La Strà Granda da Piedimulera

difficoltà: E   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 243
quota vetta/quota massima (m): 1362
dislivello salita totale (m): 1500

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: Franco1457
ultima revisione: 27/10/18

località partenza: Piedimulera (Piedimulera , VB )

accesso:
Prendere l'autostrada per Gravellona fino al termine e poi la superstrada per il Sempione e uscire a Piedimulera dove parcheggiare l'auto nei pressi della stazione.

note tecniche:
La vecchia mulattiera della Valle Anzasca, la “Strà Granda”, come ancora oggi è chiamata, fu tracciata nel xv secolo con partenza da Peidimulera per volere dei signorotti locali. Fino alla metà del 1800 era l’unica strada per raggiungere Macugnaga. La mulattiera, di incredibile bellezza, correva alta sul versante sinistro orografico della valle attraversando tutti i villaggi posti in posizione soleggiata fra terrazzi, coltivi e castagneti. L’itinerario lungo 32 km può essere suddiviso a piacimento in due o tre tappe grazie al rientro con mezzi pubblici.
Noi decidiamo di percorrerlo in tre tappe
N.B.: il tragitto è in parte segnalato con segni bianco rossi e cartelli, ma per non sbagliare conviene seguire fedelmente le frecce e i segni rosa della corsa della Strà Grande.

descrizione itinerario:
Prima tappa da Piedimulera a Molini
A Piedimulera si può parcheggiare nei pressi della stazione e percorrere la via che porta verso il centro. Arrivati alla piazza del mercato imboccare la bella mulattiera che parte dalla via Protasi e dopo aver attraversato la superba torre Ferrari, costruita nel 1594 con funzioni di difesa dei transiti mercantili, sale tra i vitigni e le vecchie abitazioni della frazione Croppala, fino a raggiungere Cimamulera. Prima di arrivare a quest’ultima conviene fare una breve deviazione e prendere il sentiero sulla destra che porta alla frazione Pairazzo, con il suo forno comunitario e alla Cappella della Pace sita su un poggio con vista molto panoramica.
Ritornati sui nostri passi , raggiungiamo la Piazza della Chiesa di Cimamulera con il suo ippocastano che si dice sia stato messo a dimora nel 1851. Superiamo la piazzetta della chiesa ed attraversiamo l’abitato fino ad incrociare la strada asfaltata che conduce alla località Madonna. L’asfalto si sostituisce alla mulattiera, che riprende dopo un paio di tornanti, e raggiunta la frazione Morlongo, visitiamo l’antico Torchio di uva, risalente al 1600, il cui trave di base misura 8,30 metri di lunghezza. Ritornati sulla mulattiera entriamo in profondità nella valle e sbuchiamo a Meggiana. Proseguiamo su percorso quasi pianeggiante passando dall’Oratorio di San Carlo purtroppo in avanzato stato di degrado. Riprendiamo la mulattiera e raggiungiamo in leggera salita la Cappella di Santa Lucia in posizione panoramica. Superata la località Case Paita, su asfalto iniziamo a scendere in direzione dell’abitato di Castiglione e nei pressi della Grotta di Lourdes saliamo sulla mulattiera fino a Castiglione con la sua monumentale Chiesa Parrocchiale dedicata a San Gottardo.
Poco oltre il paese raggiungiamo la zona denominata Fontana Fredda, ove ancora sgorgano due sorgenti. Superato il ponte ad arco nominato come “punt barù” e lasciato sulla destra il sentiero che sale a Jelmala, arriviamo sulla strada asfaltata dove a destra si sale a Porcareccia mentre in discesa si va verso Molini. Merita comunque una visita il simpatico borgo di Porcareccia.
Ritornati al bivio seguiamo la mulattiera sempre evidente e ben segnata che porta a Molini dove prendiamo l’autobus per il rientro.
Se si ha ancora un po’ di tempo vale la pena la visita al bellissimo Santuario della Gurva, a Molini, edificato inglobando un ciclopico masso che, caduto dal Monte, si arrestò miracolosamente a poca distanza da un’immagine sacra dipinta sudi un piccolo muro.

Seconda Tappa da Molini a Ceppo Morelli
Parcheggiata l’auto in un piccolo spiazzo all’inizio del paese, si sale la scalinata e si raggiunge una stradina asfaltata. Poco dopo sulla sinistra parte una mulattiera (indicazioni) per Antrogna. In questa frazione domina la monumentale chiesa parrocchiale del 700 che si distingue per le dimensioni davvero notevoli per una chiesa di montagna. Si supera il campanile e percorrendo le anguste viuzze si transita sotto una grande volta chiamata “il voltone” da cui si piega a sinistra, scendendo leggermente giungendo sulla strada che si spinge a Barzona. In prossimità del primo tornante si riprende la mulattiera che supera il ponte sul Rio della Val Bianca e si perviene a Barzona. Pianeggiando si continua a seguire la vecchia mulattiera che, superato l’abitato, prosegue per un lungo tratto tra terrazzamenti e castagni prima di iniziare a scendere alcuni stretti tornanti che ci conducono a Pontegrande. Percorso un breve tratto sulla statale, ci teniamo sul versante della montagna e, per stradine interne, si raggiunge la Cappella Fornari prima e le Case Fornari dopo. Si scende fino a raggiungere San Carlo dove prima di entrare nel borgo si prende a destra la mulattiera che sale ripida per un tratto fino a raggiungere la bella cascata del Crotto Rosso, il cui toponimo prende origine dalla colorazione che hanno assunto i sassi del torrente, erosi dalle acque che sgorgano dalla miniera aurifera dei Cani. Proseguiamo sulla mulattiera e raggiungiamo Roletto e successivamente Vanzone. Dalla piazza del paese scendere a sinistra e seguendo le indicazioni seguire il sentiero che conduce sulla statale nei pressi del Santuario del Groppo.
Si prosegue nel bosco fino a Canfinello dopo aver attraversato un doppio avvallamento. Da qui seguire la strada asfaltata fino ad incontrare il torrente che scende dalla pendici del Marigal e, dopo averlo superato, ritornare a valle della strada principale, nel punto in cui la vecchia entra nell’abitato di Borgone. Proseguire dapprima tra vecchie abitazioni e quindi per prati, fino a raggiungere Ceppo Morelli dove si trova vicino alla chiesa la fermata dell’autobus per il rientro.

Terza Tappa da Ceppo Morelli a Macugnaga Fraz. Pecetto
Costeggiare la parte bassa del paese di Ceppo Morelli ove si trova un caratteristico ponte ad arco sull’Anza, per poi proseguire nel bosco tenendo sempre la sponda destra orografica del torrente. Si passa vicino ad una centrale elettrica e si prosegue nel sentiero fino ad arrivare alle miniere abbandonate di Pestarena con alla sinistra una cappella. Prendere la strada sterrata che con ampie svolte risale la bastionata e porta alla bella conca dell’Alpe Morghen. Si risale la mulattiera sempre nel bosco che poi scende al ponte del “Vaud” e ritornati sulla sponda sinistra orografica dell’Anza costeggiarla fino ad arrivare a Pestarena per molti anni importante centro minerario della valle.
Scendere per un breve tratto una ripida strada asfaltata fino ad una casa isolata nella parte inferiore del paese; si supera il ponte: qui la strada si biforca, a sinistra sale in Val Moriana, e a destra il sentiero prosegue entrando in un bosco fino a raggiungere a Fornarelli. Superato il primo gruppo di case, risaliamo per un breve tratto il torrente che scende dalla Val Quarazza ed lo attraversiamo nei pressi dell’imbocco della miniera della Guia. Si prosegue con percorso quasi pianeggiante fino a Isella dove, piegando a sinistra, si percorre una sterrata che segue il corso dell’Anza per arrivare ad Opaco e subito dopo al piazzale della seggiovia a Pecetto a cui fa sfondo il magnifico Monte Rosa che, con la sua rocciosa parete est, la più vasta delle Alpi per sviluppo in larghezza e altezza, chiude l’estremità superiore della valle.
Dalla funivia scendiamo verso Staffa seguendo la statale e passando vicino a numerose costruzioni in legno che ricordano un pezzo di storia walser e rendono il paesaggio particolarmente gradevole. Arriviamo così alla piazza di Macugnaga dove c’è la fermata dell’autobus che ci riporterà a Ceppo Morelli.