Alfeo (Monte) da Tartago per la Val Boreca

sentiero tipo,n°,segnavia: bianco/rosso n.117
difficoltà: E   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord
quota partenza (m): 708
quota vetta/quota massima (m): 1651
dislivello salita totale (m): 945

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: matte978 coboldo
ultima revisione: 16/10/18

località partenza: Tartago (Ottone , PC )

cartografia: IGM

accesso:
Da Ottone (SS 45) si prosegue verso Piacenza fino al bivio per Zerba/Cerreto. Si imbocca quindi la strada a sinistra per la Val Boreca che dopo pochi tornanti si biforca scendendo fino al torrente Boreca. Si oltrepassa il torrente seguendo un comodo guado o una passerella carrabile (solo per auto piccole!). In breve, con alcuni tornanti (strada strettissima) si giunge a Tartago (708 m).

note tecniche:
Gita di medio impegno che dopo un tratto iniziale assai ripido spiana fino ad un valico sopra Bertone (q. 1419 su carta IGM). Infine dorsale ripida fino in vetta (1651m).
Segnata in modo sufficiente, a causa dell'infoltimento del bosco alcuni brevi tratti sulla cresta non sono evidentissimi.

descrizione itinerario:
Da Tartago (708 m) si inizia la ripida salita che in circa 1h conduce al valico di q. 1137m (IGM), seguendo una bellissima mulattiera a tornanti. Dalla sella il sentiero spiana decisamente. Seguendo grosso modo il crinale verso sud si attraversa in salita meno ripida la faggeta fino a circa 1380 m; qui dopo aver attraversato un impluvio il sentiero inizia un traverso verso destra pianeggiante ma su terreno assai ripido e scivoloso (bastoncini molto utili). In seguito il sentiero torna ad allargarsi e conduce al valico di quota 1419 m dove arriva, da meridione, il sentiero da Bertone.
Da valico si prosegue a sinistra per la ripida dorsale Ovest che caratterizza il Monte Alfeo, fino al suo culmine (1651 m, statua della Madonna).

altre annotazioni:
In vetta al M.Alfeo nel 1953, durante i lavori di scavo per il basamento della statua della Madonna, fu ritrovato un bronzetto votivo (databile al II-I sec. A.C.) che rappresenta una figura maschile, alta circa 19 centimetri, nell’atto di compiere un'offerta alla divinità, per cui si pensa che la vetta del monte fosse un luogo di culto degli antichi Liguri.

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