Corbassera o Combassera da Chiapili di Sotto

tipo itinerario: pendii ampi
difficoltà: BR   [scala difficoltà]
esposizione: Nord-Ovest
quota partenza (m): 1650
quota vetta/quota massima (m): 2607
dislivello totale (m): 960

copertura rete mobile
wind : 40% di copertura
vodafone : 50% di copertura
no operato : 0% di copertura

contributors: gianmario55 ste_6962
ultima revisione: 18/05/10

località partenza: Chiapili di Sotto (Ceresole Reale , TO )

punti appoggio: Rifugio Jervis

cartografia: Carta della Valle Orco foglio n. 8, Mu Edizioni. Scala 1:20.000 ; Valle Orco - Gran Paradiso. Fraternali foglio 24, scala 1:25.000

bibliografia: Guida C.A.I.-T.C.I. Alpi Graie Meridionali

accesso:
da Ivrea si segue la SS565 in direzione da Castellamonte, oltrepassando vari centri abitati, fino a Salassa, dove occorre volgere a destra e proseguire lungo la SP460 verso Ceresole Reale. Superati in successione i centri abitati di Cuorgnè, Pont Canavese, Sparone, Locana e Noasca per raggiungere Ceresole Reale. Da Ceresole si continua lungo la SP50 in direzione del Colle del Nivolet fino a raggiungere Chiapili di Sotto, appena superato il Rifugio Muzio si gira a sinistra, oltrepassando un ponte in legno ed arrivando in un pianoro con parcheggio dove parte un piccolo skilift (72 km da Ivrea).

note tecniche:
La Combassera è una cima secondaria facente parte del Gruppo delle Levanne in Valle Orco, normalmente non viene molto frequentata, ma riserva un itinerario di salita piacevole ed interessante. Presenta un itinerario di salita che si svolge inizialmente su sentiero all’interno di un bosco, poi su un ampio pianoro, proseguendo su pendii ampi e in qualche tratto abbastanza ripidi, che non presentano particolari difficoltà. Lungo la cresta finale il terreno diventa gradualmente più ripido e la cresta si restringe, ma senza riservare comunque problemi e/o difficoltà particolari. Nel primo tratto del crestone che a tratti è piuttosto ripido e nella parte finale sono spesso necessari piccozza e ramponi. Per salire questa cima, conviene salire lungo il crestone NO e poi scendere direttamente lungo i pendii raggiungendo il Piano di Nel ed il Rifugio Jervis, compiendo in tal modo un piacevole anello. E’ un itinerario generalmente sicuro e al riparo da rischi e/o problemi particolari, solo la breve cresta finale va percorsa con un minimo di attenzione, e i pendii utilizzati in discesa richiedono neve stabile e sicura, in quanto a tratti sono abbastanza ripidi. La salita si compie normalmente in giornata, ma volendo è possibile anche utilizzare il Rifugio Jervis come ottimo punto d’appoggio, che in alcuni periodi rimane aperto anche nel periodo invernale, consultate il sito del rifugio o contattare il gestore. Salita normalmente fattibile da dicembre ad aprile.

descrizione itinerario:
Dal parcheggio, si segue inizialmente il percorso dello ski-lift raggiungendo il sentiero che si innalza nel bosco con una serie di serpentine, toccando quello che rimane dell’Alpe Giassetti (ormai quasi totalmente diroccato). Si continua a salire nel bosco, piegando gradualmente a sinistra, superando una zona di rocce montonate, dove si incrocia un sentiero che sale da Villa (cartello con segnavia 530), tralasciata questa diramazione, seguendo il sentiero con segnavia 531 si raggiunge in breve l’Alpe Degranè a quota 2050 m, costeggiando la gola del torrente e il bosco inizia a diradarsi, entrando in terreno più aperto dove si apre la visuale sul Gruppo delle Levannne proprio di fronte a chi sale. Traversando verso destra, su pendii di moderata inclinazione, si raggiunge un tratto quasi pianeggiante, da qui con percorso evidente si raggiunge l’inizio del pianoro dove si trovano il Rifugio Jervis 2250 m e una centrale elettrica dell’Enel. Dal Rifugio si costeggia per un breve tratto il lago sulla sinistra in direzione di una cappelletta, si traversa il inizialmente in piano e poi su alcuni dossi e avvallamenti verso sinistra, superando un tratto caotico dove si passa in mezzo ad alcuni grossi pietroni, e con un traverso verso destra si va ad afferrare il tratto iniziale della cresta NO. Si risale ora la cresta, che presenta il primo tratto piuttosto ripido (spesso sono utili piccozza e ramponi) prendendo rapidamente quota e raggiungendo un primo rilievo (una sorta di anticima), poi segue un tratto in discesa, dove la cresta si restringe e si supera un breve tratto su misto con roccette affioranti (aggirabile a destra, lato rivolto al Piano di Nel) e si riprende a salire su terreno abbastanza ripido ma non difficile, fino a raggiungere la cima. (ore 3.30 indicative da Chiapili di Sotto alla cima). In discesa, percorso a ritroso il tratto finale della cresta NO, si raggiunge un avvallamento, volgendo a destra si raggiunge una specie di colle che consente di accedere ai pendii che scendono direttamente al Piano di Nel e al rifugio. Si scende direttamente questo lungo pendio, tenendosi prima a destra e poi al centro, superando un tratto abbastanza ripido e poi scendendo con percorso libero in direzione del rifugio. Da qui, seguendo a ritroso il percorso dell’andata, si rientra a Chiapili di Sotto.