Caporal Terra di Mezzo

difficoltà: 5c / 5c obbl / A3
esposizione arrampicata: Sud-Est
quota base arrampicata (m): 1700
sviluppo arrampicata (m): 200
dislivello avvicinamento (m): 150

copertura rete mobile
tim : 60% di copertura

contributors: ilcontevlad
ultima revisione: 18/10/18

bibliografia: valle dell'orco - versante sud

vedi anche: https://www.valeriofolco.it

accesso:
Attacco: proprio nel punto in cui il sentiero tocca la parete e dove si gira a dx verso l’attacco di Quel Nuovo Mattino e della Rivoluzione, individuare un diedro muschioso di una dozzina di metri sulla sinistra di un pilastrino.

note tecniche:
Un pò meno impegnativa e continua di BAT, “inspiegabilmente” non era mai stata (a quanto è dato sapere) ripetuta fino ad oggi. Molto più impegnativa delle altre classiche di artif di Caporal e Sergent, quasi un altro sport!
I gradi non devono trarre in inganno, molto moderni tengono più in conto la pericolosità di una eventuale caduta che la tecnicità della progressione (sempre molto elevata!).
L’attrezzatura in loco è ridotta al minimo, i rivetti (ottimi) e qualche head, che risente ovviamente dell’età. Soste ottime a fix.
I rivetti sono molto distanti, si raggiungono quasi sempre in top step.

Il materiale indicato è ovviamente indispensabile, non ci si “arrangia” in altre maniere…
Abbiamo usato:
2 serie Camalot C4 fino al n4 (3 serie fino allo 075)
1 Camalot C4 n6 (solo per il primo passo del primo tiro)
2-3 serie alien/TCU/X4 fino ai micro compresi (alien nero), qualche offset
Qualche nut piccolo/medio
6 pecker piccoli, 3 medi, 3 grandi
8 key hole hanger, 5 rivet hanger con cavetto da 2 e 3 mm
2 LA e 2 KB vari, 1 chiodo a U corto
3-4 head piccoli/medi (10 in caso tutti quelli in posto fossero da sostituire)
2 serie hook (captain hook perfetti) + hook giganti molto utili (pika spoonbill n3 e n4)
15 rinvii e 30 sciolti, rinvii ad esplosione

Dal sito di Folco si può richiedere la sua relazione con il precisissimo schizzo della via.

descrizione itinerario:
L1: salire il bel diedrino in dulfer, la roccia è lichenosa ma la lama si tiene benissimo e non è difficile, friend del 6 in partenza e del 4 a metà. Si arriva ad un vecchissimo spit arrugginito, si sale sulla cengetta tirandosi su un arbusto, ti traversa in discesa a dx e si rimonta alla comoda sosta. La traversata è davvero brutta e pericolosa x il secondo, un tiro spiacevole ma necessario. 20m, 5 e A1.

L2: tiro molto lungo e continuo. 3 rivetti e qualche passo su hook non banale portano alla grande lama rovescia, che è molto sottile e non lascia tranquilli. Si supera con molti friend su cui non è consigliato volare, ma anche testarli troppo… Il diedrino successivo si sale con lunga serie di pecker e qualche micronut, una sorpresina per prendere la successiva serie di rivetti che porta in sosta con altri bei passi interessanti. Sotto la sosta si incrocia Quel Nuovo Mattino, che arriva da dx e prosegue dritto a sx sui pressione. Sosta appesa. 45m, A2. Da qui con 60m dritti si è in terra, se si fraziona ad S1 ne servono 70m.

L3: diedrino lichenoso molto bello (5c o A1) di una dozzina di metri, poi dalla cengia altro muretto liscio lungo altrettanto, da salire con rivetti e head e/o un paio di pecker brutti sotto la sosta. Possibili cadute pericolose dai primi o ultimi head. Sosta appesa. 25m, A2R.

L4: un rivetto per ribaltarsi in cengia, poi si cammina fino all’ultimo salto sotto l’evidente tetto obliquo. A1, un passo, 20m. Sosta comodissima!

L5: tiro chiave, molto lungo ed impegnativo. Parte con due rivetti in strapiombo per prendere la svasa fessura di fondo del tettino, in cui i friend non sono per niente “bomba”… poi si risale una lama fragile sempre a friend fino ad una scaglia expanding con chiodo in posto. Lungo traverso ascendente a dx e poi dritto su cliff e rivetti, dall’ultimo rivetto un cliff, 4 head, poi pecker e friend fino in sosta. Come dice Valerio, “bad falls in agguato”… 45m, A3.

Discesa: 4 doppie sulla via saltando S1, corde da 60.

altre annotazioni:
Linea di artif moderno aperta da Valerio Folco e Cristina Gaggini nell’ottobre 2005 sullo splendido e compatto scudo rosso del Caporal percorso anche da Quel Nuovo Mattino ed Aerospike.