andrea81


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: buona sterrata fino al Rifugio Dibona, posteggi pieni già al mattino
Ferrata molto bella, poco più di un'ora di avvicinamento su comodo sentiero, e poi si è all'attacco; il percorso si svolge in ambiente spettacolare, subito la lunga galleria in salita attrezzata con scalini, poi si esce sul versante opposto dove si prosegue in discesa su ghiaione: presente un nevaio da attraversare, oggi neve durissima così abbiamo optato per l'aggiramento dal basso su terreno detritico ma facile. Il percorso prosegue su ampie cenge nella enorme parete nord-nordovest, senza grosse difficoltà seppure la ferrata non presenti mai gradini o agevolazioni metalliche. Raggiunto il punto di uscita eventuale, dopo un tratto camminabile la ferrata riprende nella seconda parte, che è anche la più impegnativa dal punto di vista fisico. Si alternano facili gradoni a tratti di roccia verticale, in particolare due passaggi, complice anche la pietra bagnata dai temporali notturni, hanno creato qualche difficoltà e richiedono l'uso delle braccia per tirarsi su. Terminati i passaggi più ostici ancora un breve tratto più semplice e si esce sul crestone sommitale, 20' di salita su ghiaione abbastanza faticoso su tracce un po' ovunque.
La discesa della via normale escursionistica sul Rifugio Giussani è semplice, specie nella parte alta del crestone, mentre invece il pendio sottostante seppur solcato da varie tracce richiede qualche cautela, perchè spesso si devono percorrere lastroni di roccia sporchi di detrito. Dal Giussani al Rifugio Dibona ottimo sentiero molto scorrevole.
In compagnia di Mary e Marco lungo la ferrata, e Marta e Luigi che hanno percorso la normale. Peccato il clima freddino in cima. Il percorso, considerando anche la frequentazione elevata e i diversi punti in cui ci si intasa, richiede almeno 4 ore che facilmente diventano 5 (da effettuarsi con meteo stabile). Oggi infatti parecchia gente. Ferrata in ottimo stato.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Prima volta per me in Dolomiti...non c'era modo migliore! Saliti al venerdì sera al Rifugio Firenze in circa 1h di tranquilla e verdeggiante passeggiata, l'indomani partenza alle alle 8 dal Rifugio e in circa 2 ore siamo arrivati all'attacco della ferrata, prima attraversando il verdeggiante Pian Ciantier e poi la detritica e suggestiva Val Salieres, fino alla Forcella.
La ferrata è piuttosto facile e ben attrezzata, ci si può divertire usando i comodi appigli sulla roccia usando solo la fune metallica come protezione. Alcuni passaggi sono molto belli ma mai difficili. In vista della cima la ferrata vera e propria termina lasciando posto a tratti di sentiero detritico ed altri brevi tratti attrezzati.
In discesa proseguito per il versante opposto, con la ferrata di discesa per il versante sud, con alcuni tratti un po' più delicati a causa del terreno meno stabile (in un paio di punti il cavo non è ancorato). Terminati i tratti attrezzati, anzichè scendere direttamente per il sentiero, abbiamo proseguito la traversata con un bel sentiero a mezza costa, che poi ritorna ad essere una ferratina mai difficile ma con traversi anche esposti, fino alla Forcella che si affaccia sulla Val di Funes. Da qui su bel sentiero a serpentine nel canalone ritorniamo al Pian Ciantier, e quindi al Rifugio.
Tantissima gente al Sass Rigais oggi, un serpentone di persone lungo la ferrata (molti anche maleducati che superavano nei punti più impensabili) credo almeno 100-120 persone, con conseguente affollamento in cima. Per fortuna noi eravamo tra i primi e ci siamo potuti godere salita e cima. Ambiente spettacolare e bella salita, mai difficile ma appagante.
Rifugio Firenze ben organizzato e accogliente (noi siamo stati collocati nell'edificio adiacente, un po' più vecchiotto). Cena buona, ma in quantità non tali da colmare la mia fame.
In compagnia del gruppetto di 8 persone del Cai Ligure di Genova, in gita sociale organizzata da Stelvio e Maurizio.
Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
La via Ferrata è stata riaperta oggi 06/09/2011, sono stati tolti i divieti e i cartelli
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Veloce ferrata serale, segnalo che dopo le 18 anche in queste giornate più lunghe l'intero percorso è all'ombra. Nessun problema e tutto il percorso è in ottime condizioni.
Volendo raggiungere la vera e propria cima della Rocca Bianca, una volta finita la ferrata si può salire per qualche minuto (sentiero un po' invaso dalla vegetazione in alcuni tratti) fino alle roccette che offrono un bel punto panoramico.
In compagnia del maturando Michele, nella sua sera prima degli esami.
Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
commento per i signori elenapollo e rocciaclimb:
probabilmente non essendo avvezzi alle ferrate non ne capite il senso e il principio di funzionamento.
I continui attacchi e stacchi ogni 3-4 metri servono appunto a fare in modo che non ci si faccia male.
Evidentemente ci sono migliaia di alpinisti falliti (come li considera il rocciaclimb) dato che è una delle ferrate più frequentate.
Poi non capisco perchè nell'era di internet, non ci so documenti prima sul cosa si va a fare... se pensavate di andare su una ferrata dolomitica avete sbagliato regione, d'altra parte qui la roccia non può essere quella delle dolomiti.
Inoltre è una via ferrata adatta ai principianti ed alle famiglie viste le non eccessive difficoltà. Ma tutto questo si poteva sapere prima di partire, evitandovi il viaggio inutile.
Comunque avevate la possibilità di percorrerla in arrampicata libera, come d'altra parte fanno in molti, visto che siete dei grandi alpinisti.

L'importante è che il vostro commento da persone non esperte di ferrate, non influenzi le altre persone, perchè è una bella ferrata obiettivamente parlando. (e poi si sa, voi in ogni gita che fate trovate sempre di che lamentarvi)


Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Ferrata breve, ma intensa, che si svolge in un contesto meraviglioso.
Purtroppo eravamo coi minuti contati e l'abbiamo fatta un po' alla veloce... mezz'ora scarsa ed eravamo di nuovo all'auto (non pensavo fosse così corta).
Inizio facile, per ambientarsi, poi praticamente dal ponte tibetano in poi tutto di braccia, sia un piccolo tetto che il traverso finale strampiombante. Comunque niente di particolarmente difficile.
Merita sicuramente di tornarci e visitare meglio la gola dell'orrido.
Piccolo inconveniente alla partenza: abbiamo dovuto imbragare un cane che coi padroni (sprovveduti) aveva superato una placca liscia e inclinata, cioè l'inizio della ferrata, e non riusciva più a tornare indietro. Con un po' di fantasia siamo riusciti a portare in salvo la povera e impaurita bestiola (labrador di 25 kg!)


Ponte tibetano ed inizio del traverso strampiombante

Barriera per il contenimento dei detriti

L'orrido di Chianocco
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Secondo giorno del raid nel gruppo del Gran Sasso.
Partiti dal Rifugio Franchetti dopo colazione, in pochi minuti raggiungiamo la sella dei Corni.
Qui tocca scendere nel vallone dei Ginepri perdendo almeno 100 metri di dislivello, fino alle indicazioni poste sotto il Torrione Livia, che segnalano la via Ferrata Danesi.
Sinceramente pensavamo fosse più una ferrata che altro, invece i tratti attrezzati sono pochi, un paio di scalette e alcuni metri di cavo, per il resto ci si muove su ottima roccia ben appigliata, per una facile arrampicata (anche se alcuni tratti sono un po' esposti, un cavo non avrebbe fatto male).
Davvero curioso e un po' faticoso il passaggio nel buco.
Raggiunta l'aerea vetta, tra nebbie che andavano e venivano, siamo poi scesi dalla via normale, che tramite cengie e passaggi tra le rocce porta nel vallone dei ginepri, da dove non resta che risalire faticosamente sul ripido sentiero di pietrisco fino alla sella dei Corni.
In compagnia dei soci Marco e Danilo, a compimento di questa 2 giorni sul Gran Sasso, ambiente davvero meritevole e differente dalle nostre Alpi.

Foto su (tra qualche giorno)

In marcia verso la Sella dei Corni

La scaletta

In cima al Corno Piccolo

[visualizza gita completa]

Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Ferrata fatta di sera dopo il lavoro, piuttosto corta (impiegato un'ora) ma abbastanza impegnativa fisicamente e tecnicamente, con scalini di ferro solo nei punti strettamente necessari. Molto panoramica ed esposta, mai troppo difficile. ponte tibetano simpatico volendo aggirabile.

Passaggio molto panoramico
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Bella ferrata, abbastanza corta e fattibile già ad inizio stagione grazie all'esposizione favorevole. Curiosa l'idea del ponte tibetano sfruttando il pilastro della vecchia funivia. Un paio di passaggi atletici che richiedono un po' di sforzo, uno poco dopo l'inizio e l'altro a pochi metri dall'uscita della ferrata. Per il resto nessun problema, scalini e appigli in quantità giusta. Circa mezzora dal santuario per raggiungere l'attacco, poi 1 h30' di ferrata con pause e un po' di coda. Non contenti abbiamo proseguito fino alla cima del monte Tovo, prima seguendo vaghissime tracce sul pendio erboso, per lo più percorso in cresta (c'era nebbia fitta e non volevamo perderci) fino ad incrociare il sentiero 32 che sale dal versante nord sul lato di Oropa, che ci ha condotti fino in cima, percorso facile ma piuttosto ripido e faticoso.
Compagnia del socio Danilo che pensava mi fossi perso più volte nella nebbia; solo un attimo di apertura in cima che non ci ha concesso tuttavia grandi panorami. 6 persone lungo la ferrata, nessuno in cima oltre noi.

Il primo ponte tibetano
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Ferrata davvero lunga, praticamente una costante salita su pareti verticali però resa banale dai gradini metallici (più di 1800 indica un cartello). Difficoltà solo per un tetto iniziale e per il tratto conclusivo in cui diventa un percorso attrezzato molto esposto da entrambi i lati, con alcuni passagggi su roccia non solida.
Ferrata da effettuarsi solo con condizioni meteo stabili e partendo presto la mattina, da considerare circa 4 ore si salita per persone medie.

Un passaggio molto panoramico sulla Valgrisenche