Gioveretto (Cima) o Zufrittspitze dalla Val d'Ultimo (Ultental), Via Normale

difficoltà: F   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 1872
quota vetta (m): 3439
dislivello complessivo (m): 1567

copertura rete mobile
vodafone : 20% di copertura
no operato : 0% di copertura

contributors: la-Nata ste_6962
ultima revisione: 28/05/19

località partenza: Lago di Fontana Bianca (Ultimo , BZ )

punti appoggio: Rifugio Canziani m. 2560. www.rifugiocanziani.it. Tel. 0473 798120.

cartografia: carta Kompass foglio 052 - Ultental - Val d'Ultimo, scala 1:25.000 ; carta Tabacco foglio 042 - Val d'Ultimo, scala 1:25000

accesso:
Da Merano (raggiungibile da Bolzano) si segue la SS38 fino alla località Sinigo, dove si abbandona la strada principale e si imbocca la strada di destra (indicazioni per la Val d’Ultimo) che dovrà essere risalita interamente superando i centri abitati di San Pancrazio, Santa Valburga, Pracupola e arrivando al centro principale della Valle, Santa Geltrude. Da qui, seguendo la strada che sale a destra (indicazioni per il Lago di Fontana Bianca) con una serie di tornanti prende quota rapidamente fino a raggiungere l’ampia spianata del Lago di Fontana Bianca, con ampie possibilità di parcheggio. Sono 66 km da Bolzano e 47 km da Merano.

note tecniche:
La cima Gioveretto (Zuffritspitze in lingua tedesca) sorge isolata a cavallo tra la Val d´Ultimo e la Val Martello e si presenta come una bella piramide rocciosa nettamente distinta dalle cime vicine. La sua salita, in condizioni normali, non presenta difficoltà particolari. Il tratto più impegnativo è un canalino roccioso (qualche passo di I grado) e i gradini rocciosi terminali, dove si trovano alcuni ripidi gradoni con passi di I e un ultimo risalto con passi di II ma attrezzato con alcune catene che facilitano di molto i passaggi. Il ghiacciaio ormai non si tocca nemmeno più, si costeggia brevemente e si imbocca subito il canale roccioso che porta verso la cima. Il percorso è sempre ben segnalato, con segnavia bianco-rossi e numerosi ometti, per cui non ci sono problemi a seguire il corretto itinerario di salita. Nel tratto finale, in caso di neve o ghiaccio potrebbe essere utile avere al seguito la corda, piccozza, ramponi e qualche cordino, oppure il set da ferrata. Nella prima parte, si supera un tratto caotico, un valloncello costituito da grossi pietroni e massi un po’ instabili, risulta scomodo e poco piacevole, ma è di breve durata. Come ottimo punto d’appoggio si utilizza il confortevole e ben gestito Rifugio Canziani. Il periodo migliore per le salite al Gioveretto va da luglio a fine settembre – ottobre.

descrizione itinerario:
Dal Lago di Fontana Bianca si sale inizialmente lungo una stradina sterrata, fino al bivio dove si incrocia un sentiero che devia a sinistra (indicazioni per il Collecchio, segnavia 103 e 107), trascurato tale sentiero si prosegue a destra (segnavia 12 e 140, indicazioni sia per il Rifugio Canziani che per la Cima Gioveretto), il primo tratto è quasi pianeggiante, poi in leggera salita si supera un tratto con scarsa vegetazioni, e si sale decisamente, con una serie di serpentine, raggiungendo uno spallone erboso, dove con un tratto in diagonale si raggiunge prima la casa dei custodi del Lago Verde e poi il Rifugio Canziani m. 2560, poste su una ampia radura erbosa. (ore 2.00 dal Lago di Fontana Bianca).
Dal rifugio, seguiamo il sentiero che sale inizialmente in piano e poi a mezzacosta, superando una vasta pietraia (indicazioni segnaletiche per le Cime Gioveretto e Sternai, segnavia 139 e 140) e costeggiando per un buon tratto il sottostante Lago Verde, fino a raggiungere un spalla erbosa e detritica dove si trova un bivio, qui occorre abbandonare il sentiero di sinistra (segnavia 139 e indicazione per la Cima Sternai o Hintere Eggenspitze) e piegare a destra (cartello indicatore per la Cima Gioveretto – Zuffritspitze, segnavia bianco-rossi n. 140). Superato un iniziale strappo abbastanza ripido si raggiunge un vasto pianoro erboso, dove si supera un breve acquitrino e si volge gradualmente verso sinistra, entrando in un valloncello costituito da enormi massi e grossi sfasciumi (il tratto più disagevole dell’intera salita!). Il percorso è poco piacevole, si cammina su una pietraia caotica con massi mobili di ogni dimensione, tenendosi preferibilmente a sinistra si supera questa poco invitante pietraia, si volge a destra, (indicazione Zuffritspitze su un grosso roccione) iniziando a risalire un ampio pendio detritico (dove si ritrova una buona traccia di sentiero) puntando ad un grosso torrione di roccia rossastra. Il terreno diventa gradualmente sempre più ripido, la traccia risale la ripida rampa detritica con numerose serpentine arrivando alla base del torrione roccioso, che si aggira a destra, e poi, volgendo a sinistra, superato un tratto di facili roccette si raggiunge il piccolo ghiacciaio (la Vedretta del Gioveretto) che si costeggia a destra su pietrame, evitandolo completamente, per arrivare alla base di un canale detritico che scende direttamente dalla cima del Gioveretto sempre ben visibile. Si risale quindi il canalino detritico, che nella parte alta si restringe e presenta qualche facile passaggio di I grado. Usciti dal canale si sale per gradoni e cengette verso sinistra, che con alcuni facili e divertenti passaggi di arrampicata portano sotto il salto roccioso terminale attrezzato con le catene (passaggi di II grado), superato il salto, pochi metri di facili roccette portano in vetta al Gioveretto, dove si trova una grande croce metallica con il quaderno di vetta. Tempi di salita indicativi : ore 5.00 dal Lago di Fontana Bianca e 3.00 ore dal Rifugio Canziani. In discesa si segue a ritroso lo stesso itinerario di salita.

altre annotazioni:
La cima Gioveretto è una montagna secondaria del Gruppo Ortles-Cevedale ma non per questo meno interessante, una delle mete classiche per la Val d’Ultimo. Si tratta di una montagna che viene molto frequentata, sia per il piacevole percorso, le difficoltà contenute e per il vastissimo panorma che si può ammirare dalla cima (nelle belle giornate è visibile tutto il Gruppo Ortles – Cevedale, ma anche i Gruppi del Similaun e Pala Bianca, e più lontano ancora le Dolomiti).