Vincent (Pilastro) Spigolo SE, Via Grassi-Meneghin

difficoltà: TD-   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud-Est
quota partenza (m): 3700
quota vetta (m): 4050
dislivello complessivo (m): 350

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: merloluis ilcontevlad
ultima revisione: 13/07/19

località partenza: Acqua Bianca (Alagna Valsesia , VC )

punti appoggio: Capanna Gugliermina

bibliografia: guida dei monti d'Italia CAI-TCI

accesso:
Da alagna salire e parcheggiare al Wold (1200m circa), davanti agli impianti.
Salire a piedi all’acqua bianca o prendere la navetta, si risparmiano quasi 300m di dislivello.
Seguire il sentiero 206 che sale prima al rif. Pastore e poi si addentra nel vallone di bors, con sentiero che dopo 40 minuti circa diventa una traccia poco marcata nell’erba alta, difficile da seguire con scarsa visibilità. I guadi dei torrentelli possono presentare qualche problema e richiedere di togliersi gli scarponi.
Si sale un lungo pendio prativo, poi si prende la morena di dx con sentiero più evidente (ultima acqua facilmente raggiungibile a 2200 m circa) costeggiando poi il ghiacciaio delle piode. Segni sui sassi portano contro la bastionata rocciosa e si raggiunge il la capanna gugliermina (3212m) con alcuni tratti attrezzati. Attenzione che il cavo non è più molto affidabile (luglio 19), alcuni ancoraggi sono fuoriusciti. Fin qui 5 ore e 1800m D+ dall’acqua bianca.

Forse ci si perde meno ed il sentiero è più marcato se da poco prima del rif pastore si segue il sentiero che porta al barba ferrero e all’ultima svolta a dx che porta al rif (2170m slm) si traversa il torrentello fino sulla dorsale della morena a sx, dove passa il 206.

La capanna ha letti e coperte, gas, stufa a legna, pentolame, acqua non pervenuta.

note tecniche:
Itinerario davvero fantastico, tutto da guadagnare, ambiente maestoso. Roccia ottima tranne i primi 2 tiri, compatta e non sempre proteggibile. Arrampicata spesso verticale con brevi strapiombi, fisica. Sta quasi sempre tra il IV+ ed il V, con un po’ di passi di V+, ma non sottovalutateli…
In via solo le soste, portare serie di friend dai micro al 3, magari raddoppiando lo 075 e i grossi, 3-4 nut piccoli, no chiodi, molti cordini, anche molto lunghi. 1 o 2 pikke, scarpette da roccia comode.

descrizione itinerario:
Dalla capanna si sale la bastionata sovrastante seguendo i radi ometti ma cercando sempre i passaggi più facili (rocce rotte e non banali, 300m D+ di I e II grado). A 3520m si raggiunge un pianoro con grosso ometto, dove comincia il ghiacciaio delle piode. La via degli italiani alla parrot, fin qui in comune, prosegue a dx, noi traversiamo prima facilmente in piano verso sx, poi perdiamo 150m di dislivello portandoci sotto la parete N della punta giordani. Il pilastro vincent lo abbiamo sulla dx. Attenzione ai pochi ma enormi crepacci, si può essere costretti a un ampio semicerchio per arrivare all’attacco.

La via segue all’inizio un evidente canalino verso sx per 150m per poi salire evidentissimi diedri verso dx. Alla fine una lunga cresta da non sottovalutare porta 60m sotto il colle vincent, passaggio che può presentare una impegnativa cornice.

Itinerario (tutti i tiri sono da 55-60m tranne uno, indicato):
L0: passare la terminale tutto a sx e portarsi a dx all’imbocco del canalino, tornando a sx a S0 su cordone rosso su grosso spuntone.
L1: seguire il canale verso sx, rocce rotte. Sosta su spuntone a dx o poco sopra a sx su friend.
L2: sempre su per il canale, dopo 30m spostarsi a sx su uno speroncino non banale e verticale. Sosta a sx su friend e nut incastrato.
L3: uscire a sx e per placche puntare all’evidente diedrone della seconda parte della via. Sosta su spuntone da attrezzare.
L4: raggiungere la base del diedrone, entrarci da dx da una placchetta strapiombante. Si inizia a capire come sarà la roccia più sopra… sosta con 1 spit + clessidra
L5: su dritti nel diedro per 60m. sosta su 2 chiodi ed uno spit
L6: a sx per placchette, tiro corto, 28m. sosta su spit e chiodo
L7: puntare all’evidente diedro sulla sx. sosta su 2 spuntoni o poco sopra su terrazza su spit. Si può anche salire la fantastica ma poco proteggibile placchetta a knob a sx del diedro (consigliato!).
L8: su dritti per diedri. Sosta su 2 spit
L9: salire o a difficile fessura a dx del pilastrino o il più facile diedrino a sx. Passando da sx la roccia verso l’uscita del tiro sembrava delicata, da dx più difficile ma roccia ottima. Sosta su spuntone o in cresta su spit.
L10: seguire la cresta ora aerea per un tiro, fino ad uno spuntone con cordini da cui si fa una breve doppia di 10m.
L11: seguire la cresta, sosta su spuntone o 1 spit.
L12: passato un colletto si sale diretti l’ultimo risalto, una placchetta a tacche molto bella e solida ma improteggibile, per nulla banale con gli scarponi (1 chiodo). Evidente sosta a 2 spit in cima al pilastro. Girarci intorno presenta roccia davvero brutta.
L13: da qui ci si mette i ramponi e si sale il breve pendio che porta al colle. Può esserci una cornice impegnativa.

Se si vuole andare in cima alla piramide vincent scendere al colle sulla sx e salire in cima (200m di D+).

Discesa: verso sx ci si ricollega in breve all’autostrada che sale dal rif. Gnifetti e si scende alla funivia di indren in circa 2 ore (crepacci!).