Ovarda (Torre d') Parete Nord - Via Hatz

difficoltà: PD   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord
quota partenza (m): 1446
quota vetta (m): 3075
dislivello complessivo (m): 1630

copertura rete mobile
vodafone : 20% di copertura
no operato : 0% di copertura

contributors: tapion tavor
ultima revisione: 10/10/11

località partenza: Cornetti (Balme , TO )

punti appoggio: Bivacco Gandolfo

cartografia: Fraternali Editore 1:25000 n.8 Valli di Lanzo

bibliografia: Alpi Graie Meridionali

descrizione itinerario:
Partire da Balme (Cornetti) per il sentiero per i laghi verdi e proseguire fino a raggiungere il Bivacco Gandolfo.
Dal bivacco Gandolfo (dove è possibile pernottare, ottime condizioni), si sale puntando verso ovest-sud-ovest per vaste pietraie lungo la base della Costa Piana, andando così ad imboccare il profondo canalone che scende dal Passo del Canalone Rosso. Risalirlo fino al punto dove, a sinistra (sud), confluisce il canale scendente dal Colletto d'Ovarda (tra punta centrale e occidentale). Salire il canale prestando attenzione alla possibile caduta pietre. (In alternativa al canale, poco metri più a sinistra dello stesso, si trova l'attacco della Variante Ferreri, più difficile ma anche più protetto rispetto alla caduta di pietre). Superato il canalino il pendio diviene più dolce e si avanza sempre in direzione Sud, puntando al colletto d'Ovarda, fino a che non si giunge nella fascia centrale, alcuni metri prima di una grande roccione che sbarra il canalino. La fascia centrale è caratterizzata da ampi pendii ghiaiosi, la si attraversarla da ovest a est sfruttando, per quanto possibile, i glacio-nevai presenti che evitano il movimento degli sfasciumi, fino a giungere alla base del ripido crestone roccioso che sale alla vetta. Superato il primo tratto con difficoltà maggiori (III), si sale poi con facile arrampicata e nell'ultimo tratto piegare lievemente a sinistra e per un canale in modo da uscire pochi metri sotto la vetta, trovando subito alla propria sinistra la punta centrale (3075 m) con il grande ometto.
(Relazione tratta da 'Alpi Graie Meridionali')

Non ci sono passaggi obbligati e le difficoltà non superano mai il terzo grado.
Qualità della roccia abbastanza buona.

Dall'ometto della punta centrale, si segue abbastanza fedelmente la cresta (rocce instabili, max II+, esposta) in direzione Ovest fino a raggiungere un secondo ometto molto grande (simile a quello di vetta) che segnala il punto di discesa, in cui si lascia la cresta per scendere nel canalone sottostante, lato Val di Viù. Dopo aver disceso una cinquantina di metri si piega a sinistra (direzione est) e si traversa la parete sud mantenendosi poco sopra i 3000 metri di quota. Si ripiega poi di nuovo a destra e si riprende a scendere seguendo gli ometti presenti (discontinui). Si scende fino ad incontrare il sentiero che rientra per il Colle di Costafiorita e Ghicet Paschiet.

altre annotazioni:
Via aperta da Antonio Hatz e Antonio Castagneri (Toni dei Tuni) nel Settembre 1878.