Raccias (Punta) da Massello per il Vallone del Culmian

note su accesso stradale :: ok, strada un po' stretta, parcheggio prima della frazione
Tentato la sorte, confidando che in questo vallone laterale si sentisse un po' meno il vento forte previsto per oggi... Invece raffiche così forti le ricorderò a lungo. La gita diventa praticamente pomeridiana, poichè arrivato a Porte alle 10.30 (partito tardi apposta per aspettare il miglioramento meteo previsto a metà mattinata), ho atteso un'ora che smettesse di piovere, e così è stato, ma il vento si è subito alzato. Sono salito dal vallone di Culmian, un po' seguendo il sentiero per la località Fracho, un po' tagliando senza percorso obbligato alla mia maniera. Raggiunte le baite Troncea, ho lasciato il percorso segnato per proseguire a vista per ripidi prati, con vaghe tracce di bestiame. Fino a che sono rimasto tra i larici il vento è rimasto contenuto, poi dopo via via più forte,; successivamente ho deviato a destra per raggiungere la dorsale sud proveniente dalla cima, dove le folate mi hanno sballottato continuamente a terra. Per fortuna scollinando la dorsale tenendomi basso sul versante opposto, sotto vento, c'era calma assoluta. Arrivato in cima con raffiche un po' meno forti che sotto, che mi hanno permesso di ammirare un po' di panorama e scattare qualche foto. In compenso i panorami e i colori davvero suggestivi, in condizioni più godibili è una meta da non scartare, breve e adatta alla stagione. In discesa tirato giù dritto per dritto, fino al limitare del bosco con vento fortissimo tale da avere difficoltà a scendere. Sono sceso al pianoro con fontana prima di La Fracho, in teoria qui un sentiero dovrebbe proseguire portando direttamente a Porte, ma dopo averne seguito un pezzo avendo timore di finire nella boschina, ho intercettato la strada e mi sono ricongiunto a Troncea con il percorso di salita; Da qui velocemente nel bosco con turbinio di foglie sono rientrato a Porte.
Nemmeno a dirlo nessuno in giro, nè umani nè animali.

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note su accesso stradale :: ultimo tratto con neve ghiacciata
Ci siamo fidati delle previsioni che davano una certa variabilità e ci è andata bene. Mattinata prevalentemente soleggiata, arrivo in vetta nella nebbia e durante la discesa una decina di minuti di neve, comunque tra qualche sprazzo di sole. La quota neve è stata in realtà ben più bassa di quella prevista. Infatti la neve iniziava almeno a quota 1300 e a Porte (0° al nostro arrivo) era piuttosto ghiacciata. Ovviamente la neve è aumentata di spessore man mano che salivamo, arrivando ad oltre mezzo metro, a tenersi prudenti, nell'ultima parte. Abbiamo dovuto tracciarcela tutta ed in alcuni tratti si sfondava fin oltre il ginocchio. Comunque dandoci frequentemente il cambio siamo arrivati abbastanza bene. Al di là della fatica ambiente suggestivo e bel panorama, almeno finché ci è stato consentito di goderne. Con Fausto.

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Viste le previsioni poco incoraggianti oggi pensavo di non muovermi, ma appena acceso il pc e visto le webcam della zona capisco che qui incomincia aprirsi mentre il resto della regione è ancora grigio. Vista l'ora ormai tarda decido quindi per questo primo assaggio in Val Germanasca con posti che mi hanno sbalordito. Non vista l'indicazione per Porte proseguo oltre, una signora con le capre mi consiglia di salire verso Aiasse dove parcheggio a quota 1250 m. circa rispettando il divieto. Comincio a camminare che è quasi mezzogiorno e giungo in cima in circa 2 ore. Salito con mulattiera ad Occie e poi alternando tratti di sterrata e tracce per tagliare i tornati giungo all'alpe Troncea dove tiro su dritto seguendo una vaga traccia nel bosco passando prima da una presa d'acqua, poi da una torretta d'osservazione al limite del bosco, da un casolare isolato nei prati, dal colletto ad ovest della cima alla cima stessa. I magnifici colori autunnali e la spruzzata di neve fresca poco sopra i duemila rendono questa gita molto bella. Disceso dalla dorsale sud e per ripidi prati ormai asciutti grazie al vento, ripresa la sterrata per Troncea ove ho chiuso il piccolo anello. Mentre scrivo già penso alle possibili salite in questa incredibile valle.

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Da quota 1750 si può risalire per pratoni belli ripidi con erba scivolosa e senza traccia precisa fino alla cresta e di lì in punta; in caso di bagnato è meglio evitare e scendere dal colle.
Giornata spaziale con panorama splendido, nemmeno troppo caldo e nessuno sul percorso, gita che rifarò con la neve.
Con Fausto e il cane.


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Giornata quasi primaverile, mentre in pianura stazionavano la nebbia, il freddo ed il gelo. Neve poca, tranne l'ultimo tratto sotto la cima.
In ottima compagnia di Anna, Elisa ed Omar.

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Caratteristica itinerario

difficoltà: E :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud-Ovest
quota partenza (m): 1386
quota vetta/quota massima (m): 2205
dislivello salita totale (m): 819

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