Levanna Orientale, anticima NE Parete NE

tipo itinerario: parete
difficoltà: II / 5.2 / E3   [scala difficoltà]
esposizione preval. in discesa: Nord-Est
quota partenza (m): 1580
quota vetta/quota massima (m): 3550
dislivello totale (m): 1970

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: popino
ultima revisione: 23/05/18

località partenza: Ceresole Reale (Ceresole Reale , TO )

punti appoggio: Bivacco Leonesi

accesso:
Raggiunto il fondo del lago, abbandonare la statale all'altezza del Rifugio Mila e costeggiare in auto la sponda sud.
Poco dopo una casetta bianca sulla sinistra, parte a destra il sentiero per il bivacco Leonesi e il colle Perduto (freccia) .

note tecniche:
Da Ceresole lo sguardo è certamente calamitato dal colle Perduto. Alla sua sinistra, negli anni molto ricchi di neve, fa bella mostra di se la bianca parete nordest della Levanna orientale. E' una pala di ca 350 mt con pendenze inizialmente sui 45° e poi negli ultimi 150 mt sui 50 e forse anche un poco oltre. Il terreno è roccioso oltre che ripido, quindi è raramente in condizioni. Occorre parecchia neve, che stia appiccicata alle rocce.
Per la gradazione ci siamo riferiti ad indicazioni avute da fortissimi ripidisti nostrani. Per l' esposizione forse ci potrebbe stare anche un E4 a causa dei salti di roccia sotto tutto l'itinerario.

descrizione itinerario:
Dopo aver attraversato Ceresole Reale, alla fine del lago, dalla statale, si svolta con l’auto, a sinistra, al bivio del rifugio-albergo Massimo Mila;
si prosegue in direzione della centrale A.E.M., prendendo la stradina lungolago, che lo costeggia (lato Sud) fino a incontrare una casetta bianca sulla sinistra.
Subito dopo sulla destra si trova il cartello indicante Bivacco Leonesi, si parcheggia poco più avanti su una piccola piazzola, alla sinistra, a fianco di una casetta (fontanella, 1600 mt scarsi).
S’imbocca il sentiero per il rifugio Leonesi che sale ripidamente nel bosco di conifere, per poi spostarsi con un traverso sulla sinistra guadagnando l’erta sponda destra di un bel vallone, ricco di cascate e cascatelle; si prosegue sempre in direzione nord.
Iil bosco si dirada e si incontrano delle piccole pietraie, e con ripide svolte, si guadagna un costolone pietroso, sbucando, successivamente, nel pianoro dell’ Alpe Trucco (2098 mt), bivio con sentiero 526.
Dall’alpe, l’itinerario al Colle è abbastanza evidente: in base allo stato di innevamento, si può seguire il sentiero estivo per il Leonesi (n. 525), che si svolge su una dorsale si sfasciumi e pietre (frecce rosse), oppure seguire il fondo del Vallone della Rocce: dapprima per lungo nevaio in leggera pendenza fino a un gruppo di sfasciumi affioranti, si piega leggermente a sinistra (se non si vedono le tracce del sentiero estivo), scegliendo dei canali di risalita, che si reputano, al momento, più “adatti”, l’importante é stare sempre a debita distanza dalla dorsale rocciosa sulla destra, che salendo confluisce nella cresta della Levannetta, poiché scarica!
Salendo la pendenza aumenta, lasciando sulla sinistra il laghetto dell’ex Ghiacciaio del Forno. In breve, si arriva alla cengia dove è situato sulle dx il Bivacco Leonesi (2909 mt.), si prosegue generalmente tenendo la sinistra del canale, fino all’evidente strettoia e impennata del canale (circa a 3000 mt), qua, le pendenze variano da 45-50 gradi (solo uscita), in base anche allo stato e condizione dell’innevamento, alla fine del ripido tratto si perviene al Colle Perduto, che in generale non presenta pericolose cornici 3290 m.
Prima di raggiungere il colle, a quota circa 3200 mt, si devia decisamente a sinistra, passando sotto l'ultimo isolotto roccioso che precede il colle. E' necessario studiare l'itinerario da valle. E' sempre ben visibile. Si effettua un lungo traverso ascendente seguendo la cengiona nevosa e puntando alla cresta Est della Levanna Orient. Senza raggiungerla, si affronta per la massima pendenza un poco marcato canale che si insinua tra le rocce e va a morire poco sotto l'anticima. Qui noi ci siamo fermati, sfruttando una piazzola naturale formata da un tetto di roccia (quota 3530/3540).
Probabilmente si riesce ad uscire lungo la cresta, ma non crediamo sia sciabile. Ben vengano correzioni da chi fosse salito fino in cima.