Weißwand dalla Pflerschtal

sentiero tipo,n°,segnavia: segnavia 6, 7, 8
difficoltà: EE   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud
quota partenza (m): 1450
quota vetta/quota massima (m): 3016
dislivello salita totale (m): 1570

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: matte978
ultima revisione: 06/09/19

località partenza: Stein (Gemeinde Gschnitz , Innsbruck-Land )

punti appoggio: Magdeburger Hutte 2423

cartografia: 1:25.000 Tabacco f. 38 - Vipiteno / 1:50.000 Alpenvereinkarte Brennerberge f.31/3

accesso:
Da Colle Isarco/Gossensaß lungo la strada statale n. 12 si devia e si imbocca la Val di Fleres fino al suo termine, dove si incontrano, appena entrati nel paese di Sant'Antonio le indicazioni a sx per i vari parcheggi che conducono fino a fine strada.
Il parcheggio più in alto presenta alcune restrizioni di accesso (divieto dalle 10 alle 16) nei mesi estivi. Si trovano comunque ottime possibilità di parcheggio sotto.

note tecniche:
Salita ad una cima geologicamente interessante, per il sovrapporsi di dolomia (parte sommitale) del dominio sudalpino a rocce più scure del basamento metamorfico austro alpino.

descrizione itinerario:
Dal parcheggio di Stein si imbocca il sentiero n. 6 che supera ben presto la Furtalm (1657m) da dove si inizia a salire prima ancora nel bosco poi per terreni aperti superando alcune malghe distrutte (Schafhutte) verso i 2120 m. Ci si inerpica ancora con alcuni zig zag tenendo come riferimento il torrente che discende dallo Stubensee fino a raggiungerlo. Da qui (segnavia 7 per la Weißwandspitze) una breve deviazione conduce al Magdeburger hutte / Rifugio Cremona alla Stua (2423m) dove conviene pernottare.
Tornati indietro al bivio si segue il sentiero 7 che supera brevi tratti attrezzati e diagonalmente raggiunge l'imboccatura del vallone rinserrato fra la nostra cima e la Schafkampspitze/Cima delle Pecore 3011m. Si rimonta il vallone, spesso intasato di neve, inizialmente con pendenze poco sostenute poi si deve superare una ripida fascia rocciosa (tratto attrezzato con rampe e cavo metallico) che immette nell'erboso ma ripidissimo pendio sotto la grande cengia che taglia tutta la montagna (in realtà determinata dalla diversa litologia delle roccie).
Si giunge quindi presso la cengia dove si rinviene, poco prima di una costolatura la deviazione per la vetta.
Da qui (2860m ca.) i segnavia mancano ma non è difficile orientarsi grazie ai numerosi ometti: prima al centro della parete, poi leggermente a sinistra ed infine in vetta alla Weißwandspitze 3016m.
Discesa per lo stesso it. o in lunga traversata al Rifugio Calciati al Tribulaun
Descrizione traversata: tornati a 2860m si percorre tutta la cengia (attenzione in caso di neve o roccia verglassata) fino al suo termine. Con attenzione si scende dunque sul versante austriaco per pochi metri e poi si rimonta il pendio detritico del Hoher Zahn (2974m, breve e meritevole la visita della cima) per ridiscendere su dorsale fin nei pressi di macchie di neve e laghetti di scioglimento. Da qui il sentiero compie un ampio giro verso nord e poi est per discendere nel vallone sottostante la Forcella di Fleres e da qui in breve al Rifugio Calciati al Tribulaun (2369m). Dal rifugio si segue il sentiero n. 8 che riconduce verso valle ed il parcheggio.