Monfret (Cima) da l'Ecot

tipo itinerario: itinerario complesso
difficoltà: BR   [scala difficoltà]
esposizione: Ovest
quota partenza (m): 2022
quota vetta/quota massima (m): 3374
dislivello totale (m): 1352

copertura rete mobile
vodafone : 80% di copertura

contributors: Andrea81
ultima revisione: 02/06/19

località partenza: l'Ecot (Bonneval-sur-Arc , 73 )

accesso:
Da Susa lungo la SS25 del Moncenisio svalicando in Francia dall'omonimo colle (transitabile solo dal mese di maggio). Si raggiunge Lanslevillard e proseguendo a destra in direzione Col de l'Iseran, si raggiunge Bonneval sur l'Arc, dove entrando nel paese a destra si stacca una stradina asfaltata che scende ad un ponte per poi risalire la valle laterale sino a l'Ecot, dove si posteggia. Vige il divieto di proseguire in auto lungo la sterrata oltre il posteggio

note tecniche:
Da effettuarsi quando è possibile raggiungere l'Ecot in auto (fine maggio).
La difficoltà BR è data dalla prima parte della gita, che risale un pendio/canale abbastanza ripido (30-35°, ramponi utili con neve dura sia in salita che in discesa) per accedere al vallone superiore. La parte superiore del percorso affronta invece pendii molto dolci (glacier du Gran Mean) fino all'ultimo breve pendio sotto la cima.
In caso di neve non sicura nel primo tratto, è preferibile optare per la salita alternativa passando dal Refuge des Evettes.

descrizione itinerario:
Dal parcheggio di l'Ecot, si prosegue oltrepassando il ponte sulla sterrata che conduce verso il Refuge du Carro. Dopo 10' pianeggianti si arriva alle baite di Trieves, qui si abbandona la stradina per proseguire a destra nell'ampio vallone del Ruisseai de la Reculaz. Si trascura il primo vallone che si apre a sinistra, puntando ad un secondo vallone più stretto e impervio, identificabile per la presenza della mole rocciosa del Mont Setì, che andrà lasciato a destra. Si punta ad un pendio morenico che si mantiene alla destra di un incassato canalino nevoso che resta poco visibile. Si inizia così a salire il pendio con buona pendenza, fino a che è possibile traversare a destra entrando nella sinuosa valletta sotto il Mont Setì, a circa 2500 m, nel punto in cui si è al di sopra del canale.
Si percorre ora l'avvallamento o nel centro o superando un paio di dossi a destra, fino a che si lascia alle spalle il Mont Setì e raggiunta una sella poco oltre si apre davanti l'anfiteatro con le numerose cime della zona, la Monfret è la più lontana, a sinistra della Punta Francesetti che si trova proprio davanti a noi.
Si mette quindi piede sul Glacier du Grand Meane, proseguendo per ampissimi e dolci pendii, passando alla base del versante nord della Punta Francesetti.
Terminato il lungo spostamento con poca pendenza, si arriva alla base del breve pendio-valloncello finale, che si può salire direttamente su pendenza più accentuata ma comoda, fino alla vetta (piccolo ometto) che è posta all'estremità nord della cresta.
Discesa dall'itinerario di salita, oppure volendo (ma si allunga) si può passare dal Refuge des Evettes traversando sul ghiacciaio una volta oltrepassata la Punta Francesetti, per poi seguire il vallone di sinistra che passa dall'altro versante del Mont Setì. Raggiunto il rifugio (breve risalita) o seguendo il sentiero estivo o per pendii più ripidi si torna a l'Ecot.