Argentea (Monte) da Campo, via diretta

sentiero tipo,n°,segnavia: Segnavia stella bianca
difficoltà: E   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud
quota partenza (m): 120
quota vetta/quota massima (m): 1083
dislivello salita totale (m): 980

copertura rete mobile
wind : 100% di copertura
vodafone : 100% di copertura
tim : 80% di copertura
no operato : 0% di copertura
3 : 60% di copertura

contributors: pbianco kaneski coboldo
ultima revisione: 12/05/16

località partenza: Campo (Arenzano , GE )

bibliografia: A.Parodi, I monti del Beigua

accesso:
Dal casello di Arenzano dell'autostrada Genova-Savona si gira a destra per Cogoleto. Appena superato il dosso della Colletta si prende a destra una strada che scende in Val Lerone (indicazione per la zona industriale). Si prosegue sempre lungo la rotabile risalendo la valle fino alla località Campo. Piccola piazzola di parcheggio al termine della strada asfaltata. Si consiglia di parcheggiare prima di arrivare in paese.

note tecniche:
Bel percorso panoramico che segue un ripido costone, alquanto alpestre nella parte superiore. La zona è caratterizzata da varie strutture rocciose ed era utilizzata in passato come palestra di roccia. Il percorso è escursionistico ed è contrassegnato da una stella bianca.

descrizione itinerario:
Si inizia imboccando a destra una stradina sterrata che sale subito ripida. Superati alcuni tornanti si giunge su un costone, dopodichè si segue un ripido sentierino a destra (cartello indicatore). In breve si incontra un sentiero orizzontale, detto "dell'Ingegnere", contrassegnato da una "I" rossa in campo bianco, che si segue verso destra in lieve discesa per alcuni minuti, dopodichè si sale a sinistra seguendo un ripido sentiero segnalato con la stella bianca.
Il sentiero sale fra boschetti di pini e prati sassosi, tenendosi sul fianco orientale della cresta che fa capo alla Rocca Turchina, fino ad arrivare in cresta (Gua de l'Ommu, bel panorama sul Monte Rama) e, successivamente, ad un altro colletto (Gua da Butte). Il sentiero quindi raggiunge la parte superiore del costone, dove la pendenza si attenua e si intravede in fondo la cima (ambiente molto bello).
Si sale ancora verso nord su ampi prati, puntando ad un colletto (Collettassa, 932 m) dove si incrocia il sentiero segnalato con la A rossa in campo bianco.
Dalla Collettassa è consigliabile una breve deviazione (5 min) lungo il crestone erboso verso Sud e qualche roccetta finale, per raggiungere la vetta della Rocca Negra (m 941), che offre un panorama spettacolare.
Ritornati alla Collettassa si sale l’ultimo ripidissimo pendio, sempre seguendo il sentiero stella bianca fra alberi e massi, portandosi sotto alcune rocce e quindi sul versante Ovest, fino a sbucare sulla vetta.
In discesa si può proseguire verso nord sul filo della cresta di blocchi rocciosi (attenzione se bagnati, diventano viscidissimi), ricongiungendosi poco più avanti al sentiero segnalato. Oppure dalla vetta seguire il percorso normale dell’Argentea, seguendo il sentiero (segnato con tre pallini rossi e poi un triangolo rosso pieno) che scende verso nord lungo il fianco Est della cresta. Dopo un breve tratto si incontra il cartello "Rif.Leveasso" che manda a sinistra verso il Rifugio Padre Rino/Leveasso,. Proseguendo invece dritti sulla cresta in pochi minuti si raggiunge il rif. CAI posto sulla piatta Cima Pian di Lerca (magnifico panorama). Ritornati al bivio per il rif. Leveasso, lo si raggiunge in breve scendendo sul sentiero per boscaglie e ripidi pendii erbosi. Arrivati al rifugio (fontana) si prende il sentiero evidente verso Est (destra, faccia a valle). Dopo poche decine di metri si incontra di nuovo il triangolo rosso pieno che scende con fondo scomodo e sassoso, piega a sinistra con un paio di svolte, attraversa un impluvio tra grandi massi e si porta sul versante sinistro orogr. del vallone del rio di Lerca. La mulattiera, mantenendosi a mezza costa, supera la casa Segage e arriva infine alla strada sterrata che si è seguita per il primo tratto di salita. Notare nell'ultimo tratto della mulattiera alcuni tratti sorretti da muri a secco a picco sul vallone aspro e dai fianchi ripidissimi (bella cascata visibile nella forra).