Madonna del Sasso Ricreazione

difficoltà: 7b / 6b obbl / A1
esposizione arrampicata: Est
quota base arrampicata (m): 500
sviluppo arrampicata (m): 150
dislivello avvicinamento (m): 50

copertura rete mobile
vodafone : 80% di copertura

contributors: Sir Pilade
ultima revisione: 11/05/19

accesso:
Arrivando da Gozzano, superare San Maurizio d’Opaglio percorrendo la via Alzo che conduce alla frazione Alzo (comune di Pella). Non bisogna raggiungere la frazione (se raggiungete una rotonda con delle macine al centro siete andati poco oltre), ma all’incirca in corrispondenza della via Repubblica (destra) prendere sulla sinistra una strada sterrata che sale tra i boschi e che diviene via via più accidentata. Questa va percorsa superando alcuni tornanti e alcune casette fino a raggiungere il recinto metallico di una centralina dell’ENEL. Qui, cercando di non ostruire il passaggio, si parcheggia lungo la strada.
Da qui a piedi risalire la strada, ormai divenuta sentiero acciottolato fino ad un bivio (5 minuti circa) con piccola targhetta che indica la continuazione a piedi per il Santuario della Madonna del Sasso. Non seguire per il santuario, ma prendere a destra un sentiero erboso piuttosto evidente che, in falso piano, conduce a dei ruderi. In una decina di minuti, sempre in falso piano, si raggiunge la pietraia sotto la parete. Aggirati una serie di giganteschi blocchi salire verso la parete, puntando un caratteristico tetto triangolare, sotto il quale c’è la sosta di arrivo del primo tiro. L’attacco si trova in cima ad una rampa terrosa e piena di fastidiosi rovi, dalla quale si attacca una placca con delle evidenti enormi spaccature. Non vi sono segni particolari per l’attacco, ma stando sotto la verticale del tetto triangolare si vedono oltre la placca iniziale i primi spit (foto).

note tecniche:
Divertente e breve salita su una struttura unica. A torto poco frequentata, per via delle scarse ripetizioni la roccia, che di per se è eccezionale, in certi punti risulta un po’ sporca.
Difficoltà UIAA: VII-/VI+, A1 obbligato.
Tempo di salita: 3-4 ore
Attrezzatura: Due mezze corde da 60 metri, 15 rinvii, una serie di friend, nuts, una staffa per membro di cordata
Periodo consigliato: Tutto l’anno, d’estate molto caldo.
Primi salitori: Probabilmente Piero Signini con altri soci del CAI di Varallo Sesia, nei primi anni ’60.

descrizione itinerario:
1° tiro, 25 metri, V+. Salire seguendo una grossa spaccatura una prima placca semplice, fino a giungere ad un balcone con albero. Da qui seguire il diedro appoggiato e fessurato fino alla sosta, posta sotto il tetto triangolare.
2° tiro, 12 metri, VI+. Salire nel diedro e poi spostarsi a sinistra su prese svase oppure stare nel diedro e salire su lame instabili bloccate con cavi metallici (inquietanti ma sembrano tenere). Poi continuare per fessura fino ad un atletico ribaltamento finale che porta in sosta.
3° tiro, 20 metri, VII-. Salire seguendo gli spit fino a giungere sotto i tetti, qui non sostare ai 2 spit collegati con cordoni ma proseguire traversando decisamente a sinistra per 2-3 metri, oltre uno spigoletto per una sosta più logica e comoda.
4° tiro, 30 metri, VII (VI+ e A1). Traversare in leggera discesa a sinistra (chiodi e spit), aggirare uno spigolo in notevole esposizione e da qui salire lungo la fessura che si fa via via più grande (dura, possibile integrare con friend e nut per salire in A1). Uscire su placca lichenosa ma ben appigliata nel boschetto a ¾ della parete dove si sosta sul tronco di un grande albero.
5° tiro, 30 metri, VI+ e A1. Portarsi contro la parete, puntando leggermente a destra. Superare un muretto con edera e raggiungere un balconcino con albero. Da qui si sale un diedro fessurato e poi un muro verticale difficile, da superare in buona parte in A1 su spit e friend. Sostare all’inizio del camino dell’ultimo tiro.
6° tiro, 15 metri, VII- (VI+ e A1). Salire nel diedro sopra alla sosta (nut incastrato) e continuare in opposizione nel diedro camino fino ad uscire verso destra in bella arrampicata libera su buchi superando i risalti finali. Sosta su uno spit + cordino su albero con anello di calata.
Discesa: In doppia lungo la via con 3 calate. La prima da 50 metri, nel vuoto fino al boschetto. Da qui ancora 50 metri vertiginosi, dalla catena su albero fino al balcone con albero a metà del primo tiro. Da qui ultima calata da 15 metri fino alla base.
Oppure: A piedi per comodo sentiero dal santuario, fino a riprendere la traccia iniziale. Soluzione non verificata. Forse il collegamento di una decina di metri tra la fine della via e il promontorio su cui sorge il santuario potrebbe essere difficoltoso poiché per quanto breve, si svolge su terreno parzialmente verticale e totalmente sprotetto, tra rovi e terra.