Sassolungo Via Normale - Grohmann/Innerkofler/Salcher

difficoltà: AD   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord-Ovest
quota partenza (m): 2180
quota vetta (m): 3182
dislivello complessivo (m): 1300

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: andreamilano
ultima revisione: 02/08/18

località partenza: Passo Sella (Selva di Val Gardena , BZ )

punti appoggio: Rifugio Toni Demetz

accesso:
Dal parcheggio del Dolomiti Mountain Resort posto poco prima del Passo Sella 2180m, prendere il comodo sentiero n. 525 con direzione Forcella del Sassolungo - rif. Demetz. Per chi non ha voglia di camminare è possibile raggiungere la forcella con una cabinovia sempre dallo stesso punto di partenza (apertura ore 8).

descrizione itinerario:
Dalla forcella del Sassolungo bisogna scendere per 50 metri fino a trovare l'inizio del sentierino per la "Cengia dei Fassani". Cengia che parte comoda per poi diventare un canalone fino ad una forcella - si può (si deve) superare il canalone franoso arrampicando sulla crestina alla sua sinistra (II-III).
Al di là della forcella, un cavo aiuta a superare alcuni tratti esposti e poi per cengette si arriva al circo ghiaioso del ghiacciaio del Sassolungo di cui oggi rimangono solo lingue di neve.

Sul lato opposto inizia il "Canalone Basso", spesso innevato al suo interno. Bisogna scalare la cresta alla sua sinistra (salendo - "variante delle guide") su bei passaggi di II e III. In un camino sono state poste delle scale metalliche. Da qui si arriva ad una seconda forcella (forcella del canalone basso) da cui poi, scendere per una decina di metri fino ad un anfiteatro ghiaioso (2900m).

Un sentiero su ghiaia porta fino ad un grosso ometto da cui ha inizio la grande "Gola delle Guide" . Salire a sinistra per balzi (II+) poi più a destra all'interno della gola - II e poi III all'uscita vicino ad una forcella con masso incastrato da cui ci si affaccia sul versante opposto. Da questo punto è visibile il piccolo bivacco "Giuliani" 3100m, che si raggiunge facilmente per balze rocciose.

Il bivacco è sovrastato da una grossa torre che chiamano "rossa" o "gialla" a seconda delle relazioni sul web. Dalla forcella bisogna prendere un'esile ed espostissima cengia sul lato est, in leggera discesa e per una trentina di metri. Da qui salire una parete/camino a sinistra che conduce al pulpito sommitale. III+ (forse IV-) di forma strana e molto esposto. Nessun sosta per rinvio lungo il camino, ne al suo termine.

Da qui, continuare per cresta (II-III) fino ad un crocifisso di legno. Ma per la vera vetta vera e propria bisogna continuare un pò per ometti e canalini lungo due false cime fino alla massima elevazione segnalata da un bastone.

Per la discesa è posto un anellino cementato sul borde della torre rossa/gialla che con una calata da 30 metri si tocca praticamente il tetto del bivacco.
Il resto della discesa avviene a ritroso per lo stesso percorso. Lungo la via ci sono alcuni anelli cementati ed alcuni chiodi a U. Più una vasta gamma di cordini in clessidra messi un pò dappertutto e da verificare.