Manzina (Cima della) dalla Valle della Manzina

sentiero tipo,n°,segnavia: segnavia fino al Lago, poi tracce
difficoltà: EE   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud
quota partenza (m): 2061
quota vetta/quota massima (m): 3318
dislivello salita totale (m): 1257

copertura rete mobile
vodafone : 80% di copertura

contributors: Andrea81
ultima revisione: 25/07/19

località partenza: Ristoro Stella Alpina (Valfurva , SO )

punti appoggio: Bivacco Giampaolo Del Piero 3176 m

accesso:
Da Milano-Lecco si risale la Valtellina fino a Bormio, quindi deviazione a destra per il Passo Gavia fino a Santa Caterina Valfurva, dove si entra nella strada all’interno del paese e raggiunta un’area camper si imbocca la strada dei Forni (transito a pagamento 5 euro), un po’ stretta ma asfaltata per 5 kim. A seconda dell’itinerario scelto si può lasciare l’auto all’altezza del ristorante Stella Alpina (pochi posteggi) oppure più avanti nel grosso piazzale sotto l’Albergo dei Forni.
Da Bergamo si risale la Val Camonica fino a Ponte di Legno, quindi si scollina al Passo Gavia scendendo a Santa Caterina.
Da Trento si risale la Val di Sole fino al Passo del Tonale, discesa verso Ponte di Legno fino a trovare la deviazione a destra per il Passo Gavia e quindi discesa a Santa Caterina.

note tecniche:
La Cima della Manzina è decisamente meno frequentata del vicino Monte Confinale, di poco più bassa presenta un itinerario un po’ accidentato nel tratto tra il bivacco e la cima, pur non presentando particolari difficoltà richiede abitudine a muoversi su terreni instabili e pietrame mobile. Piccozza e ramponi a inizio stagione.

descrizione itinerario:
Se si parte dal ristorante Stella Alpina si prende la ripida stradina agro-silvo-pastorale che dapprima attraverso una splendida cembreta, poi per pascoli sale alle belle baite di Pradaccio di Sotto 2182 m e quindi Pradaccio di Sopra 2302 m, per poi incontrare una stradina in disuso che termina proprio all’ingresso della parte inferiore della Valle Manzina.
Se si parte dall’Albergo dei Forni, il sentiero inizia proprio alle spalle della costruzione (paline segnaletiche), passando accanto ad una specie di torretta di osservazione in cemento. Si entra nel bosco di pini cembri traversando in ascesa verso ovest, raggiungendo una stradina sterrata nei pressi di una presa dell’acqua in cemento.
Si percorre ora verso sinistra in piano la strada per circa 1 km, percorso molto panoramico, fino a raggiungere l’Alpe Pradaccio di Sopraa 2302 m (visibile poco al di sotto della strada) e collegandosi al percorso proveniente dal ristorante Stella Alpina.
Seguendo sempre questa stradina poco dopo si raggiunge un cartello che indica Monte Confinale e Lago della Manzina, si procede quindi verso destra abbandonando il sentiero che a mezza costa prosegue verso il Lago del Confinale e Santa Caterina.
Si entra così nella parte bassa del vallone della Manzina, e dopo l’attraversamento di una conca pascoliva si inizia a salire un dosso erboso tramite un sentiero che compie numerose serpentine. Si raggiunge una conca aquitrinosa con un piccolo laghetto che si lascia in basso a destra, proseguendo su una ripida dorsale che spiana quasi in corrispondenza del bellissimo Lago della Mazina 2790 m
Si attraversa l’emissario del lago seguendo gli ometti ed il sentiero ora un po’ più vago, che supera alcuni dossi e si dirige verso una strettoia all’ingresso della parte superiore del vallone. Qui, anche a causa di eventuali nevai residui il percorso diventa un po’ vago, in ogni caso si resta sul fondo della valletta per poi salire dolcemente per morene e detriti (a sinistra si scorgono alcuni piccoli laghetti di fusione), portandosi alla base del tratto più ripido sotto la Forcella del Confinale dove è collocato il ben visibile Bivacco Del Piero. Si supera una rampa più ripida di terriccio e sfasciumi fino a raggiungere il bivacco stesso 3176 m, affacciato sulla Vedretta del Confinale verso la Val Zebrù.
Ora ci si dirige verso destra, aggirando subito in basso una fascia rocciosa, per poi risalire sul crestone che diventa detritico e di colore rossastro. E’ presente una vaga traccia (ghiaia e detriti mobili) e qualche raro ometto. Si percorre la cresta (attenzione che sul versante Val Zebrù precipita) fino a raggiungere una nuova fascia rocciosa che rappresenta l’anticima. Probabilmente è possibile proseguire direttamente sulle roccette con qualche passo di I un po’ aereo, altrimenti conviene abbassarsi di qualche decina di metri sul versante sud, traversando nella fascia detritica al di sotto del castelletto roccioso. Si attraversano alcuni canalini franosi e pietrame instabile (non ci sono particolari problemi ma occorre attenzione a non tirarsi addosso le pietre), per poi risalire faticosamente gli ultimi metri che precedono le roccette finali, su un piccolo torrione è posto l’ometto di vetta.
La discesa può avvenire sia dal percorso di salita (consigliabile), oppure scendendo dal crestone sud per un tratto per poi abbassarsi sul pendio di pietraia che conduce più direttamente al Lago della Manzina, tutto questo tratto è privo di sentiero.