Tavels (Cima di) Diretta SO via Alliod-Morisset

difficoltà: TD+   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud-Ovest
quota partenza (m): 2080
quota vetta (m): 2804
dislivello complessivo (m): 800

copertura rete mobile
vodafone : 80% di copertura

contributors: fabrizioro
ultima revisione: 05/08/19

località partenza: Isola 2000 (Isola , 06 )

bibliografia: Alpi Marittime, collana

accesso:
Dal parcheggio sopra Isola 2000 si sale al Lac Inf. de Terre Rouge. Qui si abbandona la mulattiera diretta alla Bassa del Druos per aggirare a valle il lago. Tagliando a mezzacosta (ometti) tra rocce ed erba, si arriva in una conca sotto la parete SO della Cima di Tavels. Salendo per erba, massi e detriti si giunge alla base dello sperone centrale della parete principale (1,30 h dal parcheggio).

note tecniche:
Via classica, estetica, del 1973, su granito eccellente, in qualche punto lichenato.
Attrezzatura consigliata: Nda, cordini, fettucce, una serie di friend, nut piccoli e medi, eventualmente qualche chiodo

descrizione itinerario:
Si attacca nel punto più basso dello sperone centrale che scende dalla cima, subito a sinistra della base del canale che la separa dalla antecima sud. Salire lo sperone
e raggiungere il piede di un diedro, dominato da uno strapiombino sulla destra, visibile dal basso (32 m, IV, IV +; sosta su spuntone poco sotto un tettino squadrato).
Evitare il diedro per la placca nera di sinistra (2 ch.) poi continuare dritti lungo un piccolo diedro liscio e uscire sulla grande terrazza sotto la parete vera e propria (40 m, IV; sosta su spuntone).
Elevarsi facilmente sullo sperone inclinato situato circa 30 m a sinistra di un grande diedro-camino; superare un corto diedro, sostando sulla cengia soprastante alla base di una placca (40 m, III+, sosta su due ch. sulla placca).
Continuare dapprima direttamente, poi in obliquo a destra per un diedro liscio e poi lungo il suo bordo destro (rampa appoggiata, piedi delicati, 5 ch.) fino a raggiungere un buon punto di sosta aereo (40 m, insieme di IV e V; sosta su spit e chiodo).
Con un passo a dx entrare in un caminetto, elevarsi quindi verso sinistra (IV) seguendo i vari chiodi, poi superare una serie di piccoli strapiombi (V+, VI), infine con passo delicato e un po' fisico (VI), a destra, proseguire fino ad un gradino molto aereo (30 m, possibilità di integrare con friend medio-grossi; sosta su spit e due ch.).
Continuare per la fessura superando un tratto svasato (V+, 2 ch.) e un muro verticale (VI, 3 ch.) fin sotto una fascia di strapiombi. Effettuare un traverso ascendente a sinistra molto esposto (10 metri, possibilità di piazzare varie protezioni removibili), poi per rocce più facili si giunge sulla cresta (45 m, sosta su spuntone).
Seguire infine la cresta per rocce articolate sino in vetta (100 m, II e III).
Discesa seguendo la via normale oppure più rapidamente in uno dei canalini di rocce franose, attenzione…

altre annotazioni:
Apritori: O. Drouin, J.L. Petit, J.M. e L. Morisset il 2 settembre 1973, per i primi due terzi della via; S. Alliod e J.M. Morisset il 5 settembre 1973 , a completamento dell'itinerario. Prima invernale: M. Dufranc e J. Gounand, il 28 dicembre 1975.