Mezzodì (Guglia del) via Re

difficoltà: D   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Est
quota partenza (m): 1778
quota vetta (m): 2621
dislivello complessivo (m): 1080

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: abo
ultima revisione: 06/09/18

località partenza: Colle dell Scala (Névache , 05 )

bibliografia: Guida CAI-Ti Alpi Cozie Settentrionali

accesso:
Da Blockhaus al Colle della Scala prendere il sentiero GR5B che si dirige verso le Rocce della Sueur. Raggiunto il colletto Gui scendere brevemente nella conca al di sotto del Pas des Rousses e risalire brevemente al colletto della Tour Jaune de Barabbas, di qui il sentiero scende in modo deciso con una serie di tornanti in direzione Col des Acles. Continuare in leggera salita attraversando 2 canali di detrito e quindi dopo poco individuare una traccia ripida sulla dx (q. 2175m ca) che porta ad una zona di bunker e grossi massi proprio sotto la parete ENE della Guglia del Mezzodì. Di lì salire il pendio detritico senza percorso obbligato fino al punto più basso della parete, dove le placche di roccia partono direttamente dai ghiaioni (ometto, 2h-2h30 dal Colle dell Scala).

note tecniche:
Salita poco ripetuta in una parete ben visibile dalla conca di Bardonecchia ma trascurata. La roccia è la tipica dolomia scura della zona, da buona ad ottima nei tratti più difficili, decisamente più rotta nei trasferimenti. La parete è costituita da 4 salti principali, di cui il più interessante è il terzo.
La via è solo parzialmente chiodata (in media 1 ch. a sosta e 1-2 ch. lungo i tiri più duri), necessari: cordini e fettucce (meglio se da 120cm), 3-4 ch. (a lama e knifeblade), martello, un gioco di nut completo, friend da #0.5 a #3 BD.
Il numero di tiri è indicativo ed è vincolato alla lunghezza della corda che si utilizza.

descrizione itinerario:
Primo salto
L0: risalire le placconate basali della parete lungo il loro spigolo sx su fessure di roccia molto ruvida (II-III, 40m; tiro evitabile a sx per erba e ghiaioni). Al termine traversare a sx e raggiungere la base del secondo salto.

Secondo salto
L1: risalire un camino-canale fin sotto ad un masso incastrato (ch. con cordone viola), quindi aggirarlo sulla dx grazie ad una breve fessura (IV+). Raggiungere la soprastante placca di roccia sana (ch.) e quindi traversare a sx fino a prendere il filo dello sperone, da cui salendo verso sx si raggiunge quasi la sommità del secondo salto (35m). Sosta da attrezzare su cordoni.

Trasferimento: risalire la dorsalina detritica alla base del terzo salto e puntare ad un canalino detritico sulla dx, da cui parte verso sx un bel diedro-camino di roccia sana (ch. di sosta con cordone viola alla base).

Terzo salto
L2: risalire il bel camino-diedro su roccia che migliora via via che si sale fino a diventare ottima verso l'uscita (II-III). Puntare ad un terrazzino alla base di una placca verticale dove si sosta (1 ch. in posto, integrabile con un altro; 25m).
L3: salire le belle fessure sulla sx della sosta (III+) fino ad un terrazzino con pino (sosta con cordoni facoltativa). Traversare quindi a dx per una 15ina di metri e puntare ad una fessura-diedro, alla base di cui si sosta (ch. a "U" giallo in posto, integrabile con friend #0.75; 25m)
L4: risalire la fessura (IV+) e spostarsi gradualmente verso sx fino ad un terrazzino (ch. poco affidabile sulla sx), risalire quindi un muretto fessurato sulla sx di un canalino (IV, volendo è anche possibile risalire il canalino con difficoltà minori), superare un masso incastrato e subito dopo sostare alla base di una placca verticale di 4m (1ch. con cordone viola in posto, integrabile con altro ch.; 20m)
L5: risalire la bella placca di roccia ottima sfruttando il diedro a sx (IV+, ottime possibilità di protezione con chiodi sottili o nut), raggiungere quindi la cima di un pulpito e quindi traversare a sx verso una paretina alla base di un'evidente fessura verticale (sosta con 2 ch. da collegare in posto; 20m)
L6: risalire l'evidente fessura di 20m con difficoltà crescenti da IV+ a V- in uscita (eccentrico con cordino incastrato in partenza e 1 ch. prima del passo chiave, integrabili con un ch. a lama e friend #1 e #3 ). Raggiungere quindi un esiguo ballatoio (1 ch. in posto) dove si sosta (facoltativa ed integrabile con 1 altro ch., friend #0.5 o nut piccolo; 20m)
L7: salire il diedro-camino al di sopra della sosta (IV, 1ch., ottime possibilità di proteggersi con nut). Si raggiunge quindi la cima di un pilastrino esposto dove si sosta (1 ch. in posto, integrabile con nut; tiro corto di 15m unibile con L6).
L8: risalire senza percorso obbligato il filo dello sperone (II+) fino in cima al terzo salto, spostandosi verso la fine sullo spuntone di sx (cordone viola), tiro lungo di quasi 60m.

Trasferimento: scendere brevemente dalla sommità del terzo salto (III molto esposto) e attraversare alla base del quarto salto, subito prima di una lama orizzontale caratteristica (sosta da attrezzare con cordone su spuntone).

L9: percorre la lama orizzontale sul suo fianco sx (III+) e raggiungere la base dell'evidente diedro sovrastante (ch. con anello in una nicchia alla base). Salire il diedro di utilizzando una fessura sulla sua faccia sx (IV+, 2 ch. in posto, uno vecchio e poco affidabile) ed uscire sulla sx (ch. sul terrazzino d'uscita). Proseguire sul pilastrino di rocce rotte sulla dx fino in cima allo speroncino (III, sosta da attrezzare con cordone; 30m)
L10: ultimo facile tiro verso sx risalendo una dorsalina di blocchi (max II+) che porta sulla cresta finale, 10m a dx della croce di vetta.

Discesa passando dal Pas des Rousses e dal versante N della montagna fino al sentiero di andata, sotto al Colletto del Gui (che si raggiunge dopo una risalita di ca 60m).

altre annotazioni:
Prima salita: Alberto Re e Paolo Maggi 7/7/1975
Prima invernale: P. Crivellaro, R. Perrone, E. Pessiva, R. Scala 17/2/1980

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