Obergrubele (Bastionata) Spigolo degli ignoti

difficoltà: 5a / 4 obbl
esposizione arrampicata: Ovest
sviluppo arrampicata (m): 110

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: ignoto
ultima revisione: 04/12/17

località partenza: San Pietro Valdastico (Valdastico , VI )

bibliografia: http://grupporoccia4gatti.weebly.com/uploads/7/0/2/4/70245207/spigolo_degli_ignoti.pdf

accesso:
Dalla località di San Pietro Valdastico imboccare la strada che dalla piazza dell’abitato conduce a Castelletto/Rotzo. Pochi metri dopo l’edificio dell’acquedotto (tra l’8° ed il 9° tornante) sulla sx parte la strada forestale detta comunemente “Strada Dei Tedeschi”.
OPZ.1: Percorrerla in auto (attenzione: a tratti dissestata!) per 500 metri giungendo ad un ampio spiazzo sulla sx, dove comodamente si parcheggia. Ridiscendere la forestale per circa un centinaio di metri fino al primo grande masso che si incontra sul ciglio della strada a dx(ometto sopra): in corrispondenza di questo parte una marcata traccia che risale il pendio. Seguirla (ometti) portandosi al cospetto
dell’evidente rampa di roccia scura dove sale la via “Diedro Stefani-Toldo”.
Poco prima del canalino d’accesso a quest’ultima, prendere la traccia verso sx (tabella con nome) che costeggia la prima fascia rocciosa fino al suo termine, risalire quindi lo zoccolo erboso per rocce rotte (corda fissa) giungendo al suo apice, dove ora appare evidente lo spigolo.
Portarsi quindi comodamente alla base di quest’ ultimo tramite una timida traccia che risale il pendio d’erba. (35min dall’auto)
OPZ. 2: Parcheggiare nello spiazzo adiacente all’edificio dell’acquedotto, quindi risalire la strada forestale per 400m fino ad incontrare la sopracitata traccia. (50min dall’auto)

note tecniche:
Itinerario classico dalle difficoltà contenute che sale l’evidente ma tozzo spigolo della bastionata Obergrubele vincendo nella prima lunghezza una bella placca di roccia compatta per poi prendere un logico diedro aperto ed infine rimontando sul filo dello spigolo.
Salito da M.Stefani ed M.Toldo nell’aprile 2017 credendolo un itinerario vergine, sono invece state trovate 3 soste a fix e, con sorpresa, una decina di chiodi arrugginiti abbandonati a circa 8 metri dalla base della parete, presumibilmente destinati ad attrezzare la via, cosa poi rimasta incompiuta.
Il materiale, di fattura artigianale, risale probabilmente agli anni ‘80/’90; nonostante le ricerche da parte dei salitori non sono stati rintracciati i proprietari.
Essendo un itinerario che rientra comunque nella storia alpinistica della valle, per una questione di rispetto, si è deciso di rivalutarlo e renderlo disponibile a tutti. E’ stato infatti in seguito salito, chiodato e disgaggiato (per quanto possibile) da M.Stefani, con lo scopo di offrire una via “facile”, cosa rara tra gli itinerari presenti in Valdastico.
Nella prima lunghezza è stata tracciata una variante da M.Stefani pochi metri a sx della probabile linea di salita originale, ove la roccia si presenta più compatta e meno invasa dalla vegetazione, ed allungata in modo più omogeneo rispetto alla prima sosta a fix (situata a soli 10 metri dall‘attacco). Anche nella terza lunghezza è stata aperta una variante dallo stesso Stefani che segue il filo dello spigolo, evitando purtroppo il bel diedro salito in precedenza con M.Toldo poichè ritenuto troppo pericoloso per la qualita’ della roccia.

descrizione itinerario:
Buona lungo la linea di salita, fare attenzione ai grossi massi incastrati tra la fine della seconda lunghezza e l’inizio della terza. Seppur di breve sviluppo e bassa difficoltà e’ da considerarsi comunque un’itinerario alpinistico. Chiodi e prot. naturali/R1
Ricca possibilità di integrare ulteriormente con friends

L1: Dal chiodo sulla cengia erbosa ai piedi della parete salire le compatte placche fino all'evidente prima sosta alla base di un diedrino fessurato (5 chiodi oltre a quelli di sosta, un cuneo di legno, sosta su 2chiodi, 30m, IV+)

L2: Salire il bel diedrino fessurato continuando poi per rocce gradinate fino alla base dell'evidente gran diedro con masso incastrato. Sosta su pulpito all'estrema sinistra. (3 chiodi oltre a quelli di sosta, 1 cordone su clessidra, sosta su chiodo e cordone, 25m, IV)

L3: Evitare il Diedro (roccia precaria) e salire la breve placca rocciosa alla sua dx rimontando sul filo dello spigolo. Continuare seguendo la verticale per placche appoggiate fino alla comoda sosta all'inizio della cresta finale. (4 chiodi, 1 cordone su clessidra, sosta su 2 fix, Libro Di Via, 30m, IV-)

L4: Seguire con facile arrampicata la cresta di rocce rotte fino al suo termine. (sosta su dix e chiodo, 25m, II+)

DISCESA:
Seguire la timida traccia (ometti) che porta verso destra raggiungendo l’evidente canalone di discesa (passi di II grado, possibile doppia di 60m su grande faggio attrezzato). Discenderlo fino ad incontrare un risalto roccioso che sbarra il passaggio, deviare quindi a dx per pochi metri sotto roccia (ometti) obliquando ed abbassandosi ulteriormente sempre tenendo la dx per traccia evidente che in breve porta al canalino d’accesso della via “Diedro Stefani-Tol-do” (corda fissa), scenderlo e collegarsi con il sentiero di salita. (40 min all’auto)