Catria (Corno di) via del Centenario

difficoltà: 6a+ / 5c obbl
esposizione arrampicata: Sud-Est
quota base arrampicata (m): 1050
sviluppo arrampicata (m): 170
dislivello avvicinamento (m): 500

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: abo
ultima revisione: 08/04/19

accesso:
Esistono 2 possibilità:
a. Dalla Cresta Sud del Corno: Lasciata l’automobile a q.520m subito dopo la località di Valdorbia, sulla strada provinciale che collega Scheggia a Sassoferrato (prima di raggiungere Isola Fossara), si prende dall'altra parte della strada il sentiero N°29 che, a ridosso delle recinzioni paramassi guadagna dolcemente quota in direzione di
Isola di Fossara. Dopo circa trenta minuti, raggiunti i 660 metri di quota, si raggiunge la base della cresta che scende dal Corno del Catria. Si sale all’inizio per un largo pendio erboso poi la cresta si fa sempre più affilata e rocciosa obbligando in diversi punti all'uso delle mani. La roccia è sempre molto buona e offre una salita molto bella e di soddisfazione. In un breve tratto molto affilato ed esposto, alcuni spit offrono la possibilità di assicurarsi. Superate queste ultime difficoltà si raggiunge
l’anticima del Corno del Catria. A questo punto per raggiungere la sella che separa l’anticima dal Corno del Catria occorre deviare a destra e scendere, aiutati anche da alcuni alberi, un ripido canalino. Prima del suo termine si esce verso sinistra e si raggiunge per pendio erboso la sella a 1049 metri di quota. Si prende quindi il sentierino che arriva da dx (utilizzato poi in discesa) e si traversa brevemente fino ad un boschetto al di sotto di belle placche lisce. La via parte in un diedro appena accennato sulla sx di un pilastrino staccato (vedi foto).
b. Dal bivio di Valdorbia proseguire lungo la strada di sinistra verso Chiaserna, dopo neanche un km si incontra sulla dx una grossa casa forestale bianca da cui parte una strada sterrata (indicazioni sentieri). Proseguire lungo la strada (consigliata auto alta o 4x4) fino al terzo tornante, dove si parcheggia. Reperire quindi una traccia di sentiero che si allontana in falsopiano (non prendere il sentiero bollato di rosso e bianco che sale) e con un lungo traverso si porta al di sotto della parete Sud del Corno. Attenzione una volta che si è in prossimità della parete di non seguire il sentiero principale ma proseguire in salita verso sinistra (ometto, qualche bollo rosso). Si transita sotto la grande grotta dove parte la via Un Mercoledì da Leoni e quindi si supera la sella dove parte la via I Giorni della Merla, dove ci si ricongiunge all'avvicinamento a. (30-40 minuti).

note tecniche:
Salita di placca sostenuta e non banale, attrezzata a chiodi, spitroc da 10 e qualche fix. Difficoltà obbligata di 5c, fino a questo grado spittatura molto distanziata e/o assente (fortemente consigliato un mazzetto di nut). Necessari cordoni per le soste, almeno 12 rinvii e corda da 60m.

descrizione itinerario:
L1: Salire per rocce rotte sulla sinistra del pilastrino staccato in direzione di un diedrino poco accennato (chiodi), quindi traversare a destra lungo una fessura orizzontale e raggiungere una ballatoio da cui si prosegue in verticale fino in sosta. 6a+
L2: proseguire lungo paretine verticali facili fino ad un breve camino che dà accesso ad una bella placca lavorata, oltre la quale si raggiunge la cengia mediana dove si sosta. 6a
L3: dalla sosta traversare decisamente verso destra, e quindi proseguire verticalmente per facili roccette fino alla base della bella placca verticale che caratterizza il tiro, costituita da due risalti (passo chiave tra i 2). 6a+
L4: per facili roccette si esce su un pendio erboso attraversato da una fascia rocciosa, attraversatola si prosegue fino in prossimità dell'ometto di vetta. Sosta da attrezzare, necessaria corda da 60m.

DISCESA. Si prosegue per cresta per un centinaio di metri in direzione dell vetta del Catria. In corrispondenza di un avvallamento appena accennato si scende verso destra per labili tracce il ripido pendio di rocce erbose. Alcuni vecchi segni rossi aiutano l’orientamento. Con ampi zig zag si perde rapidamente quota andando in direzione della sella raggiunta in salita. Si scende un canalino (II grado) e si continua in direzione dell’attacco della via. Se in salita si è fatta la cresta (a.) invece di risalire il pendio che porta alla sella, si scende verso sinistra e si entra nel bosco per un sentiero poco evidente con vecchi segni bianci e rossi. Usciti dal bosco si attraversa il pendio erboso del versante Est della cresta percorsa con l’avvicinamento in direzione di una sella erbosa della cresta stessa si raggiunge il sentiero percorso in salita e da qui in breve si ritorna alla strada.
Se invece si è partiti dal tornante della strada sterrata (b.), si ripassa dall'attacco della via e quindi si ripercorre pedissequamente il percorso fatto all'andata.