Gandalf (Torre di) Sorgente primaverile

difficoltà: 6a+ / 5c obbl
esposizione arrampicata: Sud
quota base arrampicata (m): 1500
sviluppo arrampicata (m): 150
dislivello avvicinamento (m): 300

copertura rete mobile
wind : 0% di copertura
vodafone : 10% di copertura
tim : 10% di copertura
no operato : 0% di copertura

contributors: marco1 Fab Alb
ultima revisione: 29/07/15

località partenza: Forno Alpi Graie (Groscavallo , TO )

punti appoggio: trattoria da Cesarin a Breno

bibliografia: guida aggiornata di M.Blatto 2003

accesso:
Val Grande di Lanzo fino Forno Alpi graie, dove si parcheggia.
Attraversare il fiume della Gura e risalire il vallone di Sea su strada sterrata (segnavia Gta 308). Giunti in prossimità del piano di Balma Massiet, nel punto in cui la sterrata attraversa il fiume sull'altra sponda, lasciarla e proseguire per evidente sentiero (sinistra orografica) fino a un cartello per la Torre di Gandalf. Seguirlo e salire per pendio erboso arrivando alla base (45 minuti).

note tecniche:
Classica arrampicata del vallone di Sea. Sulla via sono stati rimossi i 5 spit presenti che erano stati posizionati a fianco dei vecchi chiodi. Ma ogni passaggio è tuttavia proteggibile benissimo con almeno due solide protezioni vicine. Qualche chiodo in posto. Utili friend bd dal 0.4 al 3 con i numeri 0.75 1 e 2 doppi. Qualche nut medio piccolo non guasta.
Soste con spit e calate su Occhio di Sauron a destra.
Corde da 50m.
Periodo consigliato: da maggio a ottobre.

descrizione itinerario:
La via è quella centrale tra le tre visibili, con partenza sovente bagnata in un caratteristico muretto nero (da cui il nome alla via, inequivocabile)
L1: 6a+ muretto,tettino, poi diedro e uscita a destra
L2: V traverso a destra su cengia, muretto, poi diedro
L3: V traversino a sinistra su blocchi instabili, poi direttamente per diedro
L4: V dulfer su placca appoggiata, poi lama, strapiombino e terrazza
L5: III+ facile diedrino, poi muro su roccia articolata (sconsigliabile, ci si cala bene traversando a dx da S4 alla sosta a spit della via accanto.)

Discesa: dalla cima piattaforma sommitale raggiungere la sosta con catena di “Occhio di Sauron” e calarsi fino a una sosta successiva posta sulle placche inclinate dell’ultimo tratto della Torre (25 m).
Di qui scendere fino alla S2 di “Sorgente primaverile” (30 m), da cui con una doppia di 25 metri si raggiunge la base. E’ anche possibile poco prima di raggiungere la cima della via, piegare a destra fino a una sosta attrezzata, un po’ nascosta. Di qui si scende con 50 metri nel canale destro idrografico della Torre e, proprio sul ciglio del salto sottostante, si trova la S3 di “Alchi- mia dei maghi” (spit con catena e anello di calata). Con altri 30 metri si rag- giunge la base.

altre annotazioni:
Oliviero Toso, nel 1975. La via fu ripresa e ultimata da Isidoro Meneghin nel 1981