Canzo (Corno orientale di) Nido delle comete

difficoltà: 6a / 6a obbl / A1
esposizione arrampicata: Nord-Est
quota base arrampicata (m): 1000
sviluppo arrampicata (m): 200
dislivello avvicinamento (m): 800

copertura rete mobile
tim : 60% di copertura

contributors: ilcontevlad
ultima revisione: 24/08/18

località partenza: gayum - valmadrera (Canzo , CO )

punti appoggio: rifugio SEV

bibliografia: arrampicate sui corni di canzo e moregallo - idea montagna

accesso:
da Canzo o Valbrona raggiungere il rifugio SEV, poi seguire in discesa il sentiero 7 per 10 minuti fino alla bocchetta di moregge, dove risale per il moregallo. Poco prima della bocchetta tagliare nel bosco in orizzontale fino ad uscire nel ghiaione, da dove si vede la parete. A circa metà ghiaione andare contro la parete e scendere fino ad un evidente sassone che forma un tunnell. Sopra il sasso c’è la targhetta di inizio via. 20 minuti dal SEV, circa 90 minuti da canzo al SEV.

Da Valmadrera invece seguire il sentiero 7 passando sa sambrosera, poi si può tagliare su per il ghiaione prima di arrivare alla bocchetta di moregge. 90 minuti circa.

note tecniche:
le vie dei corni sono molto poco frequentate e quasi solo dagli habituè della zona. Famose per la roccia non eccezionale e la chiodatura datata, riservano sempre avventure ingaggiose da non sottovalutare.

La roccia in via è buona e la chiodatura quasi sistematica a spit e fix di ogni genere e fattura, alcuni messi male altri molto buoni, più qualche chiodo nuovo. Se trovate chiodi molto vecchi o roccia marcia molto probabilmente siete finiti sulla adiacente via “don arturo pozzi”.

Friend e nut non indispensabili, come il martello. Consiglio almeno 20-24 rinvii per fare i tiri lunghi come descritto sotto, saltandone qualcuno ogni tanto.
Portatevi la felpa, sempre, anche in pieno agosto! Luogo molto fresco ideale per giornate molto calde.

La guida citata sopra riporta 8 lunghezze, noi l’abbiamo fatta comodamente in 4 saltando 2 soste.
La via è al 90% artificiale (facile) con qualche passaggino in libera, tranne L2 che è prevalentemente in libera. Più maneggiate i gradi alti (altissimi) più potete fare tratti in libera.

descrizione itinerario:
L1: salire in libera (V) l’evidente diedro ed uscirne subito a dx seguendo i numerosi fix (A1e). Saliti sulla cengia continuare 8 m a dx in orizzontale, sorpassando una sosta a chiodi marci ed una a spit altezza ginocchia per sostare su 2 nuovi fix da collegare di una nuova via sportiva. 50m A1e V

L2: due spit sopra la sosta, poi spostarsi a dx del pilastrino, non seguire gli evidenti chiodi marci soprastanti che restano a sx del pilastrino. Muretto, lungo traverso a sx (2 chiodi – sulla dx scomoda sosta intermedia), passaggio in libera obbligato (VI+) per prendere un chiodo buono sopra una pancetta, poi placca appoggiata facile erbosa con gli ultimi metri compatti (spit) portano in sosta sotto lo strapiombo. Chiodo e fix. 50m VI+ A1e

L3: a sx della sosta al primo fix, poi seguirli tutti fin sopra lo strapiombo. Da qui placca compatta con passaggini in libera per arrivare in sosta, sulla sx. 2 fix con catena. 50m A1e VI+

L4: a dx per la bella placca compatta e pilastro a dx di un canalino erboso fino a prendere una solida catena che permette di sbucare alla sosta finale in cresta (sosta intermedia). Sosta in comune con Stella Alpina. 50m A1e V+

Discesa: dalla sosta prima della catena finale credo si possa sempre scendere in doppia anche se ha poco senso. Dall’ultima sosta si cammina facilmente e si è in cima al corno orientale in 3 minuti, da qui in 10 minuti si torna al SEV.

altre annotazioni:
aperta nel 1997