Sentinella di Sea Sperone Nord o via Normale

difficoltà: 5a / 4 obbl
esposizione arrampicata: Nord
quota base arrampicata (m): 1400
sviluppo arrampicata (m): 180
dislivello avvicinamento (m): 300

copertura rete mobile
vodafone : 40% di copertura
no operato : 0% di copertura

contributors: teo
ultima revisione: 02/07/19

località partenza: Forno Alpi Graie (Groscavallo , TO )

accesso:
Da Forno Alpi Graie superare il ponte di cemento e seguire lo sterrato fino al ponte d’accesso al Santuario dove si lascia l’auto. Salire fino all’edificio religioso lungo la strada lastricata o la scalinata entrando nel piazzale davanti al loggiato. Qualora il Santuario fosse impresenziato richiudere il cancello. Salire la scalinata verso la torre, isolata e defilata rispetto all’edificio principale. Uscire dalla recinzione tramite un cancelletto che va richiuso e seguire i bollini gialli che segnalano una traccia che in breve porta alle vasche di presa dell’acqua. Attraversare il torrentello e salire lungo il ripido prato della sponda opposta del canale, fino a entrare in un bosco di rade betulle con rododendri. Mantenersi sempre sul margine del canale fino a quando si avvistano a sinistra alcuni grandi massi all’inizio di una pietraia. Si sale tra essi e si seguono gli ometti sull’esteso detrito di falda fino alla base della “Sentinella di Sea”. Lo “Sperone nord o via normale” e “Cocktail d’energia” attaccano in comune su una cengia di rododendri alla base del primo salto costituito da una grande placca liscia e verticale. E’ consigliabile tuttavia attaccare sullo zoccolo sottostante, nel punto più basso dove lo sperone incontra la pietraia ( 1h dal parcheggio).

note tecniche:
Difficoltà:II/R1; 4c (4a obbl.)
bella via di stampo classico, una delle poche in Sea con queste caratteristiche. Mai esposta con soste sempre comode naviga quasi sempre a destra del filo di spigolo per una successione di diedri e fessure molto divertenti. Roccia pulita. Si consiglia di attaccare direttamente dalla pietraia per una prima paretina che rappresenta lo zoccolo della struttura vera e propria. Solo su questo tiro la roccia è un po’ più sporca ma i passaggi sono divertenti e si arriva alla base del primo tiro originale quasi tutto su roccia. Si riportano i tiri nella successione con cui sono stati saliti durante la ripetizione di L. e M. Enrico e amici il 30/06/2019.

Materiale:in via presenti solo tre chiodi, le soste sono da attrezzare su alberi o clessidre. Una serie di friend fino al n°4. Per la discesa portarsi appresso le scarpe.

descrizione itinerario:
L1: 5a; attaccare lo zoccolo direttamente dalla pietraia, nel punto più basso e logico più o meno sulla direttrice della struttura. Usciti dalla parte più verticale (rododendri che disturbano un po’) traversare verso destra su placchette fino alla pianta alla base del primo tiro originale.

L2: 4b; rocce rotte e diedro, sostando a una piantina alla base del marcato diedro a destra della placca verticale su cui corre “Cocktail d’energia”

L3: 4b; superare la lama-spigolo giallastra e proseguire fin dove la spaccatura diviene strapiombante. Uscire allora a destra (piantina) per una pancia con passo esposto

L4: 4b; salire facilmente alla base di una stele che forma una fessura per lato. Salirla (senza tirarla troppo) per quella di destra e ribaltarsi (1 chiodo) sulla terrazza soprastante. Sosta su albero.

L5: 4b; salire sulla paretina a destra della spaccatura (1 chiodo) e ritraversare a sx su placca fino a una zona di blocchi. Fine del primo salto.

L6: 3a; salire per blocchi fin dentro una grotta formata da un profondo camino. Sosta esistente con cordoni.

L7: tiro di trasferimento. Traversare a sinistra, poi dritti e quindi a destra sul pulpito sotto al quale si origina il camino. Attenzione che la fessura verticale sotto cui si passa (vecchio moschettone) è di “Cocktail d’energia”.

L8: 4b; dal pulpito salire il breve muretto con fessure articolate uscendo su una terrazza alla base del salto finale.

L9: 4b; infilarsi nell’evidente diedro spaccatura salendo inizialmente per fessura (1 chiodo) e poi più facilmente sino dove si chiude, sotto una grande foglia che forma una gigantesca lama. Salirla in opposizione (senza possibilità di proteggersi) fino a una sosta esistente. Da questa conviene traversare a destra sotto alla cuspide finale.

L10: 4a;si può salire direttamente sulla cuspide ma la roccia è un po’ brutta, consigliabile scendere qualche metro a destra per poi risalire il bel sistema di lame e fessure sino a una sosta formata da cordoni su clessidra. Maillon di calata.

Discesa:

Doppia 1: scendere dritti fino a una sosta sulla sinistra formata da due spit-fix con altrettanti maillon.
Doppia 2: scendere fino alla terrazza sottostante, non fermarsi all’unico spit-fix con maillon ma proseguire in diagonale a destra (faccia a monte) fino all’altra sosta con due spit-fix con altrettanti maillon.
Doppia 3: dritti fino alla cengetta dove attacca “L’isola delle cento città” (frecce rosa sbiadite). Da qui scendere a piedi fino sulla pietraia tornando brevemente all’attacco

altre annotazioni:
Prima salita: G.C.Grassi27 luglio 1986