Rossa di Sesto (Croda) da Bagni di Moso per la ferrata Cotoni di Croda Rossa e discesa per la ferrata del Castelliere

sentiero tipo,n°,segnavia: 15B, 100, ometti
difficoltà: EEA   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord
quota partenza (m): 1924
quota vetta/quota massima (m): 2939
dislivello salita totale (m): 1015

copertura rete mobile
vodafone : 40% di copertura
no operato : 0% di copertura

contributors: ste_6962
ultima revisione: 24/05/19

località partenza: Bagni di Moso (Sesto , BZ )

punti appoggio: Rif. Rudi (Prati Croda Rossa)

cartografia: Tabacco foglio 010 – Dolomiti di Sesto. Scala 1:25000

bibliografia: Dolomiti di Sesto di L. Visentini - Athesia Editore

accesso:
Normalmente ci sono due accessi per raggiungere Bagni di Moso, il punto di partenza per la salita.
1) Da Bressanone si deve seguire la SS49 che risale la Val Pusteria, toccando in successione i centri abitati di Vandoies, Brunico, Dobbiaco e San Candido. Da quest’ultima località si deve abbandonare la statale n. 49 che porta in territorio austriaco e voltare a destra per seguire la SS52 che si inoltra nella Valle di Sesto, risalendola tutta fino a Moso, da Moso si volge a destra per seguire la strada che in breve conduce a Bagni di Moso, ampie possibilità di parcheggio. Località dove parte la cabinovia per raggiungere il Rifugio Prati di Croda Rossa. In totale sono 75 km da Bressanone.
2) Da Cortina d’Ampezzo si segue la SS51 che supera i centri di S. Biagio, Carbonin e Landro, per scendere poi la Valle di Landro fino a raggiungere Dobbiaco, dove al bivio si svolta a destra proseguendo lungo la SS49 (come da itinerario precedente) fino a San Candido e da qui si raggiunge infine Bagni di Moso. 46 Km da Cortina.

note tecniche:
La Croda Rossa (nota come Sextener Rotwand nelle pubblicazioni in lingua tedesca) domina la valle di Sesto con il suo ripido e imponente versante settentrionale. Presenta una via ferrata poco difficile, con qualche tratto abbastanza aereo ed esposto ma sempre ottimamente attrezzato dal cavo metallico, la “via ferrata Costoni di Croda Rossa” è un itinerario piacevole, divertente ed è molto frequentato, adatto anche a chi non ha particolari capacità alpinistiche. Nei tratti verticali più impegnativi, i passaggi sono agevolati da alcune scale metalliche che si trovano in loco. Tutto il percorso è sempre ottimamente segnalato con segnavia e cartelli indicatori dove necessari. La via ferrata coincide in buona parte con l’itinerario dei primi salitori, rendendo in tal modo accessibile anche agli escursionisti la cima di questa grande montagna. Va segnalato che la via ferrata non porta propriamente sul punto più elevato della Croda Rossa, costituita dalla Torre Vinatzer m. 2965, ma sulla Punta dell’Osservatorio m. 2939, meno ostica da raggiungere. L’accesso e l’avvicinamento al Rifugio Prati di Croda Rossa è facilitato da una cabinovia che sale da Bagni di Moso direttamente a breve distanza dal rifugio, che volendo è raggiungibile anche a piedi su ottimo sentiero. In discesa, volendo si può compiere un interessante anello, scendendo per la via ferrata del Castelliere, rientrando sempre allo stesso rifugio, altro itinerario attrezzato poco impegnativo, ugualmente piacevole e divertente. Il periodo migliore per effettuare questa piacevole gita va da luglio a ottobre.

descrizione itinerario:
Dalla località Bagni di Moso/Bad Moos 1365 m, posta all’imbocco della Val Fiscalina, si sale ai Prati di Croda Rossa con la cabinovia, oppure seguendo una stretta strada sterrata nel bosco, nel giro di circa 1.30 ore si raggiunge il Rifugio Prati di Croda Rossa. Dalla stazione di arrivo della cabinovia, passando accanto al ristorante da Rudi, si attraversano i prati verso sud poi, lasciato a sinistra il sentiero che conduce al Passo di Monte Croce Comelico (segnavia n. 15), si prende il sentiero (segnavia n. 100) che si alza sulla destra, superando un boschetto iniziale e poi per detritici (le famose “ghiaie”) verso lo sperone roccioso dei Costoni di Croda Rossa, che viene poi aggirato prima destra e poi a sinistra. Arrivati ad un bivio a quota 2160 m, si tralascia il sentiero che scende a destra e si prosegue a sinistra (cartello indicatore per la ferrata di Croda Rossa)La salita continua lungo un crinale di pini mughi, gradini rocciosi, alternati a tratti di facile sentiero, con alcuni saliscendi tra alcuni tratti facili roccette e canali detritici dove si incontrano le prime corde fisse e una scala metallica che aiuta a superare un risalto roccioso. Oltrepassato uno stretto intaglio in vista di una piccola conca occupata da un nevaio perenne (il Circo Nord), il sentiero risale ripidamente per ghiaie e alcuni facili gradoni attrezzati, giungendo ad una terrazza sospesa (invisibile dal basso) sopra la quale vi sono i resti di un villaggio austriaco di guerra (noto come Wurzbach). Da qui, seguendo camminamenti di guerra e tenendosi alti sopra una seconda grande conca detritica (può essere nevosa fino a luglio, secondo le annate) tale conca è nota come il “Circo Ovest” o Prater m. 2745, si prosegue a salire con una serie di serpentine fino a raggiungere la Forcella di Croda Rossa (dove si trova un cippo dedicato al comandante del presidio austriaco Hans Sild, anche qui vi sono resti di baracche e scale di guerra. (qui giunge anche la via ferrata del Castelliere, che normalmente viene percorsa in discesa). Il sentiero (sempre ben segnalato) prosegue facilmente fino ad arrivare sotto un ripido salto roccioso, la cui risalita è agevolata da una serie di corde fisse, superato il risalto, si prosegue per terreno facile (roccette e sfasciumi), poi il cavo metallico risale una bastionata rocciosa con alcuni passaggi divertenti e qualche gradone, raggiungendo una buona cengia che va superata con percorso diagonale verso sinistra fino a raggiungere un intaglio (qui giunge anche un’altra via ferrata, la Zandonella utilizzata con partenza dal Rifugio Berti). Dall’intaglio proseguendo a sinistra si arriva sotto la cuspide rocciosa che sostiene una grande croce in legno, si tratta della Punta dell’Osservatorio. Aggirata la cuspide da sinistra, una facile cengia porta sotto i gradini rocciosi (non attrezzati, passaggi di I) che con facile percorso (ma esposto) portano alla croce di vetta. (ore 3.00/3.30 dai Prati di Croda Rossa alla cima). In discesa si segue a ritroso la via ferrata di salita fino al pianoro del Prater, si segue a ritroso l’itinerario di salita fino a raggiungere nuovamente i resti del villaggio Wurzbach, ancora un tratto in leggera discesa e si raggiunge una piccola conca, dove sulla destra (indicazioni e cartello indicatore) ha inizio la via ferrata del Castelliere. Si segue prima uno stretto canalino roccioso, che poi si allarga, piegando gradualmente a destra (qui iniziano i cavi metallici della ferrata), che scendendo per canaletti, cenge e gradoni conducono ad una cengia percorsa da un sentiero che raggiunge uno spallone roccioso dove si incrocia il sentiero con segnavia 15B. Da questo spallone (quota 2110 m) si volge a sinistra, seguendo il sentiero che con alcune serpentine e un tratto quasi pianeggiante in un boschetto riporta nell’ampia spianata dei Preti di Croda Rossa (ore 2.30 dalla Cima dell’Osservatorio al Rifugio Prati di Croda Rossa). Con la cabinovia o scendendo lungo ol sentiero con segnavia 15 si rientra a Bagni di Moso.

altre annotazioni:
Oltre ad essere una bella montagna piacevole da salire, non si può trascurare l’interesse storico, dato che questa cima e i suoi contrafforti rocciosi furono teatro di aspre battaglie nel corso della Prima Guerra Mondiale. Durante il primo conflitto mondiale, le truppe austro-ungariche avevano fortificato l'intero versante settentrionale e, tra il 1915 e il 1917, su queste rocçe si svolsero sanguinosi combattimenti con le truppe italiane piazzate invece sul versante meridionale del monte. Come testimonianza di quei tragici eventi rimangono, ancora oggi numerosi, trinceramenti, resti di baracche, scale, camminamenti e gallerie, come il resti del villaggio denominato Wurzbach. Si possono osservare postazioni e gallerie anche sulla cima principale della Croda Rossa, denominata Torre Winatzer. Con il ripristino e la decisione di costruire una via ferrata da Nord,
che in parte coincide proprio con il percorso dei primi salitori della Croda Rossa nel 1878 (il barone von Eotvos e la guida Michel Innerkofler), la salita è stata resa possibile anche agli escursionisti abituati alla progressione su vie ferrate facili o di media difficoltà. Panorama grandioso dalla cima.