Mummia (la) Belfagor

difficoltà: 7a / 6a+ obbl / A0
esposizione arrampicata: Ovest
quota base arrampicata (m): 1600
sviluppo arrampicata (m): 100
dislivello avvicinamento (m): 350

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: teo
ultima revisione: 30/07/18

località partenza: Forno Alpi Graie (Groscavallo , TO )

accesso:
a Forno Alpi Graie percorrere la strada che porta al Santuario della Madonna Nera e parcheggiare in prossimità del bivio con il Vallone di Sea. Incamminarsi sulla strada che poi diviene sentiero in direzione del bivacco Soardi-Fassero, superare l’inconfondibile Torre di Gandalf e proseguire quindi fino al pianoro dove sorge l’alpeggio di Balma Massiet, a quota 1500m circa. Superare la Stura sul ponte per portarsi sul lato idr. dx. e tornare quindi in direzione del fondovalle costeggiando il torrente; per salire all’attacco delle vie del “Bracciolo sx” del Trono conviene tralasciare la prima pietraia, che scende sotto lo “Schienale” (parte centrale), risalendo invece agevolmente la seconda che si incontra, quando questa si esaurisce, cercando il percorso migliore tra la vegetazione, portarsi alla base del settore (attacco a quota 1600 m circa, 380m di dislivello, 1 h circa). Invece che andare fino a Balma Massiet è possibile guadare più a valle il torrente, saltando tra due pietroni (cautela), se si guarda bene ci sono degli ometti. Il guado è posto di fronte alla menzionata pietraia, dove c’è l’evidentissimo grande masso triangolare dei boulder “Polvere di stelle”. Giunti contro la parete sx del Trono (dove attaccano Misteri della Fisica, Soffio di Fiaba etc.) scendere leggermente a sx (faccia a monte) costeggiando la parete e in breve (5 minuti) all'attacco della Mummia.

note tecniche:
Il Vallone di Sea si colloca in un ambiente prettamente alpino, austero e severo. Le pareti di roccia, sulle quali viene praticata l’arrampicata, si collocano ad una quota variabile tra i 1500 m e i 2700 m.
L’avvicinamento varia dai 45-60 minuti per le strutture più vicine fino alle due ore e oltre per quelle ubicate nei posti più reconditi. Fondamentale essere sempre aggiornati sulle previsioni meteorologiche prima di intraprendere qualsiasi scalata.
Gli interventi in progetto o già realizzati dall’associazione Rocciatori Val di Sea non hanno l’intento di “mettere in sicurezza” gli itinerari del Vallone bensì di cercare di sostituire, almeno in parte e nei limiti del possibile, l’attrezzatura presente considerata vetusta e soggettivamente non più affidabile. Nessuna delle vie del Vallone presenta o presenterà una chiodatura “plaisir” e nessuna ha subito o subirà una chiodatura integrale a fix. La pubblicizzazione, il rinnovamento o piazzamento di attrezzatura non implica che l’associazione, o chi per essa, intenda arrogarsi la custodia o la manutenzione del luogo e di quello che vi è collocato, né che garantisca la “sicurezza” o l’esclusione di incidenti dovuti a cedimenti di chiodi, protezioni fisse, massi ecc.. Si precisa che l’opera intrapresa NON ha fini di lucro o commerciali ma solamente l’intento di riportare alla luce vie oggi dimenticate.
E’ pertanto esclusivo onere dell’arrampicatore, che percorrerà tali vie, valutare con occhio critico lo stato della chiodatura in loco, eventualmente sostituendo o integrando parte degli ancoraggi fissi (quali ad esempio cordoni, maillon rapide, chiodi tradizionali) ed intraprendendo la scalata solo se ritiene di possedere adeguate capacità tecniche-psico-fisiche (capacità a proteggersi con mezzi amovibili, capacità di valutazione e ricerca del percorso). Essendo inoltre le strutture rocciose soggette ad assestamenti e potenziali crolli l’arrampicatore dovrà essere in grado di verificare con occhio critico eventuali lame o blocchi instabili, rinunciando alla scalata in caso di pericolo.

descrizione itinerario:
L1: attaccare da dentro la grotta di sinistra portandosi subito sullo spigolo (6b+, spit-fix visibili), proseguire con una dulferina (6b+) e poi più facilmente (6a+) fin sotto un tetto. Uscire sulla cengia a sinistra e per gradoni alla sosta su una comoda cengia rocciosa. Sosta 1 spit-fix+1 spit-roc. Sul tiro 5 spit-fix e 2 chiodi. Friend utili: n°0.3, 0.75, 0.5, 3. Grado 6b+.

L2: variante nuova 2018 – entrare nel diedro per buone prese, poi abbandonarlo (l’originale lo percorreva integralmente, lame pericolose) e aggirando la pancia sulla destra (6b) riprenderlo all’uscita. Poi per muro-placca diagonalmente a destra (6b in uscita) fino alla sosta su gradini. Sosta con 2 spit-fix. Sul tiro 8 spit-fix e 2 spit-roc. Friend utili: n°0.5. Grado 6b.

L3: liscio diedro con partenza in A0 (piccole tacche e verticali, piedi spalmati in opposizione: 7…?) poi per una fenditura-lama (6c, poi 7a) fino a ribaltarsi su una cornice rocciosa (6b+) che si segue a destra fin sotto la prua che divide “Belfagor” da “Ciccio Bum” e quindi di nuovo a sinistra con uscita difficile (6b+/6c). Sosta con 1 spit-fix e 2 spit-roc. Sul tiro 7 spit-fix e 4 spit-roc. Nessun friend utile. Grado max 7a e A0.

L4: muro, poi ribaltamento e quindi a destra fino a ricongiungersi con “Ciccio Bum”. Sosta in comune con questa, da cui ci si cala. Sul tiro 1 spit-fix + quello di “Ciccio Bum”. Friend utili: n°3 e 0.5. Grado 6a.

Discesa
Con due doppie su “Ciccio Bum”. E' comunque possibile, in caso di necessità, calarsi lungo la via (lasciando un maillon e un cordone).

Materiale in posto: quasi completamente a spit-fix e qualche spit-roc (colore verde) ancora in ottimo stato, un paio di chiodi.
Materiale occorrente: friend dal n°0.3 al n°0.75, un n°3. Corde da 55m.
Note con breve descrizione: la via supera la grande placca della parte sinistra della “Mummia”. Consigliabile abbinarla a “Cicciobum” che attacca subito prima a destra. L’attacco di “Belfagor” è sul margine sinistro della costola che divide le due evidenti grotte.

altre annotazioni:
Prima salita e data: G.C. Grassi, A. Morittu, P. Giannattasio ; ottobre 1989
Richiodatori e data: Luca Enrico, Matteo Enrico, Federica Beux, Alberto Valz ; 20-22-27-28/07/2018