Guglia o Julier (Piz) dall'Alpe Guglia per la Fuorcla Albana per e la Cresta SE

sentiero tipo,n°,segnavia: segnavia bianco-azzurri e ometti
difficoltà: EEA   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud-Est
quota partenza (m): 2130
quota vetta/quota massima (m): 3380
dislivello salita totale (m): 1250

copertura rete mobile
vodafone : 60% di copertura
no operato : 0% di copertura
altri : 60% di copertura

contributors: ste_6962
ultima revisione: 03/09/19

località partenza: Alpe Guglia, Julierpass (Silvaplana , Maloggia )

cartografia: CNS foglio 1257 - Saint Moritz - scala 1:25.000

accesso:
Da Lecco si segue la SS36 che costeggia il lago fino a raggiungere Piantedo, dove si abbandona la strada che prosegue per Bormio e Sondrio volgendo a sinistra (sempre lungo la SS36) seguendo le indicazioni per Chiavenna e il Passo del Maloja. Superati vari centri abitati si raggiunge Chiavenna, dove si trova un altro crocevia, si volge a destra imboccando la SS37 (indicazioni per il Maloja e Saint Moritz) raggiungendo il confine di stato e valicandolo. Superando i centri di Bondo, Bregaglia e Casaccia, raggiungendo il Passo del Maloja (statale n. 3). Si prosegue superando Maloggia, costeggiando il Lago di Sils e oltrepassando Sils Baselgia, un secondo lago (Lago di Silvaplana) si costeggia a sinistra raggiungendo quindi Silvaplana. Appena usciti da Silvaplana, si volge a sinistra (sempre SS N. 3) in direzione del Julier Pass, seguendo tale strada fino al pianoro dove si trova l’Alpe Guglia (o Chamanna dal Stradin, come da cartellonistica locale). Possibilità di parcheggio nei pressi dell’alpeggio, ci sono alcune piazzole ai bordi della strada.

note tecniche:
Il Piz Guglia (o Piz Julier) è una montagna masiccia ed imponente che domina su Saint Moritz e Silvaplana. Ha l’aspetto di un vero e proprio castello turrito, apparentemente sembra inaccessibile o comunque riservato a buoni alpinisti, invece sul versante lato SE si snoda un itinerario di salita accessibile anche all’escursionista esperto, abituato a muoversi su terreni esposti, affilati ed aerei con sicurezza di piede! Non si tratta di una via ferrata classica (infatti i tratti attrezzati con paletti e catene non coprono tutto il percorso ma solo i punti più impegnativi ed esposti). Il percorso della prima parte, fino alla Fuorcla Albana è facile e si segue senza problemi, anche se il percorso di alcune vaste pietraie del Vallone Munteratsch non è sempre agevole, però il sentiero e la traccia nelle ampie pietraie è sempre ottimamente indicata da segnavia bianco-azzurri e numerosi ometti. Dalla Fuorcla Albana alla vetta l’itinerario di salita diventa più impegnativo, si sale inizialmente su una buona traccia di sentiero fino alla base della cresta SE, poi si prosegue su canalini, cenge, gradoni e tratti di cresta davvero aerei ed affilati (ma ben protetti da fittoni e catene). Il percorso rimane sempre esposto, ci sono alcuni passaggi non attrezzati non propriamente banali che richiedono attenzione. In presenza di neve diventa un itinerario alpinistico da non sottovalutare, valutabile F+/PD. Tutto l’itinerario è segnalato dal parcheggio fino alla cima, segnavia e ometti molto utili in caso di nebbia e/o scarsa visibilità. Il periodo migliore per compiere questa bella salita va da fine luglio a ottobre. Itinerario noto e molto frequentato dagli escursionisti svizzeri.

descrizione itinerario:
Dal parcheggio nei pressi dell’Alpe Guglia (ma la località è nota anche come Chamanna dal Stradin) si seguono le indicazioni (cartello indicatore per il Piz Jiulier, segnavia bianco-azzurri) e si inizia lungo il sentiero in leggera discesa che porta ad oltrepassare una conca di grossi pietroni per risalire subito dopo, uno ripido dosso erboso prima e detritico poi. Superato il dosso iniziale del vallone, si prosegue verso destra entrando in una vasta conca detritica (nota come Munteratsch), e da qui si supera una ripida rampa morenica a sinistra (sede di un antico ghiacciaio, ormai completamente scomparso) su pietroni di ogni dimensioni e non sempre stabili, con percorso non sempre agevole si raggiunge il culmine della rampa, dove si vede bene la conca terminale ed il colle della Fuorcla Albana che dovremo raggiungere (si può evitare il saliscendi tenendo il centro della conca terminale ed evitando il tratto in salita, evitando di seguire i segnavia e gli ometti presenti). Si scende ora per pietroni e qualche gradino roccioso nel fondo della conca terminale, da dove un sentierino che sale in diagonale verso destra, su terreno più stabile, raggiungendo la Fuorcla Albana m. 2870, dove si trova un piccolo bivacco di emergenza senza nome. Qui arriva anche un altro sentiero, proveniente dall’Alpe Suvretta (Saint Moritz). Si prosegue ora lungo la “Crasta da la Senda”, lungo il sentierino che si tiene a sinistra e qualche metro sotto il filo di cresta, segue poi un traverso a destra che permette di evitare una balza rocciosa, entrando in un ripido canalone detritico, che con percorso ripido e abbastanza diretto, superando alcune facili roccette e un gradone (attrezzato con catene) riporta sul filo di cresta. Si prosegue per un breve tratto lungo la cresta, poi si traversa nuovamente a destra per evitare alcuni torrioni su alcune cenge, segue un altro tratto di cresta, un traverso a sinistra e il primo intaglio (esposto, ma protetto da paletti e catene) e successivamente si incontra il passaggio più impegnativo della salita, una placchetta liscia, inclinata ed esposta (passo di II) ma attrezzata anche in questo caso con catene. Ci si trova ora sotto la Cima Est o anticima, che viene aggirata completamente a sinistra seguendo una lunga cengia quasi pianeggiante, prima facile e poi si restringe, diventando più impegnativa ed aerea (catene), alcuni gradini rocciosi e un tratto aereo lungo il filo di cresta portano al secondo intaglio esposto, anche qui si trovano le catene e i corrimano. Un ultimo tratto di cengette, canalini e qualche gradino roccioso portano al tratto finale di cresta, una traccia di sentiero e alcune facili roccette porta alla cima, indicata semplicemente da un grande ometto di pietre. Attenzione a non smuovere pietre mobili, presenti quasi ovunque, dato che la cima gode di una ottima frequentazione. (ore 4.00 indicative dall’Alpe Guglia alla cima). In discesa si percorre integralmente lo stesso percorso di salita.