Dieci Ponti di Grandubbione da Podio, anello

sentiero tipo,n°,segnavia: Sentiero 347 , cartelli a tutti i bivi, pochi segni bianco/rossi,
difficoltà: E   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud
quota partenza (m): 800
quota vetta/quota massima (m): 1050
dislivello salita totale (m): 500

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: mario-mont
ultima revisione: 12/02/20

località partenza: Podio (Pinasca , TO )

cartografia: IGC n° 17

vedi anche: http://www.lafiocavenmola.it/modules/news/article.php?storyid=8959

accesso:
Percorrere la val Chisone fino a Pinasca. Appena dopo l'abitato girare a destra per Serremoretto. Al primo bivio svoltare a destra per Podio- Giustetti. Appena prima del cartello indicante Podio lasciare l'auto in una piccola piazzola. Dopo non si trova posto.

note tecniche:
Bell'itinerario per le mezze stagioni o gli inverni senza neve.
Permette di percorerre i due valloni di Gleisassa e Traversi, incassati in profonde e spettacolari forre. Di particolare risalto le bianchissime pietre che caratterizzano i due torrenti, che spiccano sul verde dell'acqua.
Itinerario piuttosto lungo che richiede un buon senso di orientamento. Il Ponte delle Piane (l'undicesimo in teoria) è stato distrutto da un'alluvione e si attraversa il rio sulle rocce più in alto (situazione al febbraio 2020)

descrizione itinerario:
Da Podio proseguire sulla strada che appena dopo la borgata diventa sterrata.
Dopo un centinaio di metri si stacca sulla sinistra una mulattiera (cartello) che sale nel bel bosco di castagni con un lunghissimo traverso.
Dopo aver incontrato tre prese d'acqua vicine, prendere il sentiero a sinistra che sale ripidissimo con molti tornanti e perviene su una sterrata inerbita. Imboccarla verso destra e continuare in legegra discesa fino a pervenire alle Case Longhi.
Da qui scendere sulla sterrata per un lungo tratto perdendo almeno 200 metri di dislivello. Al fondo, proseguire a sinistra fino a trovare il cartello che indica l'itinerario del Sette Ponti. La sterrata si trasforma in una bella mulattiera lastricata e incontra presto il primo ponte “Dei Cianaiass”, a cui segue il secondo della “Di Roca Rusa".
Salendo si trova Il terzo ponte, quello del “Rio Chiabreirol”. Poi si giunge al quarto ponte, del “Visch” che precede un pianoro chiuso da pareti rocciose su cui si trovano alcune vie d’arrampicata. Da qui parte anche un impegnativo sentiero attrezzato che traversa tra le rocce.
Più avanti il quinto ponte, detto della “Lusera” e il sesto, delle “Gleisasse”, distrutti da piene sono stati sostituiti con passerelle sospese rette da cavi d’acciaio.
Il settimo ponte, “Mulinas”, nuovo, in legno, precede l'abitato di Serremoretto che si vede già in alto.Da quest'ultimo ponte si sale fra alti muretti di pietre e si perviene sulla strada asfaltata che si imbocca verso destra. Dopo pochi metri si devia a sinistra nell'abitato di Rocceria e poi tra i castagneti si trova l’ottavo ponte “Di Rocceria” .Superatolo si sale in breve alla borgata di Serremoretto 1045 m, punto più elevato dell' anello.
Dalle case si seguono i cartelli che portano al nono ponte, il primo ”Dei Traversi”, questo di antica fattura in pietra. Si prosegue fino ad un altro gruppo di case da cui si scende sulla strada asfaltata per un centinaio di metri fino al cartello che indica il sentiero 347 . Si scende vicino al torrente e si incontra presto il decimo ponte, sempre in pietra, il secondo “Dei Traversi”. Si prosegue per sentiero a mezza costa che poi scende decisamente raggiungendo quello che era l’undicesimo ponte, detto “Delle Piane”, distrutto dall'ultima alluvione.
Si attraversa il rio sulle lisce rocce leggermente più a monte di dove passava il ponte, e si prosegue sul sentiero che vediamo davanti , trascurando la sterrata.
Il sentiero sale nel bosco fino ad incontrare una sterrata dove si svolta a sinistra e si raggiunge subito dopo la cappella di Serforan. Lasciandola si prende il sentiero in piano che incontra poi le poche case di Traversi, un bel forno ristrutturato e poco dopo la borgata Tagliaretto, il paese delle meridiane.
Attraversata in discesa la borgata si perviene all'ennesima sterrata che si prende verso destra. La si percorre con parecchi saliscendi attraversando molti valloncelli e pervenendo alla fine alla borgata di Podio, chiudendo il lungo anello.

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