Madeleine (Pointe) Parete Ovest - Où Va Tu Basile

difficoltà: 6a+ / 6a obbl / A0
esposizione arrampicata: Sud-Ovest
quota base arrampicata (m): 2500
sviluppo arrampicata (m): 300
dislivello avvicinamento (m): 1000

copertura rete mobile
vodafone : 60% di copertura

contributors: alethedeath
ultima revisione: 16/09/19

località partenza: La Vachey (Courmayeur , AO )

punti appoggio: Bivacco Gervasutti

bibliografia: https://www.up-climbing.com/it/multipitch/news/ou-vas-tu-basile--300-m--6a-

accesso:
Quello per il Bivacco Gervasutti. Dopo La Vachey (attenzione alle regole per il parcheggio, cambiano a seconda del periodo dell'anno) si cammina sulla strada asfaltata per un km circa, poi sulla sinistra passerella di metallo sulla Dora e ci si inerpica per il sentiero inizialmente ben tracciato; dopo un guado e delle corde fisse che permettono di superare la bastionata rocciosa sulla destra (sinistra orografica) il sentiero si perde sempre di più e diventa una traccia con ometti e bolli gialli su placche montonate e sfasciumi che indicano la direzione da seguire. Il Bivacco Gervasutti, che indica la via, è quasi sempre visibile comunque. Tracce GPS sulla relazione di salita per il Bivacco stesso. La parete è ben visibile anche dal parcheggio e ci si passa sotto, la via si trova quasi sullo spigolo sinistro e dal sentiero si vedono gli spit del diedro di L2. All'attacco due spit con cordino giallo e fettuccia arancione (foto).

note tecniche:
Via a spit con soste collegate e anello di calata, comunque da non sottovalutare leggendo i gradi. Ci si trova in ambiente severo, gli spit non sono a distanza da falesia e, anche portandosi dietro friend dallo 0.4 al 2, le possibilità di integrare non sono enormi (è possibile soprattutto sui tiri più esposti e di fessura L3-L4-L7-L8). La roccia è di buona qualità in media, ma sporca in alcuni tratti, soprattutto in cima. Per contro, impossibile perdersi e comunque sempre possibile la ritirata in doppia. Attenzione ai detriti che si possono muovere nelle cenge o facendo le doppie.
Assolutamente consigliata la notte al Gervasutti, non perché necessario per l'avvicinamento (che andando al bivacco risulta più lungo di almeno 40' da scendere il giorno dopo) ma perché è un posto da vedere una volta nella vita almeno. Controllare condizioni avvicinamento, siamo a ridosso di un ghiacciaio, a inizio stagione sicuramente serviranno piccozza e ramponi.

descrizione itinerario:
L1: placca facile su grandi blocchi, sosta alla base del grande diedro - 4
L2: inizio nel diedro fessurato ottimo, poi placca fessurata non banale ed esposta (duro passo in ingresso) e infine uscita utilizzando nuovamente il diedro fessurato. Sosta su comoda cengia (6a)
L3: scavalcamento dei massi sopra la sosta, poi placca facile fino al muro aggettante che si supera da sinistra su strapiombi molto ben ammanigliati, uscita su placca facile e sosta (5b)
L4: ribaltamenti e strapiombi su meraviglioso muro fessurato, mai difficile ma esposto, nuova placca facile e sosta (5c)
L5: placca facile, poi più verticale ad aggirare un pilastro sulla destra che si scala direttamente (passo di placca non semplicissimo, vista la roccia lichenata) e che va in diagonale verso sinistra (6a nella relazione originale, forse un po' meno). Sosta comoda su placca.
L6: diedri fessurati appoggiati e placche verso il muro finale che si vede già da L5, spit molto distanti ma tiro facile (4)
L7: boulder estetico iniziale in strapiombo, poi tetto da aggirare tenendo la fessura alla base dello stesso verso sinistra, cengia ascendente verso sinistra e, in verticale, vari ribaltamenti su pance non sempre ovvie. Infine nuova cengia ascendente verso sinistra e sosta comoda (questa è la sosta che si salta in doppia, infatti è spostata verso sinistra rispetto alla sosta finale da cui ci si cala). (6a+)
L8: placca con utile fessura alla sua sinistra, ribaltamento con nuovo tetto da aggirare a sinistra utilizzando la fessura alla base e serie di piccoli strapiombi fino al tetto finale che presenta due spit: uno nettamente a sinistra che permette di aggirarne la parte più strapiombante ma non rende comunque più semplice il passo successivo in cui bisognerà tornare nettamente a destra per uscire dal tiro. In alternativa, dritti per lo strapiombo, spit un po' distante e poco visibile da sotto (si vede solo quello successivo, che è davvero lontano). 6a, secondo la relazione originale.

Discesa in doppia da 60 m saltando S7 ed S1. Attenzione all'incastro della prima doppia.

altre annotazioni:
Nicolas Magnin, Sylvie Simond, 7/8 ottobre 2017