Mummia (la) La Tela di Penelope

difficoltà: 6b+ / 6a+ obbl
esposizione arrampicata: Ovest
quota base arrampicata (m): 1600
sviluppo arrampicata (m): 120
dislivello avvicinamento (m): 350

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: teo
ultima revisione: 21/09/18

località partenza: Forno Alpi Graie (Groscavallo , TO )

accesso:
a Forno Alpi Graie percorrere la strada che porta al Santuario della Madonna Nera e parcheggiare in prossimità del bivio con il Vallone di Sea. Incamminarsi sulla strada che poi diviene sentiero in direzione del bivacco Soardi-Fassero, superare l’inconfondibile Torre di Gandalf e proseguire quindi fino al pianoro dove sorge l’alpeggio di Balma Massiet, a quota 1500m circa. Superare la Stura sul ponte per portarsi sul lato idr. dx. e tornare quindi in direzione del fondovalle costeggiando il torrente; per salire all’attacco delle vie del “Bracciolo sx” del Trono conviene tralasciare la prima pietraia, che scende sotto lo “Schienale” (parte centrale), risalendo invece agevolmente la seconda che si incontra, quando questa si esaurisce, cercando il percorso migliore tra la vegetazione, portarsi alla base del settore (attacco a quota 1600 m circa, 380m di dislivello, 1 h circa). Invece che andare fino a Balma Massiet è possibile guadare più a valle il torrente, saltando tra due pietroni (cautela), se si guarda bene ci sono degli ometti. Il guado è posto di fronte alla menzionata pietraia, dove c’è l’evidentissimo grande masso triangolare dei boulder “Polvere di stelle”. Giunti contro la parete sx del Trono (dove attaccano Misteri della Fisica, Soffio di Fiaba etc.) scendere leggermente a sx (faccia a monte) costeggiando la parete e in breve (5 minuti) all'attacco della Mummia.

note tecniche:
Il Vallone di Sea si colloca in un ambiente prettamente alpino, austero e severo. Le pareti di roccia, sulle quali viene praticata l’arrampicata, si collocano ad una quota variabile tra i 1500 m e i 2700 m.
L’avvicinamento varia dai 45-60 minuti per le strutture più vicine fino alle due ore e oltre per quelle ubicate nei posti più reconditi. Fondamentale essere sempre aggiornati sulle previsioni meteorologiche prima di intraprendere qualsiasi scalata.
Gli interventi in progetto o già realizzati dall’associazione Rocciatori Val di Sea non hanno l’intento di “mettere in sicurezza” gli itinerari del Vallone bensì di cercare di sostituire, almeno in parte e nei limiti del possibile, l’attrezzatura presente considerata vetusta e soggettivamente non più affidabile. Nessuna delle vie del Vallone presenta o presenterà una chiodatura “plaisir” e nessuna ha subito o subirà una chiodatura integrale a fix. La pubblicizzazione, il rinnovamento o piazzamento di attrezzatura non implica che l’associazione, o chi per essa, intenda arrogarsi la custodia o la manutenzione del luogo e di quello che vi è collocato, né che garantisca la “sicurezza” o l’esclusione di incidenti dovuti a cedimenti di chiodi, protezioni fisse, massi ecc.. Si precisa che l’opera intrapresa NON ha fini di lucro o commerciali ma solamente l’intento di riportare alla luce vie oggi dimenticate.
E’ pertanto esclusivo onere dell’arrampicatore, che percorrerà tali vie, valutare con occhio critico lo stato della chiodatura in loco, eventualmente sostituendo o integrando parte degli ancoraggi fissi (quali ad esempio cordoni, maillon rapide, chiodi tradizionali) ed intraprendendo la scalata solo se ritiene di possedere adeguate capacità tecniche-psico-fisiche (capacità a proteggersi con mezzi amovibili, capacità di valutazione e ricerca del percorso). Essendo inoltre le strutture rocciose soggette ad assestamenti e potenziali crolli l’arrampicatore dovrà essere in grado di verificare con occhio critico eventuali lame o blocchi instabili, rinunciando alla scalata in caso di pericolo.

Materiale in posto: spit-fix dove non è possibile proteggersi
Materiale occorrente: una serie di friend fino al n°3, doppio il n°2, nut, corde da 55 m.
Note con breve descrizione: una bella via con passaggi vari, dal muro al tetto, alla fessura. La versione 2018 l’ha rettificata rendendola completamente indipendente da “Ciccio bum”, a parte gli ultimi metri in uscita. L’attacco si trova subito prima delle due grotte dove iniziano “Ciccio bum” e “Belfagor”.

descrizione itinerario:
L1: tiro nuovo 2018 – muro articolato e verticale, poi diedro obliquo da destra a sinistra e quindi d nuovo muro. Grado: 6a+ , 6 spit-fix + sosta con 2 spit-fix.
L2: tiro nuovo 2018 – muro e poi tetto fino a una cornice erbosa, ancora muro ben appigliato fino alla terrazza. Grado 6b+, 5 spit-fix + sosta con 2 spit-fix.
L3: dritti sopra la sosta nel diedro giallastro fessurato. Al suo termine, dove è sbarrato da un tetto triangolare, delicato traverso a sinistra. Grado 6b, 1 cordone incastrato, sosta con 2 spit-fix.
L4: tiro parzialmente nuovo 2018 - dritti per una fessurina che diventa lama, poi progressivamente a sinistra per una successione di ribaltamenti. Ultimi metri in comune con “Ciccio bum”. Grado 6b, 4 spit-fix. Sosta di calata di “Ciccio bum2.

Discesa
Con due doppie su “Ciccio bum”

altre annotazioni:
Prima salita e data: G. C. Grassi, A. Siri ; 24 maggio 1987
Richiodatori e data: Luca e Matteo Enrico con Federica Beux e Luigi Sibille ; 05/21/25 agosto 2018