..in pratica a tutti coloro che di andare in cima non gliene puo' fregare meno..) per andare in vetta a mettere la ciliegina sulla torta di questo piccolo capolavoro..che non sembrerebbe a giudicare dalla quota tutto sommato modesta, ma che in realta' ha richiesto a tutti i livelli e in tutti i sensi un impegno fuori dal comune.
in compagnia di Claudio (giuliof) e Fabrizio79.
Un saluto a Pinin e amici incontrati a Biel di ritorno dalla kalimnos, generosi e gentili a darmi uno strappo a andare a riprendere la macchina.

sulle massime difficolta' del terzo tiro..

Fabrizio in azione su uno dei tiri assegnati a lui da primo..

Claudio sui tiri centrali destinati a lui..

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Un pomeriggio strappato agli impegni familiari, speso a venire qui nelle immediate vicinanze di casa attratto da questa struttura caratteristica, rassomigliante in tutto per tutto alla sfinge vera e propria..bizzarrie della natura..che si diverte a scolpire forme d'ogni genere..salita la classica per eccellenza con piu' calate (tre in tutto di una 25na di metri l'una), con corda rimasta ben ancorata alle soste, e utilizzata per salire con un tiblok in sicurezza. Bella e sana roccia granitica, la chiodatura non fa testo in quanto non potendola utilizzare perche' solo, ho fatto affidamento unicamente alla sicurezza della corda dall'alto. Saltata cleopatra di poco piu' a sx della normale..troppo impegnativa per un non falesista come me..passo al bel muro senza scritta alla base,volto a ovest dove li ora c'e' il sole e il riparo dal vento. ..penso qualche passo di 5c di averlo fatto, sempre comunque con corda dall'alto. C'e'ancora una mezzoretta di luce giusto sufficiente per chiudere in bellezza con la salita di un facile monotiro di 4c sul torrione staccato dal corpo principale, torrione a cui e' stato dato il nome di sperone Civa. .e con questa ultima fatichetta ecco che se ne e' andata un altra giornata come sempre intensa sotto ogni punto di vista.


da sotto rimane un po' schiacciata..

la liscia paretina sul fianco ovest..

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Non regge il confronto con la precedente. Decisamente piu' facile a parita di sviluppo, e con un tratto dove ci si punge dovendo passare tra i rovi per riprendere la via piu' in alto. chiodatura ariosa ma non troppo come non troppo forte era il vento che ci ha lasciato arrampicare in un clima piu' da avanzata primavera che di tardo inverno.

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Frequento poco la palestra beninteso di roccia ammesso si possa ancora chiamare cosi, pero' a differenza di altre volte in questo caso vuoi perche' il posto era nuovo, le vie dal sapore di antico, di li il nome della prima scelta da salire appena giunti alla base a mezzoretta di cammino..la chiodatura cosi come la roccia efficiente la prima, eccellente la seconda piu' aggiungi l'allegra compagnia di Franco e Claudio...per una volta tanto via dai pericoli e dalle insidie dell'alta quota..per una volta che ti diverti soltanto..ci puo' stare

l'idea di montagna la da..

e' di turno Franco..

Claudio scruta la parete..
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Tutte le sue gite

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