Gran Nomenon da Vieyes per Bivacco Gonthier e la Cresta Nord

difficoltà: PD+   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord
quota partenza (m): 1142
quota vetta (m): 3488
dislivello complessivo (m): 2350

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: Enzo51 gambalesta
ultima revisione: 24/09/18

località partenza: Vieyes (Aymavilles , AO )

punti appoggio: Bivacco Gonthier

cartografia: Escursionista - Valle Cogne Gran Paradiso - foglio 10

bibliografia: Cai - Tci Gran Paradiso

accesso:
Si parcheggia l'auto nel piccolo spiazzo sito nel villaggio di Silvenoire, due km a monte di Vieyes.

note tecniche:
L'impressionante svettanza di questa guglia aguzza cosi vicina alla Grivola e la pessima qualita' della roccia, ne fa di tutto,tranne che una meta ambita per gli alpinisti, che se da un lato attratti dalla eleganza delle sue linee agili e snelle dall'altro vengono dissuasi dal compierne la salita per l'impossibilita' di fare sicurezza in caso di caduta di uno o entrambi i componenti di una cordata, poiche tutto cio' che si tocca o si carica con piede o mani e' soggetto a staccarsi dal terreno su pendenze molto sostenute per tutta l'intera linea di salita.

descrizione itinerario:
Con segnavia 5a-c-d si entra nel vallone del Gran Nomenon lo si risale fino a toccare gli alpeggi del Petit prima e del Gran Nomenon poi, dove e' sito il bivacco Gonthier, ottimo punto d'appoggio per la salita al Gran Nomenon (chiavi ad Aymavilles..chiedere)
Dalle spalle del bivacco si aggirano a sinistra dei grossi massi puntando a ovest inizialmente su pascolo poi attraversando tutta la parte bassa del conoide della nord (diagonalmente in salita su pietraia ) per raggiungere un dosso erboso (il sentiero sarebbe segnalato sino al colle ma in realtà vi sono pochi bolli e solo fino a qua). Puntare in direzione del col de la Charbonniere ora ben visibile attraversando un 'altra pietraia questa volta con grandi massi e pervenire alla sella sfruttando alcune cengiette erbose sulla destra. Svoltare a sinistra (sud) aggirando immediatamente sul lato Valsavaranche i primi due torrioni della cresta nord su rocce rotte più o meno instabili (ometti) sino ad una insellatura. In alternativa e possibile pervenire a questo punto senza passare dal colle e risalendo direttamente il pendio/ parete dal basso accorciando forse lievemente i tempi e il tracciato ma aumentando notevolmente l'esposizione alla caduta delle scariche di sassi in quel tratto che invece con la prima soluzione si può evitare. Da qui riguadagnata la cresta continuare sul filo risalendo grossi massi accatastati passando nei pressi di una caratteristica roccia a forma di orso e divagando leggermente sul versante est in un tratto (altri ometti). Giunti in un tratto in cui la cresta si impenna , attraversare verso sinistra alla base un evidente canalino terroso di color rossastro per risalirne in prossimità , sempre a sinistra , sfruttando alcune lame rocciose (alcune mobili). Continuare a salire per tratti di sfasciumi alternati a rocce coperte di detriti e rocce instabili ma sempre a breve distanza dalla cresta sino ad un nuovo impennarsi di quest'ultima. Da adesso senza un percorso proprio obbligato iniziare a spostarsi gradatamente a sinistra stando più o meno bassi in parete proporzionalmente al punto in cui si vuole andare ad intercettare il canalino che scende dalla cima. Attenzione a iniziare troppo presto il traverso per non rischiare di trovarsi nel bel mezzo di viscide e ostiche placconate rocciose. Cercare di stare il meno possibile nel centro del canale perchè scarica di tutto e risalirlo invece sui lati (principalmente a sinistra)fino al punto in cui si è oramai a 30 metri dalla punta. Qui vi sono 2 possibilità : la prima è affrontare un camino con masso incastrato (III) seguito da un passo esposto sul versante valsavaranche prima della punta , la seconda è affrontare un diedro di 7/8 metri a sinistra su buona roccia ma con al di sopra un po di roba precaria (II+) e successive ultime roccette prima della punta.
Per scendere il primo tratto e presente un cordone ancora in buon stato in punta e una fettuccia nuova alla sinistra scendendo alla base del diedro (corda almeno da 50 m)
Tutta la salita necessita di concentrazione e buona familiarità su terreno instabile. Nel caso di un'improbabile altra cordata/ arrampicatore in parete si consiglierebbe vivamente la rinuncia di uno dei due pretendenti a causa dell'elevato rischio di essere colpiti da scariche di sassi , anche di grosse dimensioni.