Meano (Rocce, Torrione di) Spigolo Berardo

difficoltà: D+   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud-Ovest
quota partenza (m): 1585
quota vetta (m): 2766
dislivello complessivo (m): 1181

copertura rete mobile
wind : 60% di copertura
tim : 0% di copertura
no operato : 0% di copertura
3 : 80% di copertura

contributors: selvatico Steu94
ultima revisione: 09/08/19

località partenza: Castello (Pontechianale , CN )

punti appoggio: Bivacco Boarelli

bibliografia: CAI-TCI

accesso:
Seguire il sentiero per il rifugio Vallanta fino allo sbocco del vallone delle forciolline, da qui seguire per il bivacco Boarelli al Lago Forciolline. Prima che il vallone si stringa e diventi canale si abbandona il sentiero per rimontare, sulla dx, la pietraia fino alla base della parete.
Da qui puntare a una sorta di breve canale tra la parete ed un grande roccione addossato allo spigolo stesso (sull’estremo lato destro della parete, appena prima del canalone di discesa).

L’attacco si trova in corrispondenza di una breve cengia erbosa che va verso sinistra (spit visibile 15 metri più in alto vicino allo spigolo).

note tecniche:
Difficoltà: D+, V, 350 m (+ 80 facili)
Via alpinistica, da non sottovalutare il grado proposto sulla vecchia relazione di Monti d’Italia.
La parziale richiodatura forse ha modificato in alcuni punti l’itinerario.
La relazione di Monti d’italia è per gran parte approssimativa, quella sulla guida francese Escalade en Queyras molto confusionaria (se non a tratti sbagliata).
Materiale: 8 rinvii (utilissimi quelli allungabili), friends medio-piccoli (da .1 a 2/3 BD), nuts non indispensabili, martello per ribattere e qualche chiodo di emergenza, cordini vari.

descrizione itinerario:
L1: dalla cengia salire direttamente superando un breve tratto leggermente strapiombante, poi continuare spostandosi man mano verso lo spigolo (fix). Doppiare lo spigolo ed entrare nel diedro successivo (possibile sosta su 2 fix) e salirlo (chiodi) per raggiungere una zona più facile. Proseguire in leggero diagonale verso dx (chiodi) fino ad un comodo terrazzo (S1 2 fix, 40 m).
L2: salire il brevissimo diedro soprastante e spostarsi su una piccola cengia a sx. Scalare la faccia sx del successivo diedrone (fix visibile) e raggiungere un tratto meno verticale (S2 2 fix, 30 m).
L3: facile tiro che segue una rampa erbosa ascendente verso sx (S3 2 fix, 40 m, ometto di segnalazione).
L4: lunghezza di non facile individuazione. Dalla sosta salire andando leggermente verso sinistra spostandosi per diedri e spigoli (chiodi, roccia a tratti instabile), fino a raggiungere un piccolo terrazzino spostato di 5/6 metri a sinistra dalla verticale della sosta precedente (S4 2 fix, 35m).
L5: salire verticalmente raggiungendo un piccolo pino e infilarsi nel camino successivo portandosi su un tratto di cenge. Continuare per una decina di metri sul facile fino alla sosta un po’ nascosta contro un muro a sx (S5 2 fix, 30 m).
L6: facile spostamento in diagonale verso dx fino all’evidente sosta prima di un diedro (S6 2 fix, 25 m).
L7: entrare nel bel diedro-camino a dx e salirlo con scalata faticosa (chiodi e masso incastrato). Verso la fine ristabilirsi su un terrazzo a sx e proseguire verticalmente per spostarsi poi leggermente a sx su un comodo terrazzo (S7 2 fix, 30 m).
L8: salire il brevissimo diedro con lama sulla sx e continuare nel bel fessurone (non nel diedro erboso più a sx) (masso incastrato), fino ad uscire su una cengia che di segue verso destra fino al suo termine. Da qui salire verticalmente su spuntoni fino ad una zona erbosa (S8 1 fix, 40 m).
L9: spostarsi in piano su terreno facile alla base di un gendarme, raggiungere la breccia alla sua sinistra e contornare il suo lato ovest fino a una seconda grossa breccia (S9 su spuntone, 30 m).
L10: tenersi abbastanza sullo spigolo oltre la breccia e con un passo faticoso in fessura raggiungere una cengia (2 chiodi di sosta). Proseguire nell’aperto diedro fessurato soprastante (chiodi, uscita non proteggibile se non con un friend 5/6) e superatolo andare a sx verso dei blocchi rotti arancioni (S10 2 chiodi integrabile, 40 m).
Da qui proseguire per 80 metri su rocce rotte prima e su spigolo poi fino alla croce.

Discesa: La via di discesa inizia poco prima della croce della vetta con una corda doppia (sosta vicino a dei pini) di 25 m che porta sulle cenge sottostanti. Si seguono le cenge molto esposte (alcuni fix con maillon) verso Est fino a raggiungere un grosso diedro sopra il canale di discesa. Effettuare quindi una doppia da 50 metri su 2 fix con maillon. Scendere nel marcissimo canale per 200 metri fino a raggiungere nuovamente lo spigolo di salita (a dx)

P.S.:
- la via non sale quasi per niente uno spigolo evidente, quindi non è difficile andare fuori strada e salire alcune varianti.
-da S1 si possono anche salire le facile rocce a dx (chiodo visibile) superando poi uno spigolo sempre a dx arrivando alla base di un altro diedro (sosta da attrezzare alla sua base). Da qui si prosegue per la sua faccia sinistra lungo una bellissima fessura (chiodi) fino al suo termine (sosta da attrezzare in una zona erbosa). Raggiungere infine S3 attraversando in piano verso sx una zona molto facile sopra la rampa erbosa di L3 precedentemente descritto.