Cucco (Monte) Zandoninik

difficoltà: 6b / 6a obbl / A0
esposizione arrampicata: Ovest
sviluppo arrampicata (m): 100

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: walter sobchak
ultima revisione: 06/06/19

località partenza: Feglino (Orco Feglino , SV ) (Orco Feglino , SV )

punti appoggio: Base Camp Cucco

bibliografia: Finale Climbing (Tomassini) + Contributo diretto apritori

accesso:
Da Finale Ligure (uscita della A10 Genova-Ventimiglia) si scende a Final Borgo, da dove si prende la strada per Feglino lungo la Valle dell'Aquila. Dopo aver percorso la base delle impressionanti pareti del Bric Pianarella e del Bric Spaventaggi (a destra salendo), si prende una stradina che sale a destra (ind. per Monte Cucco ed Orco). Dopo circa un paio di chilometri si prende, ancora a destra, una ripida stradetta in cemento che raggiunge in breve un primo parcheggio. Proseguendo ancora qualche decina di metri su strada in terra battuta, si giunge ad un secondo parcheggio (10 km circa da Finale), proprio ai piedi del severo versante nordoccidentale del Monte Cucco.
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Dal parcheggio di monte cucco (Park Monte Cucco) tralasciando il più ampio sentiero a sinistra, si sale dritti verso la parete per tracce, raggiungendo il settore centrale di monte Cucco (5 minuti) da qui si prosegue a sinistra (faccia a monte) superando i monotiri, sino ad incontrare la placca d’attacco triangolare solcata ai bordi da due fessure da dove parte la Via del Tetto (visibili cordoni a sx).

note tecniche:
La via è stata attrezzata a spit nei primi due tiri (partono dopo circa 10mt), nel terzo tiro a chiodi universali resinati.

descrizione itinerario:
L1 : attaccare la bellissima placca tra le due fessure che poi si congiungono in alto, sfruttare le clessidre naturali per proteggersi sino a raggiungere il primo spit a circa 10mt (5c) +provvidenziale cordino su clessidra sulla placca, ribaltarsi a sx e superare con arrampicata esaltante il tettino a buone prese (6a, chiodatura a spit abbastanza ravvicinata), proseguire quindi per rocce più facili sino a raggiungere la comoda sosta su spit e catena. (S1, 25mt.)

Variante: attaccare la via lungo la fessura di sinistra (4c), presenti vecchi cordoni lungo la fessura e provvidenziale cordino su clessidra sulla placca più in alto (possibilità di integrare con friend), seguire la fessura sino a trovare il primo spit a (circa 10 mt di altezza) ribaltarsi a sx e superare con arrampicata esaltante il tettino a buone prese (6a, chiodatura a spit abbastanza ravvicinata), proseguire quindi per rocce più facili sino a raggiungere la comoda sosta su spit e catena. (S1, 25mt.)

L2: dalla sosta salire l'impegnativa placca (6a+) sino a portarsi direttamente sotto il tetto molto strapiombante che si supera su buone prese con arrampicata faticosa (6b) si esce a destra rispetto alla linea degli spit attaccando una placca all'inizio più appoggiata che via via si verticalizza e si fa più dura sino all'uscita a sx (6a+) chiodatura non ascellare, sosta su comodo ballatoio, spit collegati da cordino (S2, 35mt).

L3: attaccare direttamente la placca sovrastante e raggiungere il primo chiodo universale resinato (primo chiodo alto), questi primi movimenti richiedono tecnica e concentrazione (6a+) si continua su passi sempre tecnici e impegnativi (6a+ continuo) sino al termine della placca fino a portarsi sotto al tetto che si supera aggirandolo a sx con passi molto aerei (6a), sfruttando prima la fessura poi buone prese, roccette finali conducono alla sosta con catena (30mt S3 spit e catena).

altre annotazioni:
Via aperta da Alessandro Grillo con Gianni Zandonini a più riprese, anni 80.
Alessandro Grillo: (..) Pensa che L2 l’avevo fatta con Patrick Berhault, facendo passare la corda su di un albero in alto (lui aveva dato tutto 6a ). Il tratto finale lo avevo chiodato io, forando e mettendo chiodi universali, ma resinati! (...)