Rama (Monte) Rama 2020

difficoltà: D+   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud-Est
quota partenza (m): 300
quota vetta (m): 1150
dislivello complessivo (m): 850

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: andreaparodi
ultima revisione: 13/03/20

località partenza: Sciarborasca (Cogoleto , GE )

accesso:
Si parte dal serbatoio dell'acquedotto a quota 300 nel vallone del Rio Scorza, che si raggiunge con una deviazione dalla strada tra Sciarborasca e Lerca. All'inizio si segue il sentiero segnalato con due strisce rosse, che rimonta il vallone, poi si prende a destra la Direttissima e si sale fino a sbucare sul sentiero della Diretta proveniente da Lerca (segnavia: un cerchio rosso pieno). Superati il Passo Camulà (790 m) il Passo Camulà e l’attacco della Via del Nonno (targhetta su un masso), si prosegue per un centinaio di metri sul sentiero che taglia il versante sud-est del Monte Rama, poi lo si abbandona per salire tra erba e alberi, piegando a destra sotto le balze rocciose, fino al punto in cui le rocce scendono più in basso.

note tecniche:
Via nuova, aperta in stile trad. Segue una linea logica e diretta, che offre una scalata varia e interessante. La roccia in qualche punto richiede attenzione per la presenza di scaglie un po’ fragili.
Difficoltà: D+ (IV e IV+ con una lunghezza di V+ e VI-)
Sviluppo: 210 m circa
Materiale utile: una serie di friend e alcuni chiodi (i primi salitori hanno usato un unico chiodo nel primo tiro, poi tolto).

descrizione itinerario:
Attacco: subito a sinistra del contrafforte che scende più in basso, si attacca un evidente canalino roccioso.

L1) Si rimonta il canalino per alcuni metri poi, raggiunto un alberello, si comincia un traverso ascendente a destra lungo una fascia di rocce inclinate (IV). Con un passo più delicato (IV+) si guadagna il filo di spigolo in corrispondenza di uno spuntone. Si sale subito a destra dello spigolo (IV), poi si ritorna a sinistra su una cengia. 35 m (sosta su spuntone).

L2) Si sale più o meno dritti per rocce inclinate con tratti erbosi (II e III) fino ad una cengia erbosa con alberelli. 20 m

L3) Subito sulla destra si attacca una bella placca che si rimonta con arrampicata elegante (IV+). Piegando leggermente a sinistra si guadagna una fascia erbosa, si supera un altro breve risalto e si arriva su una cengia con grossi pini. 30 m

L4) Salendo brevemente tra alberi e arbusti, si giunge alla base di un diedro verticale alto una decina di metri. Si rimonta il diedro in spaccata (V e V+, ottime possibilità di proteggersi con friend grossi nella fessura di fondo e friend più piccoli nelle fessure laterali). Usciti su una cengetta con arbusti, con un passo a destra si attacca la successiva fessura-camino, piuttosto ostica e proteggibile con più difficoltà: si sale sulla faccia di destra che all’inizio è verticale, poi si abbatte un po’ ma è povera di appigli (VI-). Alla fine si esce a sinistra su una cengia con alberelli. 25 m

L5) Tornati a destra si rimonta una breve placca (IV) poi si prosegue su rocce meno ripide (II+) e, traversando a sinistra un terreno facile, si raggiunge un albero. 35 m

L6) Si sale facilmente (I) per erba e brevi balze rocciose fino ad un’ampia cengia con alberelli. 30 m

L7) In breve si raggiunge la base dell’ultimo risalto, che si supera direttamente, lasciando a sinistra l’evidente canale roccioso percorso dalla Via del Nonno. Si sale prima su placca inclinata (III), poi si vince un breve muro verticale (IV+), sfruttando due belle fessure orizzontali che offrono una buona presa per le mani e la possibilità di piazzare ottimi friend. Si esce così su un ampio e panoramico terrazzo con pini, alla fine delle difficoltà. 25 m

Da qui si può proseguire per la Via del Nonno (non facilissima da individuare, perché i segnavia sono ormai sbiaditi). Quest’ultima supera alcune brevi balze rocciose, poi procede tra gli arbusti, piegando a sinistra verso l’ultimo, ripido pendio sotto la vetta. Salendo infine per rocce inclinate ed erba si raggiunge il sentiero della Diretta pochi metri sotto le croci del Monte Rama.

altre annotazioni:
Prima ascensione: Andrea Parodi e Marco Colli (Gruppo Geki, CAI Arenzano), 28 febbraio 2020.
Prima ripetizione: Daniele Anzaldi, Edoardo Grondona (CAI ULE di Sestri Ponente), 8 marzo 2020.

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