Baione (Torrione di) Via Basili-Longoni

difficoltà: 5a / 4 obbl
esposizione arrampicata: Nord-Ovest
quota base arrampicata (m): 2150
sviluppo arrampicata (m): 220
dislivello avvicinamento (m): 600

copertura rete mobile
tim : 80% di copertura

contributors: affoltern
ultima revisione: 13/08/19

località partenza: Rifugio Cimon Della Bagozza (Schilpario , BG )

punti appoggio: Rifugio Cimon Della Bagozza

bibliografia: Nel giardino di pietra - M. Cisana

accesso:
Dal rif. Cimon della Bagozza (m1580) si prosegue per il passo dei campelli, alla madonnina (da qui il canale da risalire è molto evidente) si devia a destra lungo il sentiero per il Cimon della Bagozza (20’), arrivati al laghetto dei campelli (5’ dalla deviazione - m1680) lo si costeggia a sinistra e risalire il canalino tra rocce e sassi fino alla conca di baione. La si raggiunge traversando a destra in orizzontale e poi si risale il ghiaione fino all’attacco della via. Noi abbiamo risalito il canale prima sul lato destro (guardando a monte) per poi spostarci a sinistra arrivati alla base della Cima di Baione. Salendo, l’attacco rimane nascosto da un torrione roccioso, aggiratolo a destra si devia a sinistra rispetto al canale principale. Ci si sposta così 50m a sx lungo il canale, dopo un grosso sasso si trova l’attacco (chiodo con cordino a 5m da terra. (2h-2h30’ dalla partenza).

note tecniche:
Ben descritta nella guida citata in bibliografia, riportiamo qui stato chiodatura e lunghezze tiri aggiornati. Chiodatura scarsa i primi due tiri, poi salendo migliora decisamente, presente anche un buon numero di chiodi nuovi.
NDA, nuts e friends come si è abituati, martello per ribattere, chiodi probabilmente non necessari ma averne qualcuno è assolutamente consigliato.

descrizione itinerario:
L1. Dall’attacco individuare il chiodo con cordino, raggiungerlo e proseguire per gradoni fino a una cengetta da cui si diparte una fessura. Qui si sosta (S1 su 1ch, 30m).
L2. Proseguire per risalti e diedrini tenendo la sinistra. Lasciare a sinistra le nicchie gialle fino a 1 cordino su terrazzino. Da li proseguire diritti (evitando i diedri di destra!) fino a una cengetta erbosa. La si attraversa verso sinistra (ch) appena possibile superare il muro soprastante (in prossimità di un cordino su clessidra) fino a raggiungere un largo terrazzo erboso dove si sosta (S2 su cordino in clessidra, 50m),
L3. Salire le bele placche a sx della sosta fin quando terminano in un diedro sotto un tetto. Qui traversare a dx (ch) e risalire sempre a destra fino al filo dello spigolo dove si sosta su bella terrazza erbosa (S3 su 2ch da collegare, 35m).
L4. Risalire la bella fessura sopra la sosta, proseguire nel successivo diedro (4ch) e al suo termine spostarsi a dx fino a sostare sullo spigolo alla base di un bel diedro (S4 su 2ch da collegare, 35m).
L5. Risalire l’evidente diedro (ch) tenendo il lato sx fino al suo termine presso una clessidra con cordino. Qui girare a dx dello spigolo superando un muretto (ch) e una placchetta di roccia un po’ rotta. Si sosta alla successiva nicchia (S5 su 3ch da collegare, 40m).
L6. Superare direttamente la nicchia suprastante uscendo poi a destra (ch). Da qui proseguire per paretine raggiungendo lo spigolo e la vetta (S6 su ottimo spuntone in prossimità dell’omino di vetta 40m).

Discesa:
Scendere i prati dietro la vetta obliquando verso a destra (viso a valle) fino a raggiungere la forcella che separa il torrione di Baione dalle cime del Mengol. Da qui si torna sul lato N scendendo il suggestivo canale e poi il ghiaione che in breve riporta all’attacco.

altre annotazioni:
Aperta nel lontano 1937, vista da lontano la guglia è assai estetica, dritta e verticale.
La via è un gioiellino alpinistico, roccia buona, a tratti ottima. Cerca sempre il facile ma rimane continua sul IV+ con qualche passo più difficile, chiodatura sostanzialmente buona. Belle lunghezze, varie e anche verticali (in relazione alle difficoltà affrontate, si intende). Le soste sono comode su terrazzi erbosi e cenge.
Molto suggestivo il primo tratto di discesa nel canale incassato.
Ha il difetto di finire presto, solo sei tiri, e soprattutto di avere un avvicinamento terribile, lungo un ghiaione malagevole e non tracciato.