Tresero (Pizzo) Diretta Parete Nord

difficoltà: D+   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord
quota partenza (m): 2061
quota vetta (m): 3602
dislivello complessivo (m): 1550

copertura rete mobile
wind : 20% di copertura

contributors: davec77
ultima revisione: 02/06/19

località partenza: Strada dei Forni (Valfurva , SO )

punti appoggio: Rif. Stella Alpina alla partenza

accesso:
Dal rifugio Stella Alpina (2061 m, 1 km prima dell'Albergo dei Forni) un sentiero scende fino a un ponte sul sottostante torrente. Al di là si incontrano delle indicazioni, prendere il sentiero verso destra (Ovest) e a una successiva biforcazione rimanere alti (sinistra). Il sentiero traversa salendo un po' fino a incrociare a ca. 2200 m la selvaggia Val Cerena, grande canalone sempre ricolmo di slavine in primavera/inizio estate. Risalirlo su pendenze modeste (30-40°); a metà si incontra una biforcazione, qui è possibile salire da entrambi i rami, con buon innevamento conviene probabilmente quello di destra, la cui uscita è più facile (quello di sinistra termina sotto i residui di una piccola lingua di ghiacciaio, da superare con pendenze intorno ai 50°). In un modo o nell'altro si sbuca sul vasto ripiano alla base della parete, a circa 2900 m di quota. Contare 3-4 ore a seconda delle condizioni.
(Sono possibili avvicinamenti alternativi, sfruttando gli itinerari scialpinistici della Cima S. Giacomo o della normale del Tresero dai Forni, e traversando in discesa fino alla base della parete. Conveniente solo se si portano gli sci).

note tecniche:
Notevole parete nord, alta e severa. La si può ammirare transitando lungo la strada dei Forni. Non è facile trovarla in buone condizioni, che peraltro, quando si presentano, sono di breve durata (le probabilità maggiori si hanno in maggio-giugno, prima delle prime ondate di calore estive). I seracchi che un tempo la caratterizzavano sono oggi quasi scomparsi, rendendo la via nettamente più facile; nel suo genere rimane comunque un itinerario delicato e impegnativo, non privo di pericoli oggettivi (scariche di sassi e ghiaccio), certamente da non sottovalutare.
La parete presenta un lungo e ripido scivolo di neve o ghiaccio iniziale, con i residui dei seracchi, seguito da una sezione terminale di 200 m circa con rocce affioranti, chiave della salita; questo tratto deve essere il più possibile coperto di neve (assestata, ovviamente) in quanto le rocce sono friabilissime, con molti sfasciumi, e difficilmente permettono protezioni.

descrizione itinerario:
Dal ripiano basale portarsi verso l'evidente scivolo che scende a centro parete (è ciò che resta della seraccata più bassa). Oltrepassare la terminale e salirlo, se possibile a sinistra, più vicino alle rocce, o comunque rimanendo a debita distanza dalla seraccata in alto a destra, ancora abbastanza prominente. Sono circa 350 m di dislivello a 50-55°. All'altezza della seraccata piegare in diagonale verso destra traversando al di sopra di essa (esposto, 55° nella prima parte, poi poco meno). Traversare fino a quando, a destra delle rocce sovrastanti lo scivolo, non compare un ripido canalino che sale verso la vetta. Imboccare il canalino (sempre 50-55°) che dopo un primo tratto rettilineo tende a piegare a sinistra. Qui a seconda delle condizIoni valutare se salire dritti fra le rocce verso la vetta (più ripido e delicato) o piegare a sinistra guadagnando un pendio meglio innevato, e più riparato dal sole, che porta verso il tratto finale della cresta Nordest, comunque con tratti fino a 60-65° improteggibili o quasi. Valutare attentamente anche le frequenti cornici sulle creste di uscita.
Discesa: facile, lungo la normale al Tresero dai Forni (scialpinistica). Piuttosto lunga se affrontata a piedi.

altre annotazioni:
Via aperta da Carlo Negri ed Eugenio Prati il 4 Luglio 1936. Un tempo era fra le vie di ghiaccio più impegnative della zona, la Guida dei Monti d'Italia la valutava TD/TD+ per via dei grandi e pericolosi seracchi da superare.