Pianarella (Bric) Mio Nome

difficoltà: 6c / 6a+ obbl
esposizione arrampicata: Sud-Ovest
sviluppo arrampicata (m): 240
dislivello avvicinamento (m): 50

copertura rete mobile
wind : 60% di copertura
tim : 60% di copertura
no operato : 0% di copertura

contributors: berni p.mirco
ultima revisione: 11/07/19

località partenza: Agriturismo (Finale Ligure , SV )

punti appoggio: Agriturismo A Cà de Alice

bibliografia: ...Gallo guide... sito Cuneoclimbing

note tecniche:

Materiale: 2 corde, in quanto in alcuni tratti è bene poterle sfalsare, 10 rinvii, cordini, evventualmente qualche nuts e friends, nelle misure piccole.

“Mio Nome” è una delle più belle linee di Pianarella, oggi ripercorribile grazie alla richiodatura, il materiale presente prima era ormai vetusto ed innaffidabile. La richiodatura stessa, da parte di C. Voena, non ha alterato la linea orignale ne l’ingaggio richiesto. In un paio di punti la linea originale è stata spostata di pochi metri al fine permettere una salita in libera e limitare il rischio di caduta sulla cengia.
“Mio Nome” è una delle poche vie di Pianarella ben omogenea nei gradi che non passano mai il 6c
Rimane comunque una via con un certo ingaggio, NON iper protetta come altre sulla stessa parete, e che richiede una certa sicurezza nella progressione da parte del capocordata.

descrizione itinerario:
Attacco: prima linea di fittoni resinati a DX di “Joe Falchetto”, sotto la direttiva della fessura del 2° tiro della “Grimonett”

L1) 6a; corto muretto e sosta su albero, volendo si può facilmente concatenare con la lunghezza seguente, occhio al tiraggio delle corde

L2) 6a+; muro a buchi, alla cengetta spostarsi a DX, cordone e sostare su l’albero (in comune con la Grimonett) sotto un bel pilastro con evidenti cordini

L3) 6b; inizio della parte NON “resinata”, scalare il bel pilastro protetto da cordini in clessidre, 1° fixe a metà tiro. Sosta su masso incastrato in comune con la “Calcagni”

L4) 6a; portarsi al margine Sx del grottone e seguire solo i primi 2 resinati, poi dritti per strapiombo a buconi, fixe, superatolo portarsi gradatamente verso DX, chiodi ,per placca appogiata, alla sosta. Sosta su fittoni resisati

L5) 6a+, placca, ancora un po’ sporca, dopo il 2° fixe andare a SX ad un chiodo con cordone e salire in mezzo alla vegetazione sin sotto ad un marcato strapiombo con un fixe sul bordo. Sosta su catena e resinati

L6) 6b in partenza strapiombante, ostica, poi ribaltamento su bel muretto e seguire i cordoni a SX, 5c, aggirando un bello spigolo. Sosta in un grottino su due fittoni resinati nuovi, da collegare

L7) 6b; partenza spettacolare a DX (i golfari resinati a Sx sono della “Calcagni”), primo fixe nuovo,seguito da uno recente, difficile entrata sul bellissimo muro seguente e proseguire verso DX! A metà chiodo con anello. Sostare a SX SU pulito con alberello, due fittoni resinati nuovi da collegere.

L8) 6b+; spostarsi un paio di metri a Dx al Fixe e difficile spostamento a Dx, 2 chiodi su bel muro di continuità ed un fixe portano al grottone sotto uno strapiombo/tettino di roccia rossa con cordone rosso penzolante. Sosta in comune con la “Calcagni”. Due fittoni resinati nuovi da collegare.

L9) 6b+; ribaltarsi sopra il tettino e seguire i fixe a Dx, allungando bene il 2°, aggirare il vago spigolo e diritti sin sotto un tettino fessurato sino ad un chiodo nero, utile il friendino di cui sopra! Sosta su 3 fixe vecchia e sosta nuova a fittoni resinati da collegare.

L10) 6a, bel muro dolomitico. Sosta su piccola cenga con alberello su due fittoni resinati nuovi da collegare.

L11) 6a, passare tra roccia ed alberello e salire lo spigolo, 7 chiodi. ( L10 ed L11 concatenabili) sosta su due fittoni resinati da collegare.

L12) da qui due possibilità: utilizzare l’uscita a DX (resinato evidente) della Calcagni, 4c, oppure trovare il chiodo nascosto in alto un pò a destra della sosta e salire con un passo delicato, 6a, la placchetta finale. Sosta su alberi.

altre annotazioni:
La via aperta nel ’90, dal basso e con uso di artificiale, fu riattrezzata anni fa nei primi due tiri con fittoni resinati. Recentemente è ripercorribile grazie all’opera di C. Voena, che ha riattrezzato anche le restanti lunghezze sostituendo i vecchi spit con fixe e plachette inox, ed i cordini originali presenti nelle varie clessidre con altri nuovi. Rimangono in loco i chiodi messi dagli apritori, dunque NON sostituiti da fixe!