La Strada Antronesca da Villadossola

difficoltà: T   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 257
quota vetta/quota massima (m): 902
dislivello salita totale (m): 645

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: Franco1457
ultima revisione: 25/09/18

località partenza: Villadossola (Villadossola , VB )

accesso:
Seguire la Gravellona Toce sino al termine e poi prendere la strada per il Sempione fino all'uscita di Villadossola. Usciti dalla statale, si svolta a destra, e seguendo le indicazioni per la Valle Antrona, si raggiunge Piazza IV Novembre posta all'inizio della valle.

note tecniche:
Come ogni anno, da ormai 23 anni, torna il tradizionale appuntamento proposto dalla Sezione CAI di Villadossola che in collaborazione con le Comunità della Valle Antrona vede riuniti centinaia di camminatori che partendo da Villadossola ripercorrono l’itinerario della parte bassa della “Strada Antronesca” una delle vie storiche del territorio del Verbano Cusio Ossola ritenuta una delle vie più antiche che valicavano i passi alpini, probabilmente già utilizzata dagli Etruschi e dai Romani. L’antico tracciato, che partendo dal fondovalle, percorreva tutta la Valle Antrona e la Valle di Saas per raggiungere il distretto di Visp nel Canton Vallese, ancora oggi conserva buone tracce dell’antica mulattiera. Il percorso è stato recuperato dalla Sezione CAI di Villadossola che lo ha segnalato e reso percorribile.
Comunque il consiglio è di effettuarlo il giorno dell’appuntamento annuale o dopo in quanto il sentiero viene ripulito per l’occasione, mentre nei periodi precedenti il sentiero alcuni tratti può essere invaso da rovi o erbacce.

descrizione itinerario:
Come da programma il ritrovo è a Villadossola in Piazza IV novembre dove prende avvio la camminata che in circa 16 Km porterà gli escursionisti a raggiungere Antrona.
Si inizia a salire tra le case fino a raggiungere la frazione di Noga con la sua monumentale chiesa seicentesca. Dopo alcuni attraversamenti della strada principale, si raggiunge l’inizio dell’antica mulattiera che con cinquantotto gradini scavati nella roccia, sale alla frazione Casa dei Conti e perviene a Cresti, frazione di Montescheno, dove il locale gruppo folcloristico ha allestito il primo punto di ristoro. Si prosegue con piacevole percorso nel bosco e si arriva al villaggio di Seppiana, dove vi è la chiesa primordiale della Valle Antrona dedicata a Sant’Ambrogio. Qui è allestito il secondo punto di ristoro.
Alla ripresa della marcia, il lungo corteo si rimette in movimento per raggiungere il nucleo di Viganella che vede le sue alture ripopolarsi di vigneti che producono un ottimo Pinot Nero. Percorrendo le strette vie, entriamo nel borgo nobilitato dal raffinato loggiato di Casa Vanni, antica famiglia patrizia che la abitò alla fine del Settecento, e attualmente, dopo una sapiente ristrutturazione, trasformato in una struttura ricettiva di alto livello. Poco oltre, in un piccolo e grazioso locale, è custodito il torchio per la macinature delle noci, uno dei più antichi mestieri molto ben raffigurato nel murales sulla parete della casa.
Si raggiunte così la famosa Piazza dello Specchio dove è allestito il punto di ristoro principale.
Dopo l’ottimo pranzo e l’immancabile esibizione canora si riprende il cammino verso Riviera e in breve si raggiunge la Cappella della Bosa o del Bisan. Con moderata fatica si arriva alla piccola frazione di Ruginenta e con il più impegnativo tratto del percorso entriamo nell’antico borgo di Rovesca (altro punto ristoro) il cui caratteristico villaggio è raccolto intorno alla bella fontana risalente al 700 posta a lato dell’Oratorio di San Bernardo da Mentone sulla cui facciata è rappresentata la gigantesca figura di S. Cristoforo.
Siamo ormai in vista della nostra meta e con un ultimo tratto si entra in Antronapiana dirigendosi verso il centro per ammirare l’ultimo dei murales che esprime un’attività che sta scomparendo: la filatura della lana. Antronapiana, posta su un terrazzo alla confluenza dei torrenti Loranco e Troncone che danno vita all’Ovesca, è un antico villaggio di montagna che ebbe sempre negli estesi pascoli alpini e negli alpeggi la sua ricchezza principale.
Si raggiunge la Sala Polifunzionale dove, comodamente seduti ai tavoli, viene servita un’ottima merencena per concludere questa splendida giornata.

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