Vallaccia (Rifugio) dal Passo San Pellegrino

sentiero tipo,n°,segnavia: stradetta/sentiero nr 604-603b-624
difficoltà: E   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 1907
quota vetta/quota massima (m): 2528
dislivello salita totale (m): 1050

copertura rete mobile
no operato : 80% di copertura

contributors: lancillotto
ultima revisione: 06/09/19

località partenza: Passo San Pellegrino (Moena , TN )

punti appoggio: alberghi al passo S. Pellegrino-rif.Le Selle-Rif. Taramelli-rif.Vallaccia

cartografia: Carta Tabacco nr 06 Val di Fassa e Dolomiti Fassane

accesso:
Al confine tra Veneto e Trentino, il Passo di San Pellegrino è raggiungibile sia da Bolzano e Trento che da Belluno lungo la S.S. 203.

note tecniche:
Molte sono le escursioni e le salite alle cime che partono da Passo San Pellegrino. La località è nota sopratutto per gli impianti sciistici attorno ai quali sono sorti alberghi e ristoranti.

descrizione itinerario:
Dal Passo di San Pellegrino, in prossimità della chiesetta inizia il sentiero 604 per il rifugio e il Passo Le Selle. Inizialmente si sale su stradetta asfaltata chiusa al traffico, ma presto un sentiero si stacca e sale per parti fino a una sterrata. Superato il ristorante Paradiso, si trova nuovamente il sentiero che si alza tra i vasti pascoli con bellissime vedute dei giganti dolomitici: Plemo, Civetta, Moiazza, Pale di San Martino con la bellissima cuspide dell' Agnèr mentre ci si avvicina alle frastagliate Cime di Costabella dove si sviluppa il sentiero attrezzato Bepi Zac. Ora è ben visibile il rifugio Le Selle, posto su un cucuzzolo della lunga cresta dei Monzoni che si raggiunge in circa ore 1,30. Possibile abbreviare il percorso con la seggiovia di Costabella. Dal rifugio, ci si abbassa nella Valle de le Sele con un sentiero che cla con varie svolte verso il laghetto omonimo, assai povero d'acqua. L'ultimo tratto verso il già visibile rifugio Taramelli è più incassato e scomodo per sassi mobili. Il piccolo rifugio Taramelli (SAT) mt 2040 sorge ai margini di un boschetto di imponenti cirmoli ed è uno degli ultimi rimasti ancora costruiti a cubo. Per il rifugio Vallaccia non ci sono indicazioni. Occorre seguire le indicazioni per la Baita Monzoni e il fondovalle perdendo circa 50 metri di quota per uno stradello sassoso che scende ripido fino a trovare il bivio a sx per il rifugio Vallaccia. il sentiero è stato distrutto dall'alluvione, ma la deviazione è ben visibile, passa per un boschetto fino a raggiungere la pista che sale al rifugio assai ripida. Appena possibile la si abbandona per un buon sentiero che sale nella bella Val Gardeccia con vari baiti ben ristrutturati e con un ultimo ripido strappo raggiunge il rifugio Vallaccia mt 2275, privato, in posizione incantevole. Da qui è possibile salire alle panoramicissime cime di Vallaccia, Sas Morin e Sass dle Undesc.

altre annotazioni:
Il nome del passo deriva dall' antico ospizio costruito nel 1358 dai frati, ricostruito dopo la Prima Guerra Mondiale e che si vede tutt'oggi.
Tutta la zona attorno al passo fu teatro nella prima guerra mondiale di aspri combattimenti tra truppe italiane e austriache.
Dalla stazione a monte della seggiovia Costabella, dal rifugio Le Selle e della funivia Col Margherita si sviluppano numerose escursioni di interesse storico. E' possibile vedere ancora resti di baracche, passatoie, scale in legno e postazioni per mitragliatrice.. Tra le vie più conosciute e panoramiche ci sonoi sentieri attrezzati Bruno Federspiel e l’Alta Via Bepi Zac.