Ponte del Baffo (Parete del) Tanti auguri

difficoltà: 3 / 3 obbl / A3
esposizione arrampicata: Sud
quota base arrampicata (m): 850
sviluppo arrampicata (m): 100
dislivello avvicinamento (m): 200

copertura rete mobile
tim : 80% di copertura

contributors: ilcontevlad
ultima revisione: 11/12/18

località partenza: civo (Val Masino , SO )

accesso:
Dalla strada che sale in Val Masino girare a sx sul Ponte del Baffo, dopo 2 tornanti proseguire fino a parcheggiare davanti all’evidente cimitero di Civo. Altri piccoli parcheggi in centro paese.
Prendere la strada che entra verso dx e salire a sx dopo 50 metri alla prima sterrata; in piano si arriva ad una centralina idroelettrica. Dopo poche decine di metri, quando il sentiero per i laghi di Spluga inizia a salire, prendere una traccia a dx che prosegue in piano per circa 10 minuti fino ad arrivare ad una grossa ed evidente pietraia; la nostra parete è ben visibile sopra sulla sx. Salire al meglio la pietraia o, tornando indietro 30 metri, una debole traccia tra la boscaglia, a volte abbastanza fitta. In altri 25 minuti si arriva sotto la parete. 45 minuti dalla macchina, vestiti lunghi ed una forbice da giardiniere consigliati.

note tecniche:
La parete è molto bella, liscia e verticale, con pochissime fessure, spesso cieche e poco profonde. Presenta un paio di vecchi itinerari di cui non c’è relazione (Via di Chi, tutto a dx, nome alla base, e delle fessure non molto invitanti sulla sx in alto), più un progetto a fix in centro placca.
Il posto è invernale (anche se l’avvicinamento con neve deve essere un mezzo delirio) o da mezze stagioni, al sole tutto il giorno.
Tanti Auguri sale lo scudo centrale, la parte più bella ed estetica della parete. L1 supera una placca molto compatta collegando piccole fessurine con alcuni fori, L2 sale una bellissima fessura strapiombante (soprannominato Il Tiro Della Vita, tanto sembrava bella da sotto…) e si sposta a dx su una cengetta, L3 sale un arco rovescio su roccia precaria, poi supera un tettino ed esce su placca liscia tramite fessurina e qualche rivetto.
Si è cercato di bucare il meno possibile ma alcuni fori si son resi necessari sia per superare tratti completamente lisci sia per aggirare qualche blocchetto marcio. Progressione molto varia e divertente, a volte “intensa”; si usa tutto l’armamentario dell’artif moderno. Le partenze di tutti e 3 i tiri impongono attenzione in quanto un volo sarebbe decisamente pericoloso. La gradazione è moderna.
Per una ripetizione considerare 10-12 ore di sola arrampicata o preventivare almeno una corda fissa ed un week end in zona...
Tutti gli head son rimasti in posto.
Il nome lo si deve al fatto che abbiamo iniziato la via il giorno del compleanno di Luca, ma è anche un monito ai ripetitori, andate preparati!
Si ringrazia Camp, Cassin, Grivel e Kopdegas.

Materiale:
10 pecker grandi (anche lunghi e spessi)
6 pecker piccoli e 6 medi
6 head vari, dai più piccoli ai più grossi
6 rivet hanger (4 key hole, 2 cinch)
2 serie cliff Captain Hook Cassin complete (o similari)
2 bat hook
1 serie cliff giganti tipo Pika Spoonbill (opz. ma utili)
1 serie microfriend Alien
1 serie friend offset
1 serie Camalot C4 fino al n3 (075 doppio)
1 serie micronut (meglio se offset)
3-4 nut piccoli - medi
2 LA
2 KB
4 Angle vari
1 baby angle piccolo
1 chiodo a Z (opz.)
15 rinvii e 20 sciolti
1 spazzolina di ferro
Rinvii a esplosione
Corda da 60m

descrizione itinerario:
L1: noi siamo partiti proprio sopra la scritta del nome coi cliff, ma c’è anche una scaglia più a dx. Si sale prima con cliff, pecker e head fino a quando sparisce tutto, poi due rivetti e 2 bat hole portano ad uno spit a metà tiro. A sx coi bat hook, poi rivetti fino a fessurina. Verso dx su microfriend e si torna con chiodi precari verso sx alla sosta su 2 fix. 45 m, A3/A3+.

L2: traversare 3 metri verso dx a corda tesa e, prendendo al lazo un grosso spuntone molto marcio, arrivare all’evidente fessurina. Questa si sale molto bene con una lunga fila di pecker (almeno una dozzina in serie) e qualche microfriend. Dopo un diedrino ad arco si traversa verso dx superando una placchetta con 3 lame parallele, poi una fessura a Z (roccia non ottima) porta ad una prima cengetta dove è rimasto un fix della S2 originale, che abbiamo spostato 2 metri più sopra l’ultimo giorno (2 fix). 30m, A2+.

L3: si sale il diedrino ad arco su roccia delicata (un bat hole ed 1 rivetto), superare il tettino all’altezza di un evidente naso fessurato (rivetto), poi una bella lametta ed uscire in placca verso dx con 2 rivetti ed un altro bat hole. Sosta su due betulle. 20m, A2R.

Discesa: con 2 doppie sulla via. Da S3 con 20m a S2, poi giù dritti a terra con una doppia da 55m. Per tornare ad S1 serve una fissa tra S1 ed S2.

altre annotazioni:
Prima Salita: Fabio Elli e Luca Schiera, il 25 novembre e 1-8-9 dicembre 2018.