Peitagù (Testa di) da Aisone, giro per il sentiero P64b

difficoltà: BC / OC+   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud
quota partenza (m): 831
quota vetta/quota massima (m): 1830
dislivello salita totale (m): 1200

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: cuccimaira
ultima revisione: 30/12/18

cartografia: Fraternali 1:25.000 n.14 Bassa Valle Stura di Demonte

note tecniche:
Ottima alternativa al più conosciuto e altrettanto bellissimo itinerario che percorre il sentiero P64 su Casali Pirone.

descrizione itinerario:
Da Aisone salire all'altezza del primo semaforo dentro il paese su ripida asfaltata fino all'ultima casa dietro la quale a destra si prende il sentiero balcone (paline)con direzione Chiesa di Madonna del Pino. Si tratta di un bel percorso in single trek che con alcuni sali scendi e lunghi traversi raggiunge la suddetta località transitando dalla località Rifodon. Il percorso è quasi totalmente ciclabile tranne alcune brevi risalite a spinta ed è altamente consigliato per la bellezza del posto.
Giunti in prossimità della Chiesa di Madonna del pino che si lascia sulla destra al primo bivio si gira a sin (paline)direzione San Giacomo un breve tratto di ripida salita permette di raggiungere in breve lo stradone sterrato già descritto per l'altro itinerario che si segue evitando le diramazioni secondarie sulla sinistra e quella che scende a Poracchia sulla destra fino a raggiungere, dopo due tornanti, la località Serra Goré 1769 m dove si prende a sinistra e in breve si arriva in vista della sella Prà d'Giacu 1830 m che si raggiunge con breve discesa. Si aggira poi il successivo promontorio sulla destra arrivando alla partenza (palina) del sentiero per Pirone che si trascura continuando seguendo le tacche rosse in leggera salita fino in vetta alla Testa di Peitagù 1816 m.
Discesa: la discesa è molto ben segnalata con numerose tacche rosse. Si scende seguendo il crestone principale Arma/Stura giungendo velocemente nel tratto più ostico della discesa che però è molto breve, si tratta di una zona a forte pendenza con alcuni tornantini molto chiusi da affrontare in nose press e 3/4 brevissimi passaggi non ciclabili almeno per i comuni mortali, ma come dicevo in breve si ritorna su un quasi rilassante percorso flow tra i faggi con una breve risalita di pochi metri sempre sul filo della cresta fino a quota 1636 m dove(palina) occorre seguire il sentiero a destra per Aisone.
Qui sempre nel bosco il percorso rimane abbastanza tranquillo su pendenze però maggiori raggiungendo in breve i ruderi del Ciabot Casalot da dove con un lungo traverso si giunge su una bellissima e panoramica selletta (1360m) con vista sulla bassa valle e sul canalone sottostante dove scende il nostro sentiero.
Il successivo tratto è abbastanza impegnativo ma non per elevate difficoltà tecniche ma bensì per la pendenza e il fondo molto pietroso, con al limite alcuni piedi a terra si può affrontare tutto in sella, sono presenti anche alcuni bei tornanti rocciosi non particolarmente chiusi. Non è un tratto molto lungo.
Ritornati nel bosco si scende di nuovo più rilassati su magnifica traccia a tornanti e brevi traversi, si lascia sulla sin la diramazione per Occhie (altra possibile variante di discesa)e si continua fino a raggiungere i ruderi della bella frazione di Ciancamentes 1026 m dove si prende a sin per Aisone (paline) fino a giungere con numerosi tornanti sulla strada statale subito a monte di Aisone.

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